I nuovi schiavi che nutrono le macchine
Si chiamano “ghost worker” e sono davvero dei fantasmi: zero tutele, zero garanzie, paghe da fame. Eppure sono loro che insegnano a ChatGpt & Co. a sembrare intelligenti
Dietro ogni risposta di ChatGpt, Claude o Gemini esiste un esercito invisibile di lavoratori sottopagati, esposti a contenuti traumatici, privi di tutele e tenuti deliberatamente fuori dalla scena. Si chiamano “ghost worker”, operai fantasma. Operano dall’Africa, dall’Asia, dall’America Latina, e costruiscono, mattone dopo mattone, le cattedrali dell’intelligenza artificiale. Ne parla con precisione allarmante il libro Nutrire la macchina. Come alimentiamo l’intelligenza artificiale, scritto da…