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Comunicare la cultura: il Web 4.0

Un estratto dal libro Comunicare la cultura (pubblicato da Editrice Bibliografica) con cui Andrea Maulini, amministratore delegato della società di marketing e comunicazione Profili e docente in corsi e master universitari, propone una riflessione sulla trasformazione profonda della comunicazione contemporanea. Nel nuovo contesto globale, segnato da conflitti, campagne politiche digitali e dall’impatto della pandemia, la comunicazione diventa lo spazio in cui si formano opinioni, identità e appartenenze. Il saggio analizza come questo cambiamento stia ridefinendo anche il settore culturale, coinvolgendo linguaggi, pubblici e strategie

3 minuti di lettura

Dal 2006 ad oggi stiamo (…) vivendo l’epoca del Web 3.0, quella del “read-write-execute web”: la parola d’ordine è connessione. La differenza rispetto a prima è data non tanto dall’introduzione di nuove tecnologie, ma da diversi fattori, quali:

• Web come database: internet è diventato progressivamente un enorme database, ricchissimo di informazioni che le applicazioni possono facilmente fornire agli utenti e che migliorano i risultati delle ricerche online. Si parla perciò di Data Web.

• Web semantico: un ambiente virtuale in cui le informazioni e i dati sono collegati tra loro e organizzati in modo da poter essere elaborati automaticamente. Contenuti correlati a determinate parole chiave, quindi, permettono una ricerca di informazioni più performante.

• Web adattabile ai diversi dispositivi: il Responsive Web Design e la grafica

vettoriale correlata permettono di visualizzare su dispositivi diversi il contenuto presente sulla rete.

• Web potenziato, capace di modificare lo stesso sistema sociale in cui viviamo: il

web è ormai diventato un canale di comunicazione in grado di influenzare la realtà in maniera decisamente superiore a qualsiasi altro medium.

• Web in 3 dimensioni: la trasformazione del web in ambienti tridimensionali a partire da Second Life, lanciato addirittura nel 2003, fino ad arrivare ai trend del Metaverso, su cui Meta ha investito finora più di 45 miliardi di dollari.

• Intelligenza artificiale: un concetto assolutamente attuale, che molti legano al

prossimo avvento del Web 4.0. In realtà, software evoluti e in grado di interagire

direttamente con gli utenti esistono già da parecchio tempo su Internet. Per fare tre esempi possiamo citare gli algoritmi di Google, che analizzano la rete per comprendere come posizionare i contenuti a seconda della qualità e della pertinenza con determinate parole chiave; l’algoritmo di Facebook e Instagram, che ci presenta notizie dai nostri amici in linea con il nostro pensiero; e gli algoritmi che regolano i software antispam, per filtrare i messaggi realizzati da utenti reali da quelli creati artificiosamente da software. È un percorso, questo, cominciato quindi da anni, che sta però vedendo negli ultimi tempi un’evoluzione sempre più rapida e complessa.

Tutti questi fattori contribuiscono a caratterizzare il Web 3.0 come l’era in cui internet è entrato completamente e profondamente nelle nostre vite, diventando parte integrante di una quotidianità in cui tutti siamo sempre connessi, in ogni momento e ovunque.

Web 4.0: una nuova relazione tra reale e virtuale

Il prossimo passo, peraltro già in corso, è perciò l’avvento del Web 4.0, che avrà come obiettivo la piena integrazione tra ambienti digitali e fisici.

L’idea alla base di questa evoluzione è basata sulla teoria della cibernetica sviluppata già nel 1948 dal matematico e statistico statunitense Norbert Wiener, che nel suo libro Cybernetics, or control and communication in the animal and the machine definisce il concetto di retroazione (feedback), cioè il processo in cui un sistema riceve informazioni sul suo stato attuale e utilizza queste informazioni per adattare il proprio comportamento.

Questo principio è centrale per la comprensione dei sistemi di controllo, sia biologici che artificiali (non a caso, Wiener parla di “animali” e di “macchine”): e quindi anche per la progettazione di macchine che possano interagire in modo sempre più intelligente con gli esseri umani.

È un percorso ancora in evoluzione, ma che vedrà sicuramente un ruolo fondamentale delle tecnologie di realtà aumentata e dei Big Data, o per meglio dire dello “spazio” disponibile per i dati. Si prospetta un’era in cui ognuno di noi avrà un vero e proprio alter ego digitale e dialogherà sempre di più con le nuove interfacce, come la domotica o le macchine intelligenti. Se il Web 3.0 vede tra i suoi punti di forza il web potenziato, che permette, come accennato, di influire sullo stesso sistema sociale in cui viviamo, il Web 4.0 consentirà un controllo sempre maggiore delle informazioni, tale per cui probabilmente potremo modificare anche la realtà che ci circonda direttamente.

Questi alcuni degli asset su cui si muoverà il Web 4.0:

• Interconnessione dei dati: le informazioni sono collegate in modo intelligente,

consentendo alle macchine di comprendere il contesto e le relazioni tra i dati;

• Intelligenza artificiale: l’uso diffuso di intelligenza artificiale e apprendimento

automatico permette alle macchine di analizzare e interpretare dati in modo più efficace, migliorando le capacità di risposta e adattamento;

• Semantica dei dati: i dati sono integrati da metadati che ne descrivono il significato, consentendo alle macchine di interpretare il contenuto in modo più preciso;

• Interazione naturale: l’interazione tra uomini e macchine è resa più naturale attraverso l’uso di interfacce avanzate, come il riconoscimento vocale, la comprensione del linguaggio naturale e l’interazione gestuale.