Quali sono i vecchi cellulari ricercati dai collezionisti: alcuni valgono una fortuna
di Simone CosimiDal primo iPhone al “telefono di Matrix”: alcuni vecchi cellulari oggi valgono una fortuna.
Il collezionismo premia soprattutto i modelli che hanno segnato un salto tecnologico, le edizioni limitate o presto ritirate dal mercato e gli apparecchi mai aperti. Ecco quali sono i telefoni più ricercati, quanto possono valere davvero e come evitare di illudersi (con un tocco di nostalgia)
Un vecchio cellulare può valere meno di una pizza con una bevanda per due persone oppure quanto un’automobile. A fare la differenza non sono necessariamente l’età o il marchio, e fin qui ci arrivano quasi tutti, ma una combinazione molto più selettiva: importanza storica, rarità della variante, stato di conservazione, presenza della confezione e autenticità di ogni componente.
Il mercato, inoltre, è molto meno lineare di quanto suggeriscano certi strombazzanti annunci online.
Un Nokia 3310 usato, prodotto in decine di milioni di unità, difficilmente rappresenta un investimento. Un iPhone del 2007 quindi di quasi otto anni più tardi, invece, può passare da poche centinaia di euro a oltre 100mila dollari se appartiene alla versione giusta ed è ancora sigillato.
Le cifre più sensazionali riguardano infatti esemplari eccezionali, non il prezzo medio di un telefono trovato in garage. Per stimare una valutazione credibile, inoltre, occorre osservare le aste concluse che sono un po’ la “giurisprudenza” delle quotazioni e non gli importi arbitrari richiesti dai venditori improvvisati. Contano inoltre il codice esatto del modello, il mercato di destinazione, il numero di serie, gli accessori e perfino la grafica stampata sulla scatola. Come, d’altronde, in molti altri ambiti collezionistici.
L’iPhone da 4 GB del 2007: il record da 190mila dollari
Il caso più clamoroso è quello dell’iPhone originale con memoria da 4 GB, commercializzato negli Stati Uniti il 29 giugno 2007 insieme alla versione da 8 GB. Costava 499 dollari, cento in meno rispetto al modello più capiente, ma ebbe vita brevissima: Apple lo ritirò il 5 settembre dello stesso anno perché la maggior parte dei clienti preferiva spendere qualcosa in più per raddoppiare lo spazio disponibile.
Proprio questa permanenza sul mercato di poco più di due mesi lo ha trasformato nel “Santo Graal” del collezionismo Apple. O in qualcosa di simile. Nel luglio 2023 un esemplare mai aperto, modello A1203 con codice d’ordine MA501LL/A (foto in alto), è stato aggiudicato alla casa d’aste LCG Auctions per 190.372,80 dollari, commissioni comprese. Un altro 4 GB sigillato ha raggiunto 147.286 dollari da RR Auction nel marzo dell’anno seguente.
La scatola deve mostrare la prima grafica dell’iPhone, con dodici icone sul display. Nelle confezioni successive comparve una tredicesima icona, quella di iTunes. Un apparecchio aperto, attivato o privo dell’involucro originale vale ovviamente soltanto una piccola frazione dei record d’asta.
Anche l’iPhone originale da 8 GB è ricercato, ma è assai meno raro. I risultati sono molto variabili: esemplari sigillati sono stati venduti negli ultimi anni per cifre comprese tra circa 8mila e 56mila dollari mentre una vendita del 2022 si è chiusa a 35.414 dollari. Una forbice che dimostra quanto condizioni, provenienza e caratteristiche della confezione incidano sulla quotazione.
Motorola DynaTAC 8000X: “il mattone” che inaugurò la telefonia mobile
Il Motorola DynaTAC 8000X è uno dei pochi telefoni che possano essere definiti senza esagerazione “pietre miliari”. Ottenuta l’approvazione della Federal Communications Commission nel settembre 1983, entrò pienamente in produzione e in commercio negli Stati Uniti nella primavera del 1984, al prezzo di 3.995 dollari.
