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L’Europa ordina a Meta di riaprire WhatsApp ai chatbot rivali: “Libertà di scelta per cittadini UE”

L’Europa ordina a Meta di riaprire WhatsApp ai chatbot rivali: “Libertà di scelta per cittadini UE”

L’Unione europea procede con misure cautelari per costringere Meta a ripristinare l'accesso degli assistenti IA concorrenti su WhatsApp, dove attualmente è disponibile solo il chatbot dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg. Meta resiste e parla di un servizio che sarebbe costretta a regalare ai rivali

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La Commissione europea ha deciso di forzare la mano con Meta. Dopo mesi di scambi, l'esecutivo dell'Unione ha ufficializzato l'intenzione di ordinare all’azienda di Menlo Park di riaprire WhatsApp agli assistenti basati sull'intelligenza artificiale dei concorrenti, da ChatGpt di OpenAI a Gemini di Google, fino a Claude di Anthropic.

La richiesta è ripristinare l'accesso alle stesse condizioni che valevano prima del 15 ottobre 2025, giorno in cui Meta ha impedito ad altri chatbot che non fossero la Meta AI di operare su WhatsApp.

Perché le misure cautelari

L'UE è ricorsa alle cosiddette misure cautelari, ordini temporanei ma vincolanti che impongono a un'azienda di sospendere subito una pratica ritenuta dannosa, senza attendere la fine dell'indagine. Resterebbero in vigore fino alla decisione definitiva sul comportamento di Meta. Per la responsabile della concorrenza Teresa Ribera, escludere i rivali in un mercato che corre veloce come quello dell'IA è proprio il tipo di condotta che queste misure servono a fermare.

La Commissione Ue ha ordinato a Meta di ripristinare l'accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti di IA concorrenti entro 5 giorni lavorativi e di mantenerlo fino alla conclusione dell'indagine antitrust per evitare danni gravi e irreparabili alla concorrenza in questo mercato in crescita.

Meta rischia sanzioni fino al 10% del fatturato globale totale dell'esercizio precedente all'infrazione.

Cosa contesta l'Unione

Tutto ruota intorno alla WhatsApp Business API, l'infrastruttura tecnica che permette ad aziende e sviluppatori esterni di far parlare i propri servizi con gli utenti dell'app di messaggistica controllata da Meta.

Da gennaio scorso l’azienda di Mark Zuckerberg ha riservato di fatto a Meta AI, il proprio assistente, la possibilità di operare come chatbot conversazionale dentro WhatsApp, lasciando fuori gli altri.

La Commissione sostiene che il gruppo stia usando la propria forza nella messaggistica per conquistare un vantaggio improprio nel settore in piena espansione degli assistenti IA.

Con una base utenti che in Europa supera i 45 milioni e nel mondo si avvicina ai tre miliardi, WhatsApp è considerata una porta d'ingresso preziosa per chiunque voglia portare un assistente o chatbot IA dove le persone si scambiano messaggi ogni giorno.

Bruxelles teme che chiudere quella porta possa causare un danno grave e difficilmente riparabile alla concorrenza, perché in mercati così rapidi anche un'esclusione breve rischia di diventare permanente.

“Queste misure cautelari tuteleranno la concorrenza nel mercato in crescita degli assistenti di intelligenza artificiale, preservando un punto di accesso fondamentale per raggiungere i consumatori in Europa, WhatsApp, e consentendo alle aziende di AI di innovare, crescere e realizzare pienamente il proprio potenziale - ha detto Teresa Ribera -. Con questa decisione, preserviamo anche la libertà di scelta dei cittadini europei sugli assistenti di intelligenza artificiale che vogliono usare con WhatsApp, senza che quella decisione venga presa al posto loro”.

La difesa di Meta

“La Commissione europea ha deciso che OpenAI e alcune delle più grandi aziende al mondo possono utilizzare gratuitamente WhatsApp Business, un servizio a pagamento. Si tratta di un eccesso di regolamentazione, il cui costo ricade sulle numerose aziende europee che lo pagano regolarmente. Faremo ricorso”, ha detto un portavoce del colosso tech californiano.

L’azienda di Menlo Park sostiene che i chatbot IA rappresentano un caso d’uso nuovo, per il quale le API di WhatsApp non erano state progettate.

Per Meta continuare a supportare la presenza di strumenti come ChatGpt sulla sua piattaforma di messaggistica vorrebbe dire reindirizzare in modo significativo le proprie risorse.