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Chi è Luca Parmitano, l'astronauta italiano scelto per pilotare Artemis III

Siciliano di Catania, Luca Parmitano, 49 anni, ha trascorso 366 giorni nello spazio in due missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale durante le quali ha effettuato 6 passeggiate spaziali

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Era (ed è ) un predestinato. Tempo fa, nel corso di un dialogo sulle missioni Apollo, che portarono uomini sulla Luna dal 1969 al 1972, con Luca Parmitano ci divertimmo a scegliere quella preferita di tutte le 11 con equipaggio. Luca non ebbe dubbi: “Scelgo Apollo 9, perché fu quella che collaudò tutto ciò che servirà poi a sbarcare sulla Luna, dal razzo vettore, ai moduli di comando e di servizio, al modulo lunare e alle tute lunari. Da pilota collaudatore, credo sia stata tanto importante, senza di essa non sarebbe stato possibile allunare”. E ora AstroLuca, è pronto a partire con la missione Artemis III che, sia pure con mezzi e tecnologie differenti, ricalca come tipologia di missione proprio quell’Apollo 9 del marzo 1969.

E per Luca, astronauta italiano dell’ESA sarà una missione davvero complessa e sfidante. Essendo il pilota dell’astronave Orion, dovrà raggiungere e attraccare in orbita terrestre (forse a 500 chilometri dalla Terra) non una, bensì due astronavi: dapprima il modulo Mk-2 di Blue Origin, al quale la Orion resterà agganciata per 2 ore, e poi si staccherà. E in seguito la Starship di SpaceX, che decollerà da Boca Chica con il possente razzo Super Heavy, alla quale la Orion pilotata da Parmitano sarà agganciata per circa un’ora.

Tre lanci in una missione con lanciatori uno più potente dell’altro: SLS che porterà Luca e i suoi tre compagni di missione in orbita su Orion, astronave euro-americana, e poi New Glenn e poi Super Heavy.

Servirà un duro addestramento per la missione prevista per la seconda metà del 2027 e sarà davvero un’impresa complessa e sfidante, pur non viaggiando verso la Luna. Ma alla NASA non hanno avuto dubbi ad assegnare come pilota a questa missione l’astronauta catanese. Anche considerando le sue esperienze come pilota militare e collaudatore dell’Aeronautica Militare Italiana.

Luca Parmitano ha 49 anni (ne compirà 50 il prossimo settembre), è sposato con Marta Guidarelli, ed è papà di due ragazze, Sarah e Maia.

Siciliano di Catania (“Sono nato a Paternò, tiene a sottolineare, perché lì c’era la clinica della maternità. Poi mi hanno portato subito a casa, a Catania”).

Ha trascorso 366 giorni nello spazio in due missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, Volare e Beyond. Durante queste missioni, ha collaborato a centinaia di esperimenti, ha effettuato sei “passeggiate spaziali” (attività extraveicolari - EVA) per un totale di oltre 30 ore ed è diventato comandante della Stazione. Da quando è tornato sulla Terra, ha ricoperto il ruolo di referente dell’ESA presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, agendo come “CapCom” e addestrando gli astronauti dell’ESA alle "passeggiate spaziali" (EVA) e alle operazioni robotiche. L’anno scorso, Luca ha partecipato all’Underway Recovery Test 12 della NASA al largo della costa della California per simulare l’ammaraggio e il recupero degli astronauti di Artemis da un modello in scala reale della navicella Orion.

Prima di entrare a far parte del corpo degli astronauti europei, Luca è stato selezionato nel 2007 dall’Aeronautica Militare Italiana per diventare pilota collaudatore. Si è formato come pilota collaudatore sperimentale presso l’EPNER, la scuola francese per piloti collaudatori di Istres, ma ha trascorso anche 5 anni alla base dell’Amendola, a Foggia, pilotando i caccia di appoggio tattico AMX. Luca è stato promosso al grado di colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana in vista della sua missione Beyond nel 2019. Ha accumulato oltre 2000 ore di volo, è abilitato su più di 20 tipi di aerei militari ed elicotteri e ha pilotato oltre 40 tipi di velivoli. Le sue competenze tecniche come pilota collaudatore saranno nuovamente messe alla prova durante la missione Artemis III.

“Sono onorato di far parte di questo equipaggio e, al tempo stesso, provo un profondo senso di umiltà: i miei compagni di equipaggio apportano un bagaglio di esperienze diverse e non vedo l’ora di lavorare con loro, desideroso di imparare e di contribuire il più possibile nel mio ruolo. In qualità di pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, poiché potremo contribuire a testare i sistemi e a sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi più lontano e, in ultima analisi, riportare l’umanità sulla Luna”, ha dichiarato Luca Parmitano.

“Sono molto grato all’Aeronautica Militare italiana per avermi fornito l’addestramento agli inizi della mia carriera; all’Agenzia Spaziale Italiana – e all’Italia nel suo complesso – per aver riposto in me la propria fiducia affidandomi la prima missione italiana di lunga durata quando ero ancora agli inizi; all'Agenzia Spaziale Europea per la formazione, il sostegno costante e le straordinarie opportunità che mi ha offerto da quando sono diventato astronauta dell'ESA, e alla NASA per la sua leadership nel riportare l'umanità sulla Luna.” - ha aggiunto AstroLuca

“Artemis 3 spingerà oltre i confini delle operazioni dei veicoli spaziali in orbita. L’incarico di pilota affidato all’astronauta dell’ESA Luca Parmitano riflette la profondità delle competenze europee nel volo spaziale umano e si basa sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni di alta pressione”, ha sottolineato ieri a Houston Josef Aschbacher, Direttore Generale dell’ESA.