Pesava circa 790 grammi, richiedeva una decina di ore per la ricarica e garantiva all’incirca mezz’ora di conversazione. Era però il primo telefono cellulare portatile disponibile commercialmente, distinto dai precedenti apparati installati sulle automobili.
Le valutazioni realistiche possono andare da alcune migliaia a oltre 10mila euro per esemplari autentici e completi. In passato sono state infatti documentate vendite online nell’ordine dei 7.500 dollari, mentre gli annunci possono spingersi anche molto più in alto. Ma bisogna fare attenzione: la famiglia DynaTAC comprende numerosi modelli successivi, esteriormente simili e (naturalmente) molto meno rari. Batteria, caricatore, valigetta, manuali e corrispondenza dei numeri di serie sono fondamentali per capire se il modello sia davvero quello giusto.
IBM Simon: il primo smartphone prima che esistesse la parola smartphone
Presentato nel novembre 1993 e messo in vendita da BellSouth negli Stati Uniti nell’agosto 1994, l’IBM Simon Personal Communicator combinava in una specie di ibridazione telefono cellulare e assistente digitale. Aveva un touchscreen resistivo azionabile con pennino, rubrica, calendario, blocco note, posta elettronica e la possibilità di inviare fax. Mica male. Il termine smartphone non era ancora utilizzato commercialmente ma Simon viene oggi generalmente considerato uno dei primi dispositivi della categoria. Costava 895 dollari con contratto o 1.099 dollari senza abbonamento e ne furono venduti circa 50mila pezzi tra il 1994 e il 1995.
Un esemplare nuovo e inutilizzato è stato venduto da RR Auction nel marzo 2024 per 2.494 dollari. Gli apparecchi incompleti o non funzionanti valgono molto meno mentre una configurazione con scatola, base di ricarica, manuali, pennino e accessori può giustificare quotazioni nell’ordine delle migliaia di euro.
Motorola MicroTAC 9800X: il telefono che inventò il flip
Il MicroTAC 9800X fu annunciato il 5 aprile 1989 e introdusse un design destinato a influenzare la telefonia per quasi un decennio e di cui qualche traccia si intravede forse nei “flip phone” pieghevoli di oggi. La parte inferiore ribaltabile ospitava il microfono e permetteva di rispondere o terminare la chiamata aprendola e chiudendola.
Pesava 270 grammi, circa la metà di molti telefoni concorrenti, e al debutto negli Stati Uniti costava 2.995 dollari. Una curiosità rimasta celebre riguarda l’antenna estraibile: era decorativa, perché l’antenna funzionante si trovava all’interno. Motorola decise di mantenerla dopo che le ricerche di mercato avevano mostrato come il pubblico faticasse a riconoscere come telefono un dispositivo senza la tradizionale asta.
Un esemplare funzionante ma privo di accessori può valere poche centinaia di euro. Le configurazioni complete, in ottime condizioni e con scatola originale, possono salire verso 600-1.000 euro. Anche in questo caso bisogna distinguere il 9800X dalle molte versioni MicroTAC successive, più comuni. Roba da veri esperti.
Samsung SPH-N270: il vero telefono di “Matrix Reloaded”
Il Samsung SPH-N270 fu commercializzato nel 2003 in coincidenza con l’uscita del film “Matrix Reloaded”. Non era semplicemente un modello usato nel film: venne progettato insieme al gruppo che si occupava del design della pellicola, trasformando il prodotto in una forma di merchandising tecnologico. La sua caratteristica più riconoscibile era l’auricolare semicircolare azionato da un meccanismo a molla, che sollevandosi scopriva lo schermo. Menu, suonerie e confezione riprendevano chiaramente l’estetica verde e nera della saga. Il telefono costava circa 500 dollari ed era destinato all’operatore statunitense Sprint. Sul numero di unità prodotte circolano dati discordanti: alcune ricostruzioni parlano di 2mila esemplari, altre di 5mila o 10mila. In assenza di documentazione definitiva è quindi prudente evitare cifre categoriche. Oggi un esemplare usato può essere proposto tra 700 e 1.100 euro; telefoni completi di scatola, basetta e documentazione possono superare questa soglia mentre viene citata anche una vendita intorno ai 2.500 dollari. La quotazione dipende molto dall’integrità del fragilissimo sistema di apertura.
