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Google espande le AI Overview: i siti potrebbero finire ancora più in basso

Per alcune ricerche online su Google il pulsante "Mostra altro" scompare e la pagina si apre già come un'esperienza di AI Mode

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Google ha confermato di stare testando, per alcune ricerche attuate dall’utenza, l'espansione automatica delle AI Overviews. Il colosso di Mountain View mostra così una risposta lunga e completa generata dall'IA fin dal caricamento della pagina, senza che l'utente debba cliccare sul pulsante Mostra altro (Show more). La funzione ricalca l'aspetto della AI Mode, la modalità di ricerca conversazionale di Google, e porta con sé il box Chiedi qualsiasi cosa (Ask anything) per le domande di approfondimento, visibile subito sotto la risposta.

Barry Schwartz, editorialista di Search Engine Land ed editore del blog Search Engine Roundtable, ha ottenuto per primo la conferma ufficiale da parte di Google. Robby Stein, vicepresidente prodotto per Google Search, ha aggiunto alcuni dettagli tecnici rispondendo direttamente a Schwartz su X. Stein ha precisato che l'espansione automatica riguarda solo i temi in cui i sistemi di Google la ritengono più utile e che, se l'utente ha già iniziato a scorrere la pagina, l'espansione si interrompe per non fargli perdere il punto di lettura. Stein ha anche specificato che l'azienda continua a testare e affinare l'esperienza in base al riscontro degli utenti.

Google non ha specificato quale percentuale di query - appunto le domande - sia coinvolta nel test, né se l'espansione automatica si estenderà ad altre categorie di ricerca in futuro. Insomma si tratterebbe di un esperimento in corso. E almeno per il momento si ha conferma di un impiego in inglese ma non in altre lingue.

L'impatto sui link organici

Il cambiamento nell'interfaccia sposta più in basso nella pagina i risultati organici (Serp), i testi di anteprima abbinati ai link diretti ai contenuti. L'effetto si aggiunge a un trend già misurato su più mercati nei mesi precedenti. Il Pew Research Center ha analizzato l'attività di navigazione di 900 adulti statunitensi nel marzo 2025, per un totale di 68.879 ricerche uniche su Google. Lo studio ha rilevato che gli utenti hanno cliccato su un link organico nell'8% delle visite in cui compariva una sintesi generata dall'IA, contro il 15% delle visite senza sintesi. I clic sui link citati all'interno delle stesse AI Overviews si sono fermati all'1% delle visite. Il centro di ricerca ha inoltre osservato che le sessioni di navigazione si concludono più spesso subito dopo l'apparizione di una sintesi IA (26% dei casi) rispetto a quando la sintesi non compare (16%).

Il Reuters Institute for the Study of Journalism ha pubblicato a gennaio 2026 un report basato su un sondaggio di 280 dirigenti editoriali di 51 paesi e su dati Chartbeat relativi a oltre 2.500 siti di informazione. Il traffico organico proveniente da Google Search è calato del 33% a livello globale e del 38% negli Stati Uniti tra novembre 2024 e novembre 2025, mentre in Europa il calo si è fermato al 17% nello stesso periodo. Gli autori del report precisano che non è possibile attribuire con certezza l'intera flessione alle AI Overviews, dato che intervengono anche naturali variazioni di classificazione, stagionalità dei cicli di notizia e cambiamenti nei referral social (il traffico proveniente da social network, ndr.). In tal senso i dirigenti editoriali intervistati prevedono comunque un ulteriore calo del 43% deltrafficonei prossimi tre anni.

In Francia l'associazione di editori Apig ha presentato l'11 agosto 2026 un esposto all'Autorité de la concurrence contro Google, venti giorni dopo l'attivazione delle AI Overviews e della AI Mode nel paese. Citando Arcom, il regolatore francese per l'audiovisivo e il digitale, nei mercati europei in cui le AI Overviews sono già attive la perdita di traffico di referral attribuibile alle risposte generative si collocherebbe tra il 33% e il 38%. In Italia al momento non esistono dati ufficiali o studi indipendenti che isolino l'impatto delle AI Overviews sul traffico dei soli siti.

Cosa resta da verificare

Google non ha reso pubblici i criteri con cui seleziona le query soggette a espansione automatica, né ha fornito dati quantitativi a supporto della propria dichiarazione sul gradimento degli utenti. Non esiste, al momento, un modo noto per attivare o disattivare volontariamente la funzione lato utente. Per queste ragioni la novità va trattata come un test in divenire, i cui effetti su editori e traffico referral potranno essere misurati con maggiore precisione solo con un'eventuale estensione su scala più ampia.