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Rimpasto di Google ai vertici di DeepMind, Demis Hassabis lascia il posto a Koray Kavukcuoglu

Demis Hassabis diventa plenipotenziario, ma la notizia riguarda altre figure di spicco che lasciano l’azienda. Il titolo perde più del 4%

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Google DeepMind, la divisione di Google dedicata all’intelligenza artificiale, è al centro di cambiamenti. Il Ceo Demis Hassabis estende la propria influenza strategia e, nel medesimo tempo, riduce le responsabilità operative.

Parallelamente, e senza collegamento alcuno con la nuova posizione di Hassabis, hanno deciso di fare un passo indietro, dimettendosi, Jeff Dean, Sanjay Ghemawat, Oriol Vinyals e Quoc Le. Se l’uscita di un singolo professionista può rientrare nella normale rotazione del personale di un’azienda, quattro figure complementari che avviano un progetto indicano che oggi, grazie alla capacità di calcolo distribuita, un gruppo di persone di talento ritiene di potere costruire qualcosa di peculiare su cui un’intera divisione di Google non si è concentrata abbastanza.

In questo caso, più che le qualità dei dimissionari, contano il loro numero e il fatto che hanno deciso di lasciare Google all’unisono.

Il nuovo ruolo di Demis Hassabis

Demis Hassabis, fondatore e amministratore delegato di DeepMind, lascia la gestione operativa quotidiana per assumere la carica di presidente di DeepMind e di scienziato capo dell’intera Alphabet, l’holding che detiene anche Google.

Un nuovo incarico che gli permetterà di collaborare strettamente con il Ceo di Alphabet e di Google, Sundar Pichai, su questioni strategiche legate all’intelligenza artificiale generale (AGI), concetto che indica la creazione di un software capace di comprendere e imparare qualsiasi compito intellettuale allo stesso livello di un essere umano.

Hassabis continuerà inoltre a guidare Isomorphic Labs, una società del gruppo dedicata esclusivamente alla ricerca di nuove cure mediche e farmaci.

Koray Kavukcuoglu è alla guida operativa di DeepMind

La responsabilità di guidare DeepMind passa ora nelle mani di Koray Kavukcuoglu, già direttore tecnico della stessa divisione, promosso a vicepresidente senior e che risponderà direttamente a Sundar Pichai. Sarà lui a dover gestire lo sviluppo di Gemini, la famiglia di modelli IA di punta di Google che oggi conta almeno 900 milioni di utenti mensili.

Non si tratta, quindi, di un avvicendamento. È un rimpasto organizzativo che avviene in un momento delicato sia per le dimissioni del quartetto, sia perché il 21 luglio è iniziata la fase di addestramento di Gemini 4, versione successiva dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati di Google, il cui esito rappresenterà il primo vero test per la nuova dirigenza orfana dei suoi padri fondatori.

Fuga di cervelli a Mountain View

Quattro ricercatori di Google hanno deciso di lasciare l’azienda nello stesso giorno. Tra questi spicca il nome di Jeff Dean, che ricopriva il ruolo di scienziato capo e che ha lavorato nella società per ventisette anni.

Insieme a lui, come scritto in apertura, hanno presentato le dimissioni il ricercatore senior Sanjay Ghemawat, il vicepresidente della divisione di ricerca DeepMind, Oriol Vinyals, e Quoc Le, uno dei fondatori del progetto Google Brain, unità di ricerca sulle IA poi confluita in Google DeepMind.

Un quartetto che è stato parte integrante dell’innovazione tecnologica degli ultimi decenni. Dean e i colleghi hanno annunciato la creazione di Discovery Loop, una Public Benefit Corporation, un’azienda che, pur mirando al profitto, si impegna per statuto a bilanciare i guadagni con una missione di pubblica utilità.

L’obiettivo dichiarato è quello di utilizzare il Machine learning, branca dell'intelligenza artificiale che permette ai computer di imparare dai dati, per accelerare il progresso in settori quali la medicina, l’energia pulita e la sicurezza informatica.

L’amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai, ha confermato che Google sarà uno degli investitori iniziali di questa nuova impresa, oltre che fornitore di servizi cloud. I quattro se ne vanno, quindi, senza sbattere la porta.

Dean e Ghemawat rappresentano parte della memoria tecnica di Google dall’infrastruttura distribuita, all’apprendimento automatico. Vinyals e Quoc Le appartengono alla generazione che ha costruito le fondamenta scientifiche dei modelli moderni. Perdendo quattro profili simili, Google non perde soltanto quattro professionisti ma incassa un colpo la rete di fiducia, il linguaggio comune e la capacità di prendere decisioni tecniche difficili in rapidità.

Google ha un problema coi talenti?

Il rimpasto ai vertici avviene in un contesto di forte pressione esterna. Solo pochi mesi fa la società aveva già perso altri talenti.

Noam Shazeer, uno dei creatori della tecnologia chiamata transformer che ha permesso la nascita dei moderni assistenti digitali, è passato alla rivale OpenAI.

John Jumper, che insieme ad Hassabis ha vinto il Premio Nobel per la Chimica nel 2024 per avere scoperto come prevedere la forma delle proteine, si è invece unito ad Anthropic.

Questi movimenti suggeriscono che la battaglia per il controllo del futuro tecnologico non si combatte solo a colpi di investimenti miliardari ma anche (e forse soprattutto) attirando e trattenendo talenti, sfida nella quale Mountain View sembra fare una certa fatica.

Lo scivolone in borsa

Dopo l’annuncio del 5 agosto, il titolo Alphabet ha perso oltre il 4%, arrivando per qualche momento vicino al 5%, cancellando così circa 180 miliardi di valore di capitalizzazione. Durante le contrattazioni after-hour il titolo ha riguadagnato qualcosa, pure restando nell’emisfero dei numeri negativi.

Ciò che accadrà in borsa alla riapertura dei mercati aiuterà a capire se la flessione è un’isteria degli investitori che hanno reagito di pancia alla notizia delle dimissioni dei quattro professionisti oppure, come ventila Reuters, se a farla da padrona è il timore che i modelli della famiglia Gemini accumulino ulteriori ritardi.