Motorola StarTAC Rainbow: il pieghevole multicolore degli anni Novanta
Annunciato nel 1997, lo StarTAC Rainbow era una variante policroma dello StarTAC 70, realizzata dal gruppo europeo di Motorola riutilizzando plastiche colorate sviluppate per altri apparecchi. Secondo il Mobile Phone Museum ne furono prodotte tra 70mila e 125mila unità, vendute soprattutto nell’Europa meridionale. Non è dunque rarissimo in senso assoluto. Il problema è – pure in questo caso - trovarne uno originale, integro e non ricostruito. Sul mercato circolano infatti normali StarTAC riverniciati o assemblati con parti provenienti da telefoni differenti, cioè delle discrete fregature. Un Rainbow autentico in buone condizioni può valere alcune centinaia di euro mentre gli esemplari completi di confezione e in conservazione eccezionale possono avvicinarsi o, in casi particolari, superare i mille. Vanno controllati attentamente scocca, disposizione originale dei colori, etichette interne e provenienza.
I brutti anatroccoli che potrebbero sorprendere i collezionisti
Se oggi i collezionisti si contendono appunto modelli iconici come quelli che abbiamo descritto finora, esiste tuttavia una categoria che potrebbe riservare sorprese nei prossimi anni: quella dei cellulari considerati tra i più brutti o bizzarri mai prodotti. Il Mobile Phone Museum dedica addirittura una collezione specifica agli "Ugliest", i telefoni che all'epoca sembravano esperimenti di design finiti male ma che oggi rappresentano una testimonianza dell'epoca in cui i produttori cercavano disperatamente di distinguersi prima dell'arrivo dello smartphone.
Fra gli esempi più curiosi spiccano gli Xelibri di Siemens, una famiglia di otto telefoni lanciata nel 2003 e concepita più come accessorio di moda che come dispositivo tecnologico. Lo Xelibri 4, con la tastiera disposta a V e una forma che ricordava una testa d'ascia, è diventato uno dei simboli di quell'approccio estremo e un po’ scomposto al design. Ancora più eccentrici erano lo Xelibri 6, simile a un portacipria, e lo Xelibri 8, con una forma a pera e un cinturino che lo faceva sembrare un ciondolo.
Il progetto fu un clamoroso fallimento commerciale e venne chiuso in fretta e furia nel 2004 ma proprio la sua brevissima vita e le quantità limitate prodotte potrebbero renderlo interessante per i collezionisti in futuro.
Anche altri esperimenti estremi meritano attenzione. Il Nokia 7600, con la tastiera distribuita lungo i lati dello schermo, era pensato come telefono "fashion" ma risultava alla fine scomodissimo da usare. Il Motorola V70, con il caratteristico sportellino rotante e il display circolare, cercò di reinventare il concetto di flip phone senza però convincere il mercato.
E c'è persino il Nokia 3650, passato alla storia per l'insolita tastiera circolare, uno dei design più divisivi mai realizzati dall'azienda finlandese. Non brutto in senso assoluto, appunto, ma per molti non proprio l’ideale.
Un posto d'onore fra gli esperimenti più brutti, in questo caso si può dire, spetta invece al Sierra Wireless VOQ, presentato sempre e non a caso nel fatidico nel 2003. Erano anni di furiosa sperimentazione, quelli. Pensato per unire il telefono tradizionale agli allora diffusissimi BlackBerry, adottava una tastiera QWERTY ribaltabile che, una volta aperta, rendeva il dispositivo estremamente sbilanciato e scomodo da impugnare. Il progetto fu un flop commerciale: ne sarebbero stati prodotti appena circa 10mila esemplari prima che Sierra Wireless abbandonasse definitivamente il mercato degli smartphone nel 2005. Paradossalmente, il VOQ vinse anche un premio canadese per l'innovazione di prodotto, diventando uno dei casi più emblematici di come un'idea ambiziosa possa trasformarsi in un oggetto di culto proprio grazie al suo clamoroso insuccesso. E i pochi pezzi prodotti lo candidano a pezzo forte del futuro.
