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Muore in un incidente aereo il cofondatore di Ubisoft: addio a Claude Guillemot

L'imprenditore francese, creatore insieme ai fratelli di uno dei colossi mondiali dei videogiochi, che ha prodotto titoli popolari come Assassin’s Creed, ha perso la vita a 69 anni in un incidente aereo. Le autorità indagano sulle cause dello schianto

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Il 19 giugno scorso, nel tardo pomeriggio, un aereo bimotore Cessna 421 Golden Eagle si è schiantato nei pressi dell’aeroporto di La Baule-Escoublac, località balneare della Loira Atlantica, nella Francia occidentale.

Il velivolo era in fase di avvicinamento quando, secondo le prime ricostruzioni, ha perso il controllo ed è precipitato in un campo vicino alla pista, prendendo fuoco dopo l’impatto. Le due persone a bordo sono morte.

Uno di loro era Claude Guillemot, 69 anni, l’uomo che quarant'anni prima aveva contribuito a trasformare una piccola attività di distribuzione agricola in Ubisoft, una delle aziende di sviluppo di videogiochi più famose e influenti del mondo.

Il disastro e le indagini in corso

La dinamica precisa dell'incidente rimane per il momento avvolta nell'incertezza.

Sessanta vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme che si erano estese alla vegetazione circostante, ostacolando e ritardando le prime operazioni di soccorso e di identificazione.

Il Cessna 421 è un velivolo ampiamente utilizzato in tutta Europa per i voli privati a breve raggio. Le autorità dell'aviazione civile francese e le squadre forensi hanno aperto un'inchiesta formale per stabilire eventuali guasti meccanici o concause atmosferiche.

Franck Louvrier, il sindaco di La Baule, ha confermato alla stampa i dettagli della rotta e le testimonianze dirette, evidenziando una perdita di controllo improvvisa avvenuta negli ultimi trenta secondi di volo, quando la correzione della traiettoria risulta quasi del tutto impossibile.

L'origine di un impero dell'intrattenimento

La storia professionale di Claude Guillemot affonda le radici nella Bretagna dei primi anni Ottanta. La sua famiglia gestiva un'impresa specializzata nella fornitura di prodotti agricoli che, colpita da un progressivo calo dei margini di guadagno, necessitava di diversificare le proprie entrate.

Claude e i suoi quattro fratelli iniziarono così a importare computer e software di gioco dal Regno Unito per proporli al mercato francese tramite vendita per corrispondenza.

Nel 1986, riconoscendo il potenziale di questa nicchia emergente, Claude, Yves, Michel, Gérard e Christian scelsero di fondare Ubisoft.

La loro impresa si è poi evoluta in un colosso capace di produrre serie di immenso successo commerciale come Assassin's Creed e Far Cry, progetti digitali complessi che richiedono squadre di centinaia di programmatori e investimenti paragonabili a quelli delle grandi produzioni cinematografiche.

Il lavoro lontano dai riflettori

L'organizzazione interna del gruppo ha visto il fratello Yves assumere progressivamente il ruolo di volto pubblico e amministratore delegato, lasciando a Claude la gestione dell'infrastruttura industriale e hardware.

L'imprenditore scomparso ha diretto la Guillemot Corporation, una società indipendente focalizzata sulla produzione di dispositivi fisici e accessori per l'intrattenimento digitale, oggi celebre per marchi ampiamente diffusi come Thrustmaster e Hercules.

Attraverso questa realtà aziendale, Claude Guillemot ha guidato l'espansione logistica della famiglia in Europa, Canada e Cina, fornendo una struttura solida al ramo dello sviluppo software.

Aveva abbandonato il ruolo operativo quotidiano soltanto a metà del 2025, affidando l'incarico di amministratore delegato al figlio Valentin pur mantenendo la presidenza dell'azienda e un posto nel consiglio di amministrazione di Ubisoft.

Il contesto e le sfide attuali

La morte del co-fondatore arriva in un momento molto delicato per l'azienda. Ubisoft sta affrontando una fase di transizione e di profonda ristrutturazione interna.

I recenti dati finanziari per l'anno 2025-2026 hanno registrato perdite significative, imponendo la necessità di ottimizzare le risorse e di lanciare sul mercato nuovi titoli capaci di risanare i bilanci.

I vertici dell'azienda, ancora saldamente controllata dalla famiglia fondatrice, hanno diffuso un breve comunicato di condoglianze per annunciare l'incidente al pubblico e agli investitori.