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Amazon ha annunciato ufficialmente la chiusura di Mechanical Turk

(Immagine: Arda Kucukkaya/Anadolu via Getty Images) 

Amazon chiude la piattaforma nata per fare svolgere agli umani i compiti troppo difficili per i computer. La concorrenza delle nuove startup di dati e il paradosso dei lavoratori che usano gli algoritmi decretano la fine di un'epoca

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Il 30 settembre Amazon chiuderà Mechanical Turk, la piattaforma nata nel 2005 che, nei momenti del proprio apice, ha riunito 500mila lavoratori. L’annuncio, dato dalla stessa Amazon, è stato ripreso da diversi media internazionali perché non si tratta soltanto della chiusura di un servizio, ma di una profonda rivisitazione dei tempi attuali.

Jeff Bezos, fondatore ed ex Ceo di Amazon, ha definito MTurk un servizio di intelligenza artificiale artificiale perché, chi vi aderiva si prestava a svolgere lavori che i pc dell’epoca, 21 anni fa, non erano in grado di fare. Il nome stesso della piattaforma prende ispirazione dal Turco meccanico, un finto automa capace di giocare a scacchi che in realtà nascondeva al suo interno un maestro umano che ne muoveva i fili.

La decisione della chiusura è figlia di una periodica rivalutazione degli strumenti e dei servizi erogati da Amazon, incentrata su cambiamenti che rientrino nelle logiche del bilanciamento strategico aziendale.

Cosa è Mechanical Turk

È una piattaforma online creata che permette di distribuire a molte persone piccoli compiti che richiedono capacità umane difficili da replicare con un software. Viene utilizzata da aziende, ricercatori e sviluppatori per attività come il riconoscimento di immagini, la classificazione di contenuti, la trascrizione di audio o la raccolta di opinioni.

Chi ha bisogno di svolgere un grande numero di microattività le pubblica sulla piattaforma, mentre altri utenti le completano in cambio di un compenso. Nel pieno del fulgore, Mechanical Turk ha chiamato a raccolta oltre 500mila lavoratori digitali, chiamati comunemente turker, che si sono prestati a svolgere attività di intelligenza umana (Human Intelligence Task, HIT).

Una vita passata a cliccare

I turker, in questo sistema, hanno trovato una fonte di reddito flessibile, simile a quella offerta da altre applicazioni di consegna a domicilio come Amazon Flex o dai servizi di trasporto privato, ma con il grande vantaggio di poter lavorare interamente da casa o persino tramite uno smartphone.

Krista Pawloski, che oggi riveste il ruolo di organizzatrice per Turkopticon, un'associazione indipendente nata per tutelare i diritti e promuovere gli interessi dei lavoratori dei dati, ha raccontato al sito di informazione CNBC di avere iniziato questa attività nel 2008 per integrare le entrate durante un congedo di maternità, trasformandola poi in un impiego a tempo pieno nel 2012, trovando così una soluzione per potere accudire il figlio con bisogni speciali.

La chiusura improvvisa di Mechanical Turk fa mancare un sostentamento a chi contava su questa occupazione, ma crea disagi anche a diverse compagnie assicurative e agenzie di viaggio che dipendevano ancora stabilmente da questa forza lavoro sparsa ovunque nel globo.

Il paradosso degli algoritmi

Il declino di Mechanical Turk è legato all'evoluzione della stessa tecnologia che è nato per supportare. Infatti, Amazon ha cercato di sfruttare la grande richiesta di addestramento per i modelli di calcolo promuovendo la piattaforma come risorsa di annotazione dati integrata con SageMaker, il servizio di Amazon Web Services, la divisione cloud di Amazon che fornisce infrastrutture tecnologiche a livello globale, dedicato all'apprendimento automatico, uno dei pilastri su cui si erigono le IA come le conosciamo oggi.

Nel corso degli ultimi ultimi anni il mercato è stato letteralmente invaso da nuove imprese emergenti altamente specializzate, tra cui spiccano nomi come Scale AI, Mercor e Prolific, che si occupano di reclutare forza lavoro per addestrare i sistemi IA. Da qui, Amazon ha progressivamente ridotto gli investimenti sulla piattaforma e, parallelamente, si è aggiunto un paradosso legato alla qualità dei dati prodotti. Uno studio accademico condotto nel 2023 da un gruppo di ricercatori universitari in Svizzera ha rivelato che ben il 46% dei lavoratori di Mechanical Turk utilizzava a sua volta modelli di intelligenza artificiale per completare i compiti che avrebbero dovuto svolgere manualmente.

Cala il sipario sul lavoro digitale

La fine della piattaforma era già nell'aria da qualche settimana, da quando la dirigenza della società aveva bloccato l'iscrizione di nuovi clienti commerciali, un segnale interpretato dalla comunità dei lavoratori come l'annuncio imminente di una dismissione. Montana MacLachlan, portavoce ufficiale di Amazon, ha dichiarato che l'azienda intende rimanere concentrata sui i clienti di Amazon e sulla divisione cloud. Con lo spegnimento di questo storico motore del web, si chiude un'epoca pionieristica in cui l’uomo era antesignano degli algoritmi. Quello calato da Amazon potrebbe non essere l’ultimo sipario.

La gig economy, il modello economico basato su lavori temporanei, incarichi brevi e collaborazioni a progetto subirà con ogni probabilità degli scossoni. Fanno parte del modello gig economy tanto i rider quanto i freelance che trovano incarichi tramite app o siti web. Un esempio sono le piattaforme quali Fiverr o Upwork, sulle quali si riuniscono professionisti che si prestano alla scrittura, al marketing, alla creazione di grafica, alla programmazione e ad altro ancora, per lo più attività che possono essere fatte usando un modello di IA generativa come, per esempio, ChatGpt di OpenAI o Gemini di Google.