Il corriere si fida ciecamente di Google Maps e finisce sul Passo Dordona
di Giuditta MoscaUn mezzo carico di mobili ha raggiunto i duemila metri seguendo ciecamente le istruzioni di Google Maps. Un errore non raro
Consegnare mobili in alta quota lungo strade impervie. Una missione impossibile. Di cui nessuno aveva bisogno.
Il 10 luglio appena trascorso un furgone carico di mobili ha raggiunto il rifugio Dordona (Valmadre), 1960 metri di altitudine.
L’autista è risalito lungo la strada sterrata che conduce a Fusine affidandosi alle indicazioni fornitegli da Google Maps, affrontando così un percorso proibitivo per i veicoli commerciali.
I gestori del rifugio hanno spiegato che simili eventi non sono affatto rari, poiché chi si affida ciecamente alla tecnologia spesso finisce per imboccare percorsi di montagna non idonei alle automobili o ai furgoni.
Casi precedenti
Il precedente più noto registrato sulla medesima via montana risale al gennaio del 2024, quando un carro funebre è rimasto bloccato lungo la strada innevata del Passo Dordona, come riportato da SondrioToday.
Il veicolo trasportava una salma e il conducente si è trovato costretto a proseguire a piedi fino al rifugio per chiedere aiuto perché l’area è scarsamente servita dai ripetitori telefonici.
Solo l’intervento del Soccorso alpino e dei carabinieri ha risolto la soluzione.
L’approccio acritico alle tecnologie si manifesta in modo diverse (e talvolta persino subdolo). Celebre quanto accaduto alla squadra di calcio francese Tarbes che, nel 2021, doveva raggiungere Vabres-l’Abbaye per disputare una partita di Coppa di Francia. L’autista ha digitato sul navigatore “Vabre”, senza la “s”, e dopo oltre 300 chilometri di viaggio ha condotto l’intera squadra nel posto sbagliato. Partita persa a tavolino a causa di una “s” e una disattenzione di troppo.