La corsa all’IPO delle “nuove” big tech: Anthropic, SpaceX e OpenAI pronte a sbarcare in borsa
di Gabriella RoccoTre date, tre debutti, migliaia di miliardi in gioco: Anthropic ha aperto le danze il 1° giugno con il deposito del suo S-1, SpaceX è attesa sul Nasdaq il 12 giugno, OpenAI si prepara a chiudere il cerchio. L’IA incontra i mercati pubblici: cosa cambia (se cambia qualcosa)
Un autunno che potrebbe riscrivere le regole dell'intelligenza artificiale. C'è un momento in cui una tecnologia smette di essere una promessa e diventa un'industria. Non è quando i modelli diventano più potenti, né quando le aziende raggiungono valutazioni stratosferiche nei round privati. È quando decidono di aprirsi al giudizio del mercato pubblico. Di rispondere, ogni giorno e ogni trimestre, a milioni di investitori nel mondo.
Il 1° giugno 2026, Anthropic ha depositato in via confidenziale il modulo S-1 (il documento di registrazione obbligatorio per le aziende che intendono quotarsi in borsa negli Stati Uniti) presso la SEC, l'ente di vigilanza dei mercati Usa. Una mossa attesa, ma non per questo meno significativa: l'azienda dietro Claude, oggi la startup IA di maggior valore al mondo con una valutazione di 965 miliardi di dollari, ha ufficialmente avviato il percorso verso la quotazione in borsa, attesa per l'autunno 2026.
Pochi giorni dopo, il 12 giugno, SpaceX è attesa sul Nasdaq con il ticker $SPCX. L'azienda di Elon Musk aveva depositato il suo S-1 in via confidenziale ad aprile, per poi rendere pubblici i documenti nelle settimane successive. La valutazione target oscilla tra 1.800 e 2.000 miliardi di dollari: uno dei debutti più attesi, e potenzialmente più grandi, della storia dei mercati finanziari.
OpenAI chiuderà il cerchio. La società di Sam Altman, reduce da un round da 122 miliardi di dollari chiuso tra marzo e aprile 2026 che l'ha portata a una valutazione di 852 miliardi, si prepara a depositare a breve il proprio S-1. Tempi e modalità non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma il mercato la aspetta. Tre protagonisti, tre debutti ravvicinati.
Una stagione che non ha precedenti nella storia della tecnologia
Per capire la portata di quello che sta per accadere, basta mettere in fila le valutazioni. Anthropic arriva alla quotazione forte di un round Series H da 65 miliardi di dollari: il finanziamento privato più grande della storia della Silicon Valley, che ha quasi triplicato la sua valutazione rispetto a febbraio 2026. Gli analisti si aspettano che al momento dell'IPO la cifra superi il trilione (mille miliardi) di dollari. SpaceX punta ancora più in alto: tra 1.800 e 2.000 miliardi di dollari, una valutazione che la collocherebbe tra le aziende più grandi al mondo per capitalizzazione di mercato fin dal giorno del debutto. OpenAI, con i suoi 852 miliardi, completa un trittico di cifre che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate fantascienza.
Ma al di là dei numeri, affascinanti, quando queste aziende aprono al mercato pubblico le cose cambiano. Essere una public company non significa soltanto raccogliere capitale da nuovi investitori. Significa accettare un nuovo padrone: il mercato. Ogni trimestre, i risultati vengono esposti al giudizio di analisti, fondi e piccoli investitori. Le decisioni su roadmap, priorità di ricerca e ritmo di sviluppo dei modelli non sono più interne, sono pubbliche, commentate, valutate.
Per aziende come Anthropic e OpenAI, che sviluppano tecnologie con implicazioni profonde sulla società, questa trasparenza forzata solleva interrogativi che vanno ben oltre la finanza. Anthropic ha costruito la propria identità sull'idea che la sicurezza dell'IA venga prima del profitto. La sua struttura di Public Benefit Corporation e la ricerca sull'interpretabilità dei modelli: capire cosa succede davvero dentro un sistema IA, ne sono la dimostrazione concreta. OpenAI: nata come organizzazione no-profit, si è progressivamente trasformata in entità commerciale. Un percorso che racconta quanto sia difficile conciliare ambizione scientifica e sostenibilità economica nel mercato più competitivo del mondo.
Anthropic VS OpenAI: i numeri raccontano storie diverse
Accostare Anthropic e OpenAI è inevitabile. Ma i numeri dei rispettivi round rivelano qualcosa di interessante. Anthropic ha raccolto 65 miliardi ed è valutata 965 miliardi. OpenAI ne ha raccolti 122 miliardi, quasi il doppio, ed è valutata 852 miliardi. Meno. Il mercato privato assegna ad Anthropic un valore per dollaro raccolto più alto. Non è un dettaglio. È un segnale sulla fiducia nella traiettoria, nel modello di business e, probabilmente, nella governance.
Le due aziende hanno storie e DNA diversi. Anthropic nasce nel 2021 da una scissione da OpenAI, guidata da Dario e Daniela Amodei insieme ad altri ricercatori convinti che la sicurezza dell'IA dovesse essere un principio fondante, non un vincolo da gestire. Struttura PBC (Public Benefit Corporation) e ricerca sull'interpretabilità come priorità strategica.
OpenAI ha percorso la strada opposta: nata no-profit, si è progressivamente trasformata in entità commerciale, sotto la pressione di una competizione sempre più costosa e di partner come Microsoft. Due filosofie diverse, due round diversi, la stessa borsa.
L'IA incontra Wall Street
SpaceX, Anthropic, OpenAI. Tre nomi che negli ultimi anni hanno ridefinito rispettivamente l'esplorazione spaziale, la sicurezza nell'IA e l'intelligenza artificiale generativa. Tre aziende che hanno raccolto capitali privati in quantità storiche, cresciute a ritmi che i modelli tradizionali faticano a descrivere, e costruito prodotti che milioni di persone usano ogni giorno. Ora chiedono al mercato pubblico di valutarle. E il mercato risponderà: con prezzi, volumi, analisi e, inevitabilmente, con le proprie aspettative su crescita, profitti e priorità.
È il test più grande che queste aziende abbiano mai affrontato. Non perché i mercati siano più esigenti dei venture capitalist, spesso non lo sono. Ma perché la quotazione rende tutto visibile. Le scelte, i compromessi, le contraddizioni. L'AI incontra Wall Street. E non sarà più la stessa cosa.