L'esperienza insegna infatti che nel collezionismo non acquistano valore solo i prodotti di successo. Anche gli oggetti che hanno segnato clamorosi insuccessi commerciali, soprattutto quando raccontano un momento di svolta nell'evoluzione del design, finiscono spesso per diventare ricercati. Oggi gli Xelibri valgono ancora poche decine o qualche centinaio di euro ma rappresentano un esempio di come la rarità e la capacità di raccontare una storia possano contare più delle prestazioni tecniche. Non è detto che diventino i "Nokia 8110 di domani" ma sono certamente tra i candidati più interessanti per chi vuole scommettere sul collezionismo dei cellulari vintage.
Altre rarità da tenere d’occhio
Tra gli altri modelli interessanti figura il Nokia 1011, commercializzato il 10 novembre 1992 e considerato il primo telefono GSM prodotto in serie. Pesava quasi mezzo chilo, memorizzava 99 numeri e poteva ricevere, ma non inviare, messaggi di testo. La rarità degli esemplari completi può portare le quotazioni nell’ordine delle centinaia o delle migliaia di euro. Il Nokia 8110 del 1996 è invece noto come “banana phone” e per l’associazione con il primo Matrix. Il telefono visto nel film era stato modificato per ottenere l’apertura a molla, assente sul modello commerciale. Nel complesso, e proprio per rilanciare quel modello, l’azienda finlandese ne ottenne l’inserimento nel film, escludendo i concorrenti Motorola ed Ericsson: la scena in cui Neo risponde con un clic lo trasformò in un’icona e contribuì al successo dei cellulari slider. Un 8110 originale usato vale normalmente decine o poche centinaia di euro mentre gli esemplari mai utilizzati, completi e nelle versioni più rare possono salire maggiormente. Attenzione a non confonderlo con il Nokia 8110 4G del 2018, che è un prodotto completamente differente.
Merita una citazione anche il pachidermico Mobira Senator, presentato nel 1982: più che un cellulare tascabile era un apparato trasportabile per automobile, del peso di circa dieci chilogrammi. Il suo interesse è soprattutto museale e storico ma dimensioni, costi di spedizione e scarsità di compratori rendono il mercato molto meno liquido di quello dell’iPhone originale o di altri pezzi citati prima.
Come capire quanto vale davvero un vecchio telefono
Il primo controllo va effettuato sull’etichetta sotto la batteria, cercando la denominazione completa, il codice prodotto e il mercato di destinazione. Piccole differenze possono separare una variante relativamente comune, senz’altro vecchia ma buona solo per l’affetto o poco più, da una rarità.
Scatola, manuali, caricatore, custodia, base, eventuali auricolari e addirittura ricevuta d’acquisto possono incidere sul valore più del funzionamento stesso. Nei pezzi da collezione, come in molti altri ambiti, è spesso preferibile un telefono non funzionante ma completamente originale rispetto a uno riparato con ricambi moderni.
Non bisogna inoltre confondere il prezzo richiesto con quello pagato. La regola aurea è che un annuncio da 20mila euro non dimostra che un oggetto valga 20mila euro. Le fonti più utili sono le aste concluse, gli archivi delle case d’asta e la sezione degli oggetti venduti dei marketplace. Infine serve cautela con le vecchie batterie: accumulatori al nichel o agli ioni di litio possono perdere liquido, gonfiarsi o danneggiare l’apparecchio. Collegare un caricatore incompatibile nel tentativo di accendere il telefono può compromettere definitivamente una macchina che, spenta e intatta, avrebbe conservato un discreto valore collezionistico.