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Un umanoide ha smistato pacchi per 200 ore: se l’è cavata piuttosto bene

Doveva essere una dimostrazione breve. È diventata una popolare prova di resistenza e coordinazione. Il livestream di Figure, nato per mostrare un turno autonomo di smistamento pacchi, è andato molto oltre le attese iniziali e ha evidenziato a che punto siamo con l’affidabilità dei robot umanoidi in contesti reali

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Figure, startup americana che sviluppa robot umanoidi per la logistica e l’industria, ha trasmesso in diretta per nove giorni un test in cui i suoi modelli F.03 smistano pacchi su una linea automatizzata.

Cosa dovevano fare i robot

L’obiettivo dei robot era girare il pacco in modo che il barcode finisse rivolto verso il basso, così uno scanner collocato più avanti poteva leggerlo correttamente.

Se l’etichetta è già nel verso giusto, il lavoro è più semplice. Se invece il barcode è su un lato, sopra, o su una superficie deformata, il robot deve correggere la presa, ruotare il pacco e a volte perfino “spianare” leggermente l’involucro per rendere leggibile il codice.

Perché è una sfida complessa

Insomma per un essere umano il compito immaginato da Figure può essere banale, ma per una macchina chiamata a maneggiare pacchi e buste di varia grandezza può essere una sfida complessa: mentre sposta e orienta le scatole, infatti, il robot deve preoccuparsi di non inceppare il flusso.

L’esperimento di Figure, trasmesso in diretta streaming, doveva essere una dimostrazione limitata di autonomia operativa. Invece è diventato una prova di durata molto più ampia, con 200 ore di lavoro continuative e 250mila pacchi smistati.

Figure voleva dimostrare che un robot umanoide non riesce soltanto a compiere un gesto corretto, ma può ripeterlo a lungo in un contesto reale di lavoro.

I modelli F.03 se la sono cavata bene, salvo momenti di incertezza occasionali che gli spettatori della diretta hanno immediatamente colto e condiviso sui social.

A un certo punto della diretta, l’azienda americana ha immaginato un test nel test: uno stagista è stato chiamato a svolgere lo stesso compito per dieci ore - con delle pause - e alla fine è riuscito a fare meglio dei robot, smistando nello stesso periodo di tempo 192 pacchi in più.

L’ossessione per la diretta e i dubbi

La diretta ha richiamato un numero pubblico di curiosi e appassionati. Milioni di spettatori hanno seguito il robot mentre prendeva piccoli pacchi e li disponeva sul nastro trasportatore.

Sullo sfondo, due umanoidi restavano sulle basi di ricarica, pronti a sostituirlo nel momento in cui la sua batteria si fosse esaurita. Per questo il nome del robot di tanto in tanto cambiava: da Jim a Bob, poi a Frank.

In molti hanno definito il live streaming “ipnotico” e “rilassante”, un po’ come i video ASMR [è l’acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, un’etichetta usata online per contenuti che danno una sensazione di calma o di lieve stimolazione sensoriale attraverso suoni ripetitivi, gesti precisi, ritmi lenti e movimenti regolari].

Alcuni spettatori si sono mostrati scettici: hanno ipotizzato che dietro i movimenti dei robot ci fossero operatori umani collegati da remoto.

A rafforzare questa ipotesi, per chi dubita dell’autenticità della dimostrazione, ci sarebbe un gesto di uno dei modelli F.03, che a un certo punto sembra portarsi una mano alla testa, come farebbe una persona vera che sta pilotando un robot attraverso un visore VR che gli permette di vedere pacchi e nastro trasportatore in soggettiva, sfruttando le videocamere dei robot.

Cosa fa Figure

Figure oggi vale 39 miliardi di dollari. Lavora su robot umanoidi general purpose, pensati per essere impiegati prima in contesti industriali come logistica e manifattura e, in prospettiva, anche in altri ambienti di lavoro. Il CEO è Brett Adcock.

L’azienda ha pubblicato, ultimamente, anche video in cui i suoi robot portano a termine faccende domestiche.

Oltre all’hardware, Figure sviluppa anche l’intelligenza artificiale che unisce visione, comprensione e controllo motorio per tradurre ciò che il robot vede in azioni fisiche utili.

Cosa ci insegna l’esperimento

L’esperimento di Figure ci insegna che l’automazione fisica sta entrando in una fase nuova.

Finora molte aziende di robotica hanno chiesto al pubblico di credere alle demo. Molte continuano a farlo ancora oggi. Figure invece ha invitato a osservare i suoi robot mentre lavorano, e a giudicarli sul lungo periodo.

Non basta più stupire con un moonwalk. Bisogna reggere nel mondo reale.