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Emma-6 ci riprova. L’IA italiana torna online, ma inciampa nelle risposte, e la Rete si scatena

Egomnia rilancia il suo modello linguistico in una nuova versione beta, più grande e con l’ambizione di offrire prestazioni migliori. Ma gli utenti tornano a condividere risposte improbabili, errori e ricostruzioni fantasiose. Tra meme, sovranità tecnologica italiana e interrogativi sull’affidabilità del chatbot

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«Non chiedetemi dove andremo a finire perché già ci siamo». L'aforisma di Ennio Flaiano sembra scritto apposta per Emma, l'Intelligenza artificiale italiana sviluppata da Egomnia, tornata online dopo essere diventata famosa lo scorso giugno per le sue risposte surreali.

Una seconda possibilità per il chatbot, che si presenta con una nuova versione e l'ambizione di offrire prestazioni migliori. Ma a giudicare dalle prime conversazioni condivise dagli utenti, il risultato assomiglia più a una commedia degli equivoci che a una dimostrazione di progresso tecnologico. Un ritorno che ricorda Vieni avanti cretino, il film del 1982 con Lino Banfi nei panni di Pasquale Baudaffi, un ex detenuto che cerca di rifarsi una vita e trovare un lavoro. Peccato che ogni tentativo di ricominciare si trasformi in un disastro, tra equivoci, situazioni improbabili e involontarie manifestazioni di stupidità.

Più o meno quello che sta succedendo a Emma-6, tornata per dimostrare di essere migliorata e finita nuovamente al centro dell'ironia degli utenti. Con una differenza non trascurabile: allora per far ridere servivano una buona sceneggiatura e il talento comico di Banfi. Oggi, a quanto pare, basta fare qualche domanda a un chatbot.

L’IA italiana diventata un fenomeno virale per i suoi errori

Per chi si fosse perso la prima stagione, Emma è una famiglia di modelli linguistici di Intelligenza artificiale (Large Language Models, LLM) sviluppata da Egomnia, la società fondata dall'imprenditore Matteo Achilli, con l'ambizione di contribuire alla sovranità tecnologica italiana. Un progetto pensato per ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere e valorizzare dati e competenze nazionali.

A giugno, infatti, Emma-5 aveva conquistato una notorietà probabilmente superiore alle aspettative dei suoi sviluppatori. Non per le capacità di ragionamento o per qualche risultato scientifico, purtroppo, ma per una collezione di risposte talmente improbabili da trasformarsi rapidamente in materiale per i social. Alle domande degli utenti il chatbot rispondeva con ragionamenti confusi, errori elementari e occasionali incursioni in territori sconosciuti alla logica.

Nel pieno di questa improvvisa popolarità, Egomnia aveva deciso di sospendere temporaneamente la chat, spiegando che l'utilizzo della piattaforma non era stato pienamente in linea con gli obiettivi della sperimentazione. La reazione in rete e sui social era stata impietosa: battute, meme e prese in giro avevano continuato a circolare anche dopo la chiusura. Del resto, mettere offline il chatbot non bastava a cancellare le sue risposte più improbabili, diventate ormai materiale inesauribile per l'ironia degli utenti.

In fondo, non capita tutti i giorni che un'Intelligenza artificiale conquisti tanta popolarità proprio per la sua difficoltà a dimostrarsi intelligente.

Tra sovranità tecnologica e talento (involontario) per la comicità

A distanza di pochi mesi, eccoci al secondo capitolo della storia. Si chiama Emma-6 ed è un po' come passare dalla comicità di Banfi a quella di Woody Allen in Provaci ancora, Sam: film diversi, divertimento assicurato.

La nuova versione del chatbot è disponibile in beta e, almeno sulla carta, presenta caratteristiche tecniche superiori a quelle della precedente generazione. Secondo le schede pubblicate sul sito ufficiale di Egomnia, i parametri sono passati dai 550 milioni di Emma-5 agli 1,55 miliardi di Emma-6, quasi tre volte tanto. Si tratta dei valori numerici appresi durante l'addestramento che il modello utilizza per generare le risposte. È raddoppiata anche la finestra di contesto, da 2.048 a 4.096 token, ovvero la quantità di testo che il chatbot può prendere in considerazione contemporaneamente durante una conversazione. In sostanza, Emma-6 è più grande e può gestire più informazioni. Che sia diventata anche più intelligente è, naturalmente, tutta un'altra questione.

Non appena Emma-6 è tornata online, gli utenti di Reddit si sono precipitati a metterla alla prova. Sul forum r/Italia è comparso un thread dedicato al ritorno del chatbot, rapidamente trasformato in una sorta di laboratorio collettivo dove gli esperimenti scientifici lasciano spesso il posto alla comicità involontaria. Prima di affidare a un'Intelligenza artificiale problemi complessi, gli utenti hanno pensato bene di verificare come se la cavi con quelli che non metterebbero in difficoltà nemmeno uno studente delle scuole medie. E i risultati, almeno a giudicare dagli screenshot condivisi, sembrano promettere parecchio, soprattutto sul fronte dell'intrattenimento.

