Trump contro i freni all’IA: “Una cospirazione malata”
di Pier Luigi PisaIl presidente Usa respinge le richieste delle Big Tech della Silicon Valley di leggi e controlli che possano rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Una posizione che nasconde il timore per l’avanzata della Cina nel settore
Donald Trump ha scelto il suo social, Truth, per entrare nello scontro sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il presidente americano ha definito le richieste di nuove protezioni una “cospirazione malata” contro l’IA e i data center, sostenendo che gli Stati Uniti dispongono già degli strumenti necessari per intervenire quando un’azienda viola la legge.
"L'unico motivo per cui è in corso il boom dell'IA e dei data center è che gli Stati Uniti sono in netto vantaggio rispetto a qualsiasi altro Paese” ha scritto Trump, invitando a non uccidere “la gallina dalle uova d'oro”. Poi ha aggiunto che la salvaguardia più importante sarebbe avere alla Casa Bianca un presidente “forte e intelligente”.
Per Trump il rischio maggiore è perdere contro la Cina
Dietro la provocazione c’è una posizione politica: Washington deve evitare regole capaci di rallentare le aziende americane mentre la Cina continua a sviluppare i propri modelli. Secondo Trump, le campagne più allarmistiche sull’IA finiscono quindi per aiutare Pechino.
Il presidente aveva anticipato la stessa linea ieri, durante una visita in Irlanda. Aveva parlato di “forze molto negative” che starebbero esagerando i pericoli dell’IA e aveva insistito sulla necessità di conservare il vantaggio tecnologico americano. “chi vince la corsa all’IA, vince tutto”, ha detto in questa occasione Trump.
Le dichiarazioni arrivano mentre alcuni dei protagonisti della Silicon Valley stanno chiedendo maggiore prudenza. Dario Amodei di Anthropic ha proposto di ridurre il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati; Sam Altman di OpenAI ha sostenuto la necessità di un maggiore coordinamento sulla sicurezza e ha chiesto al Congresso americano regole nazionali obbligatorie per i sistemi con capacità più elevate.
L’ONU avverte che le conseguenze potrebbero uscire dai laboratori
Quasi contemporaneamente alle dichiarazioni di Trump è arrivato un avvertimento di segno opposto da Volker Türk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. In una lettera indirizzata agli Stati e agli sviluppatori di intelligenza artificiale, Türk sostiene che le decisioni prese oggi potrebbero produrre conseguenze difficili da invertire.
“Siamo alla vigilia di un cambiamento irreversibile”, scrive l’Alto commissario, chiedendo che la governance riesca a seguire l’aumento delle capacità dei modelli. Türk teme soprattutto sistemi abbastanza autonomi da causare danni fuori dagli ambienti controllati nei quali vengono sviluppati.
Un fallimento potrebbe interrompere servizi essenziali o colpire infrastrutture critiche, con conseguenze anche sul funzionamento delle istituzioni democratiche.
Una settimana fa, davanti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, Türk aveva già parlato apertamente di un possibile “rischio esistenziale per l’umanità” e chiesto garanzie molto più solide sulla sicurezza. Aveva inoltre criticato la concentrazione di un potere enorme nelle mani di pochi dirigenti delle grandi aziende tecnologiche.