AHA! Impossibile raggiungere il sito: a Milano contro la cancellazione di Autistici/Inventati
di Sandro IannacconeL’artista Oriana Persico chiama a raccolta la comunità dell’arte e dell’attivismo l’11 ottobre al Lom Dopolavoro per completare il senbazuru iniziato al Festival Green&Blue. Un gesto poetico e politico per denunciare la chiusura dell’infrastruttura indipendente finita nel mirino degli Usa e difendere la memoria collettiva e il diritto fondamentale a esistere in rete
Respirare: un atto indispensabile alla sopravvivenza, un’azione ininterrotta che diamo per scontata fino a quando non ci manca l’aria. È partendo da questo presupposto che lo scorso giugno, in occasione del Festival di Green&Blue, l’artista Oriana Persico ha presentato Respiro)(Tribute, una mostra, dal forte impatto emotivo e narrativo, nata da una perdita: il 18 luglio 2022 muore Salvatore Iaconesi, pioniere dell’arte digitale italiana e compagno di vita e di ricerca di Persico. La mostra è dedicata al respiro individuale e collettivo del pianeta. Al centro dell’esposizione di Persico spiccava l’opera datapoietica pneumOS, un “polmone” interattivo capace di reagire ai dati ambientali, e la performance collettiva pneumOS Senbazuru, che rielaborava l’antica pratica giapponese di comporre una ghirlanda di mille gru origami come rituale augurale e di guarigione. Durante i giorni del Festival, i visitatori hanno piegato e cucito oltre 800 gru utilizzando fogli che riportavano articoli della redazione di Repubblica: oggi quell’opera corale, inizialmente dedicata al respiro e al benessere del nostro pianeta, si appresta a trovare la sua conclusione. Le 200 gru rimaste da piegare avranno una nuova destinazione: oltre a denunciare un’apnea ecologica, reagiranno a un’ulteriore, e per certi versi ancora più urgente, apnea democratica. Al Lom Dopolavoro di Milano, l’11 ottobre prossimo, l’atto del piegare la carta diventerà una forma di resistenza fisica contro un’inaccettabile cancellazione digitale della storia recente, quella subita dal collettivo Autistici/Inventati a opera dell’amministrazione Trump, trasformandosi in un’azione sulla “libertà di esistere e di non essere cancellati”.
Il caso Autistici/Inventati
La scintilla che ha innescato questa nuova mobilitazione risale allo scorso 26 agosto 2026, quando il governo degli Stati Uniti ha inserito il collettivo italiano Autistici/Inventati (A/i) nella lista delle organizzazioni sanzionate con l’accusa di terrorismo globale, etichettandolo come “Specially Designated Global Terrorist”. L’accusa, mossa senza che vi fosse stato alcun processo o accertamento formale, è quella di aver fornito servizi online e supporto tecnologico a gruppi considerati violenti o eversivi. Le conseguenze di questo provvedimento amministrativo sono state devastanti: Autistici/Inventati, che per venticinque anni aveva offerto in forma del tutto gratuita caselle di posta elettronica, blog, mailing list e spazi web a migliaia di realtà dell’attivismo indipendente, garantendo anonimato e privacy, è stato letteralmente spazzato via dalla rete. In un istante sono stati cancellati 20mila account e-mail, 10mila blog, 5mila mailing list e 1.500 siti web. A peggiorare il quadro sono intervenute le cosiddette sanzioni secondarie: per effetto del de-risking (il meccanismo per cui le aziende preferiscono interrompere i rapporti per non incappare nelle sanzioni statunitensi) persino Banca Etica è stata costretta a bloccare il conto del collettivo e a congelare le donazioni degli utenti, lasciando A/i senza alcuna possibilità di operare o difendersi legalmente. Associazioni come Internet Society Italia hanno espresso grave preoccupazione, sottolineando come la chiusura di un dominio senza indagini preventive rappresenti un colpo letale per la governance globale e indipendente di Internet, sottomettendola di fatto alle decisioni unilaterali di un singolo Paese.
