Facebook introduce una spunta per riconoscere le persone reali
di Pier Luigi PisaMeta lancia Facebook Verified, una nuova verifica basata su un breve video-selfie. Il simbolo sarà visibile inizialmente su Marketplace, Dating, Gruppi e profili, gli spazi in cui sapere chi si trova dall’altra parte può ridurre truffe e incontri rischiosi. È anche una risposta alla diffusione di account e contenuti generati dall’IA
Facebook aggiunge un nuovo simbolo alla propria interfaccia: una spunta gratuita - in pratica una piccola icona visibile accanto al nome o alla foto del profilo - che certifica la presenza di una persona reale dietro un profilo.
La funzione si chiama Facebook Verified e inizierà a essere distribuita gradualmente da lunedì 27 luglio in alcuni mercati, prima di un’espansione più ampia.
Potranno richiederla gli utenti maggiorenni con un account in regola e senza comportamenti considerati ingannevoli o artificiali dalla piattaforma.
Pagine e profili in modalità professionale, almeno in questa prima fase, resteranno esclusi.
Per ottenere il badge bisognerà registrare un breve video-selfie.
Meta confronterà il volto ripreso con le fotografie già presenti sul profilo, in modo da verificare che appartengano alla stessa persona. Secondo l’azienda, la procedura richiederà generalmente pochi minuti e non comporterà alcun abbonamento.
Dove comparirà il badge
La verifica sarà mostrata inizialmente nei luoghi di Facebook in cui le interazioni possono trasferirsi rapidamente fuori dalla piattaforma.
Su Marketplace, per esempio, il badge potrà aiutare a valutare l’identità di chi vende un prodotto prima di concordare un pagamento o un incontro.
Su Facebook Dating offrirà un’indicazione aggiuntiva prima di conoscere qualcuno. Sarà visibile anche nei Gruppi e sul profilo personale, mentre in seguito dovrebbe apparire accanto ai post pubblicati nel Feed.
Meta sottolinea che il simbolo certifica soltanto che il profilo è collegato a una persona sottoposta al controllo biometrico previsto. Non garantisce che quella persona sia affidabile, che un annuncio sia autentico o che ciò che scrive sia vero.
La verifica dell’identità può rendere più costosa la creazione di account falsi, ma non trasforma automaticamente un utente in un interlocutore sicuro.
La distinzione conta soprattutto su Marketplace, dove un truffatore può usare la propria identità reale, oppure convincere una vittima a spostare la conversazione su canali esterni. Il badge va quindi interpretato come un’informazione supplementare, non come una garanzia sulle transazioni.
Una verifica diversa da quella a pagamento
Il nome scelto rischia di generare confusione con Meta Verified, il servizio in abbonamento introdotto nel 2023 su Facebook e Instagram.
Meta Verified utilizza un documento d’identità e comprende, oltre alla spunta, protezione contro le imitazioni, assistenza dedicata e altri strumenti destinati soprattutto a creator e aziende.
Le due spunte differiscono anche nel colore: sarà bianca quella che certifica le persone reali, mentre resta blu quella che invece verifica l’identità di un utente.
Facebook Verified ha una funzione più circoscritta. È gratuito, usa il riconoscimento attraverso un selfie e serve a dichiarare che dietro il profilo esiste una persona fisica.
La tradizionale spunta blu, invece, ha assunto negli anni significati diversi: prima segnalava soprattutto personaggi pubblici e organizzazioni di rilievo; con l’arrivo degli abbonamenti è diventata anche un servizio acquistabile.
Meta sta così costruendo una gerarchia di riconoscimenti visivi: la notorietà, l’identità documentale e la semplice presenza umana vengono trattate come caratteristiche separate.
La pressione dell’intelligenza artificiale
L’azienda collega esplicitamente Facebook Verified alla crescita dell’intelligenza artificiale generativa. Creare fotografie credibili e interi profili richiede ormai pochissimo tempo.
Una singola persona può gestire molte identità artificiali, adattare il linguaggio a chi intende raggirare e costruire conversazioni più convincenti.
Facebook, nato in una fase in cui il profilo personale era generalmente associato a una persona riconoscibile, si trova quindi a dover dimostrare qualcosa che in passato veniva dato quasi per scontato: l’esistenza di un essere umano dall’altra parte dello schermo.
Il badge risponde a questo cambiamento con un segnale immediato e comprensibile.
Facebook vuole tornare a presentarsi come uno spazio abitato da persone, in un internet sempre più popolato da agenti automatici, immagini sintetiche e identità intercambiabili. La piccola icona accanto al nome racconta così una trasformazione più grande: sul web contemporaneo, essere umani sta diventando una caratteristica da dimostrare.
Introduce però anche un nuovo trattamento di dati sensibili.
Il video del volto diventa la chiave per accedere a una forma superiore di credibilità sociale, e l’efficacia della funzione dipenderà da come Meta conserverà, utilizzerà ed eventualmente eliminerà quel materiale biometrico.
Il problema delle truffe resta più ampio
La verifica arriva mentre Meta affronta una pressione crescente sulla presenza di frodi nelle proprie piattaforme.
Un’inchiesta di Reuters basata su documenti interni ha riferito che l’azienda conosce da tempo l’efficacia dei controlli d’identità nel ridurre gli annunci fraudolenti, ma ha resistito all’adozione di una verifica universale degli inserzionisti anche per i costi e per il possibile impatto sui ricavi pubblicitari.
Meta ha contestato questa lettura, sostenendo che la verifica rappresenta soltanto uno degli strumenti necessari contro le truffe.
Facebook Verified interviene sui normali profili degli utenti, mentre molti raggiri circolano attraverso pubblicità, pagine commerciali, account compromessi e reti organizzate.