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I servizi segreti italiani assumono: la campagna di reclutamento 2026

Il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza ha aperto una nuova finestra di selezione per inserire professionisti di alto profilo nelle agenzie di sicurezza nazionale. La ricerca si concentra su esperti in tecnologie avanzate, analisi dei dati, cybersicurezza e crittografia per fronteggiare le sfide poste dall'intelligenza artificiale e dalle crescenti tensioni geopolitiche

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L’Intelligence italiana ha avviato ufficialmente la campagna di reclutamento 2026, una iniziativa volta a individuare e integrare talenti con competenze specialistiche in settori critici per la tutela nazionale.

Il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, l’organismo che coordina le attività di intelligence interna ed esterna, ha fissato al 20 marzo 2026 il termine ultimo per la presentazione delle candidature, che dovranno essere inoltrate attraverso la sezione "Lavora con noi" del sito istituzionale sicurezzanazionale.gov.it.

Questa selezione non riguarda le consuete procedure concorsuali della pubblica amministrazione, si configura come una ricerca mirata di eccellenze capaci di operare in contesti ad alto contenuto tecnologico e analitico.

Il primato della tecnologia e della difesa cibernetica

Al centro di questa nuova campagna figurano profili con solide basi nel campo dell'informatica di alto livello.

I servizi segreti cercano specialisti in High Performance Computing, ovvero il calcolo ad alte prestazioni basato sull'utilizzo di supercomputer capaci di elaborare quantità massicce di dati in tempi ridottissimi.

Accanto a questi sono richiesti esperti in crittografia, la disciplina che si occupa di rendere i messaggi incomprensibili a chi non è autorizzato a leggerli, una competenza vitale per proteggere le comunicazioni di Stato e le infrastrutture critiche.

E ovviamente l’Intelligence ricerca esperti nella cybersicurezza, “con conoscenze e/o competenze in materia di tattiche, tecniche e procedure della minaccia cibernetica, anonimizzazione, cyber threat intelligence, reverse engineering, malware analysis, vulnerability assessment e penetration testing su reti e sistemi operativi e su applicazioni e siti web, red teaming, blue teaming, digital forensics, analisi di log, ricerca analisi dispositivi IOT/ICT”.

La priorità assegnata a queste figure risponde all'esigenza di garantire l'autonomia tecnologica del Paese in un'epoca in cui la sovranità digitale è considerata un pilastro della sicurezza nazionale tanto quanto la difesa dei confini fisici.

L’analisi delle informazioni tra fonti aperte e minacce ibride

Una parte significativa della selezione è dedicata alla Open Source Intelligence, comunemente indicata con l'acronimo OSINT.

Questa attività consiste nella raccolta e nell'analisi di informazioni provenienti da fonti pubbliche, come testate giornalistiche, database aperti e piattaforme social. L'obiettivo è trasformare dati liberamente accessibili in conoscenza strategica utile per prevenire minacce ibride, che includono campagne di disinformazione e tentativi di interferenza esterna.

Gli analisti devono essere in grado di distinguere tra fatti verificati e manipolazioni digitali, un compito reso sempre più complesso dalla diffusione di contenuti generati attraverso l'intelligenza artificiale e dalla velocità con cui le notizie si propagano nelle reti globali.

Il contesto della strategia nazionale 2022-2026

Questa iniziativa di reclutamento si inserisce nella fase conclusiva della Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026, un piano che ha visto l'Italia impegnata a potenziare la propria resilienza digitale attraverso investimenti significativi e riforme strutturali.

Il 2026 rappresenta un anno di svolta, poiché coincide con il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel campo della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

In questo scenario, le agenzie di sicurezza si trovano a operare come garanti di una transizione digitale che deve essere protetta da attacchi sempre più automatizzati e sofisticati. Il reclutamento di nuove risorse umane rappresenta quindi l'ultimo tassello per consolidare un'architettura di difesa capace di evolvere insieme alle tecnologie che è chiamata a sorvegliare.