Si comincia con domande sui cani ovipari, si prosegue con risposte che cambiano da una conversazione all'altra e si arriva alla politica italiana, dove Emma sembra sentirsi particolarmente a suo agio nel riscrivere la storia. Negli elenchi di personaggi politici compaiono Giorgia Meloni, Lorenzo Fontana ed Emma Bonino. Fin qui nulla di strano, se non fosse che, come segnalano alcuni utenti, certi nomi vengono ripetuti due volte. Evidentemente, in tempi di crisi della rappresentanza, qualcuno merita un doppio mandato anche negli elenchi di un chatbot.

Ma il capolavoro arriva con Rosy Bindi, che secondo una delle risposte segnalate su Reddit avrebbe ricoperto la carica di presidente del Consiglio. Un incarico che, per quanto ne sappiamo, non ha mai assunto. Sul forum qualcuno suggerisce che Emma provenga da un futuro alternativo. Un'ipotesi che, considerate le altre risposte, non sembra nemmeno la più improbabile.

E poi c'è Matteo Achilli, fondatore di Egomnia, la società che ha sviluppato Emma. Anche lui finisce nelle conversazioni con il chatbot, ma non esattamente per ricevere un riconoscimento alla carriera. Un rapporto tra padre e figlia che meriterebbe forse una seduta da Freud. Nella tragedia greca Edipo arriva a uccidere il padre, senza sapere chi sia, ma nella versione tecnologica del complesso la soluzione è meno cruenta e decisamente più agricola: in una delle conversazioni attribuite a Emma su Reddit, il chatbot sembra riservare ad Achilli un futuro professionale piuttosto distante dall'innovazione tecnologica, suggerendo di mandarlo a “zappare la terra”. Una curiosa forma di ribellione digitale, nella quale la creatura non si limita a contraddire il suo creatore, ma sembra volerlo convincere a cambiare mestiere. Altro che ribellione delle macchine: qui siamo già alla rivolta contro il datore di lavoro

Nel frattempo, gli esperimenti proseguono tra esercizi di matematica elementare, domande di logica e tentativi di capire se Emma conosca davvero le risposte o preferisca affidarsi all'improvvisazione.

Naturalmente, gli screenshot pubblicati su Reddit non costituiscono una valutazione scientifica delle capacità di Emma-6. Sono esempi selezionati dagli utenti, spesso attraverso domande formulate appositamente per metterla in difficoltà. Ma raccontano comunque qualcosa del divario tra le ambizioni tecnologiche di un progetto e l'esperienza di chi lo utilizza. E, almeno per il momento, suggeriscono che Emma continui a essere molto più convincente quando fa ridere che quando prova a rispondere seriamente.

Dai meme ai dubbi di affidabilità

Egomnia, da parte sua, invita a considerare Emma per quello che attualmente è. Nel post pubblicato su LinkedIn per il lancio della nuova versione, l'azienda sottolinea la natura ancora sperimentale del progetto e chiarisce di non voler competere, almeno per il momento, con i grandi modelli internazionali. L'obiettivo è sviluppare competenze e tecnologie proprie, continuando a costruire, sperimentare e imparare.

Una precisazione importante, anche perché confrontare un modello da 1,55 miliardi di parametri con i sistemi più avanzati disponibili sul mercato sarebbe poco significativo. Le risorse computazionali e la dimensione degli investimenti in gioco sono profondamente diversi. E non bisogna dimenticare che anche i chatbot più sofisticati possono sbagliare, inventare informazioni o produrre risposte apparentemente convincenti ma prive di fondamento.

Il problema, però, non è pretendere che Emma-6 competa con ChatGPT, Gemini o Claude, ma capire quanto sia effettivamente affidabile e sicura per chi decide di utilizzarla. Perché, al di là dei meme e delle battute, le risposte condivise dagli utenti documentano errori anche su quesiti molto semplici, ragionamenti incoerenti e ricostruzioni completamente inventate.

Da questo punto di vista, Emma-6 appare ancora molto lontana dagli standard di affidabilità che ci si dovrebbe aspettare da uno strumento destinato a un utilizzo professionale. Un errore riportato su Reddit diventa un meme, ma lo stesso errore in un processo aziendale potrebbe trasformarsi in un problema molto serio.

L'ambizione dichiarata da Egomnia è contribuire alla sovranità tecnologica italiana, costruendo un'alternativa nazionale ai modelli sviluppati all'estero e riducendo la dipendenza dalle grandi piattaforme straniere. Un obiettivo importante, che merita attenzione e che ha tutto il diritto di procedere per tentativi, errori e miglioramenti successivi. Ma la sovranità tecnologica non si conquista soltanto sviluppando un modello nazionale; servono anche qualità, affidabilità e la capacità di guadagnarsi la fiducia degli utenti. E sperimentare significa anche riconoscere i propri limiti.

Per Emma la sfida resta aperta, quindi. Per gli utenti dei social, invece, il risultato sembra già acquisito: Emma non ha ancora conquistato il mercato dei chatbot, ma nel settore dell'intrattenimento involontario ha già un pubblico piuttosto affezionato.