La cenere e l’oblio
Dietro ai grandi numeri dei server spenti si nasconde la distruzione di interi patrimoni culturali, ecosistemi in cui si è formata e sviluppata la scena digitale italiana. Una delle 5mila mailing list cancellate senza preavviso era infatti AHA! Activism-Hacking-Artivism. Nata ufficialmente nel 2002 attorno all’omonima mostra curata da Tatiana Bazzichelli all’Università La Sapienza di Roma, la lista ha rappresentato per oltre un decennio il cuore pulsante dell’artivismo e della riflessione sulle nuove tecnologie. È stato un fenomeno culturale unico, un crocevia transdisciplinare dove hacker, accademici, artisti e spazi sociali hanno intessuto un dialogo ininterrotto. Proprio su quelle pagine virtuali aveva mosso i primi passi il duo artistico AOS, e con la cancellazione dei server è sfumata la traccia vitale di chi oggi non c’è più: i pensieri, i dibattiti e le parole di intellettuali come il già citato Salvatore Iaconesi, Antonio Caronia, Giacomo Verde, Luigi Pagliarini e Massimo Cittadini sono svaniti nel nulla. Un colpo durissimo, sia personale che collettivo: “C’è stato un esecutivo, un governo terzo, che ha inserito in una blacklist un’infrastruttura senza alcun tipo di accertamento e senza neppure l’ombra di un procedimento legislativo o giudiziario”, ha spiegato Persico. “Nemmeno un mafioso conclamato subisce provvedimenti e restrizioni della libertà prima che siano state raccolte e accertate le prove, secondo procedure formali ben definite per legge. In questo caso un provider è stato cancellato dall’oggi al domani”. Il paragone che l’artista sceglie per descrivere l’accaduto attinge direttamente alla letteratura distopica: “La chiusura di Autistici/Inventati rappresenta la distruzione di una memoria storica inestimabile della nostra cultura digitale, ed è per questo che ho deciso di rispondere in maniera poetica citando Fahrenheit 451. La cancellazione digitale non lascia nemmeno le ceneri. Qui l’ingerenza riguarda quella di un’intera memoria digitale. Sono andati persi epistolari e documenti importantissimi, una vera e propria amputazione per chi come me continua a parlare, e per chi non c’è più, che in quei dialoghi ancora ci parlava”.
Una lettera aperta per difendere i diritti di tutti
Davanti a un atto di censura collettiva di tale portata, la reazione della comunità non si è fatta attendere. Persico, insieme a un nutrito gruppo di “superstiti e dispersi” di quella temperie culturale, ha contribuito alla stesura di una lettera aperta, intitolata In solidarity with Autistici/Inventati - Keep the Internet free, sottoscritta da decine di artisti, educatori, ricercatori e curatori internazionali (tra cui il collettivo Clusterduck, IOCOSE, Tiziana Terranova, Vladan Joler, Eva & Franco Mattes e molti altri), che punta il dito contro la violazione di diritti inalienabili. Il documento evidenzia come i servizi di Autistici/Inventati fossero offerti gratuitamente a chiunque condividesse valori di antifascismo, antirazzismo e antisessismo, principi che, lungi dall’essere “eversivi”, sono profondamente incardinati nella Costituzione Italiana e nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Cancellare un’infrastruttura del genere significa colpire al cuore la libertà di espressione e la neutralità della Rete, creando un precedente in cui le decisioni unilaterali di un capo di Stato estero possono determinare il diritto all’esistenza di cittadini europei. “Non stiamo parlando di una nicchia, ma stiamo difendendo dei diritti costituzionali di tutti”, incalza Persico, rifiutando la logica di chi vorrebbe derubricare la questione a un problema di pochi. “Se non capiamo cosa significhi l’interconnessione, se permettiamo che regole e principi costituzionali vengano messi in discussione da un governo che non abbiamo eletto, e che può venire a cancellare me e il mio lavoro senza che nessuno mi protegga, allora abbiamo un problema enorme, e sta avvenendo proprio adesso. È un problema che riguarda la nostra stessa democrazia”.
Il cerchio omerico a Milano: resistere piega dopo piega
È dall’esigenza di riportare la memoria nei corpi, nello spazio fisico e nella condivisione reale che nasce l’appuntamento di domenica 11 ottobre 2026 a Milano, intitolato emblematicamente AHA! Impossibile raggiungere il sito || pneumOS Senbazuru Reloaded - 1000 gru per la Libertà di Esistere. L’evento, promosso dal centro di ricerca HER in collaborazione con LOM e Il Cantiere, si svolgerà dalle 12:00 alle 18:00 (con orario esteso fino alle 20:00 per alcune attività) negli spazi del LOM - Dopolavoro, in via Galileo Ferraris 1. Qui, i superstiti della lista AHA!, insieme a chiunque voglia unirsi e informarsi, si ritroveranno per completare la ghirlanda origami iniziata al Festival Green&Blue. A ogni partecipante sarà chiesto di piegare un frammento di memoria, ricreando un “cerchio omerico” in cui il ricordo viene tramandato oralmente da persona a persona in una moderna interpretazione degli “uomini-libro” di Fahrenheit 451. La giornata proseguirà poi dalle 21:00 presso Il Cantiere (in via Monte Rosa 84), con una cena sociale e un dj set: una scelta non casuale, poiché lo spazio ha ospitato in passato momenti fondamentali della vita della lista, come il meeting Ahacktitude!. La partecipazione a tutti gli eventi sarà libera e gratuita. L’invito a partecipare è un richiamo alla responsabilità collettiva: “Vogliamo piegare le ultime 200 gru, dopo le 800 che avevamo dedicato al respiro del pianeta, per ampliare il tema includendo la libertà di esistere e di non essere cancellati. Per me è un respiro di tributo alla morte di queste memorie, è l’accoglienza del lutto collettivo, ma è soprattutto una riflessione che non ci lascia inerti”, conclude Persico. “Davanti all’orrore della cancellazione digitale, i nostri corpi resistono, piega dopo piega. Ed è, in tutto e per tutto, una reazione vitale”.