Se facciamo meno figli la colpa può essere di smartphone e social
di Pier Luigi PisaUna lettura del Financial Times lega il crollo della natalità globale alla crisi nella formazione delle coppie. Le cause restano molte, dall’economia alla casa, ma smartphone e social sembrano il fattore comune: meno incontri fisici, più isolamento e relazioni più difficili da costruire. E quindi meno figli
“Nei decenni passati, il tasso di fertilità mondiale è sceso perché le coppie facevano meno figli. Ora la ragione principale è che ci sono meno coppie”.
E il motivo sarebbe da imputare alla crescente diffusione di smartphone e social in tutto il mondo.
È la tesi più interessante dell’analisi di John Burn-Murdoch sul Financial Times: il crollo della natalità globale va letto sempre meno come una storia di famiglie che scelgono di avere un solo figlio - o non averne affatto - e sempre più come una storia di relazioni che non nascono o non durano.
Le cause del calo demografico possono essere molte. Casa, redditi, precarietà, costo dei figli, trasformazione dei ruoli di genere e aspettative diverse tra uomini e donne. Tutti questi fattori contano, con pesi diversi da paese a paese.
Ma la causa principale che sembra attraversare quasi tutti i contesti è digitale.
Una forte correlazione
Secondo il FT, nel mondo il tasso di natalità è caduto dopo l’introduzione degli smartphone, qualunque fosse la tendenza precedente. Il calo è più netto tra i più giovani, cioè tra le fasce d’età in cui l’uso dello smartphone è più intenso.
Tra i tanti dati, il FT cita lo studio di Nathan Hudson e Hernan Moscoso-Boedo, dell’Università di Cincinnati: osservando l’avvento delle reti 4G negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i due ricercatori mostrano che le nascite sono diminuite prima e più rapidamente nelle aree raggiunte per prime dalla connettività mobile ad alta velocità.
La loro ipotesi è che gli smartphone abbiano cambiato il modo in cui i giovani trascorrono il tempo insieme. Meno socialità fisica, più isolamento e quindi meno occasioni di incontro e formare coppie.
Questa lettura non è nuova. Già nel 2001 Robert Hornik ed Emile McAnany avevano trovato un legame più forte tra calo delle nascite e diffusione della televisione che tra calo delle nascite, reddito o istruzione.
Dieci anni dopo, Eliana La Ferrara e altri ricercatori mostrarono che le soap opera con famiglie piccole potevano influenzare le scelte riproduttive.
Nel 2018 Adrienne Lucas e Nicholas Wilson trovarono che il possesso della televisione era associato a una minore frequenza dei rapporti sessuali tra le coppie.
L’impatto degli smartphone
Ma lo smartphone potrebbe avere avuto un effetto più ampio, perché il suo uso è più intenso e più solitario rispetto alla televisione.
“I tassi di natalità tra adolescenti e giovani adulti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia erano rimasti sostanzialmente stabili nei primi anni Duemila, ma hanno iniziato a scendere nettamente dal 2007 – scrive il Financial Times – La stessa flessione è cominciata in Francia e Polonia intorno al 2009, e in Messico, Marocco e Indonesia intorno al 2012. In Ghana, Nigeria e Senegal, quelli che erano stati cali graduali della fertilità sono diventati crolli improvvisi tra il 2013 e il 2015. Tutti questi punti di svolta coincidono con l’adozione di massa degli smartphone nei mercati locali, misurata attraverso le ricerche su Google relative alle app mobili”.
L’influenza dei social network
I social media, oltre a isolare, possono anche amplificare i problemi già esistenti, rendendo più visibili e più immediati problemi già esistenti come case costose o redditi incerti, e trasformando cambiamenti graduali dell'economia in onde improvvise di insicurezza.
Correlazione e causalità restano piani diversi.
La tecnologia non spiega tutto. Ma quella tra nascite e penetrazione di smartphone e social è un rapporto difficile da ignorare: il calo della fertilità attraversa economie e culture diverse. E la variabile che ritorna più spesso è la crescente influenza dell'ambiente digitale sulle nascite e il mantenimento delle relazioni.