iPhone 18 Pro, il ricambio costa come l'assistenza ufficiale
Apple vende in Italia dal 20 ottobre i ricambi originali allo stesso prezzo della stima di riparazione in assistenza, e il risparmio del fai-da-te dipende solo dal credito per il pezzo restituito. Il diritto alla riparazione chiede prezzi ragionevoli, ma nessuna norma dice rispetto a cosa
Lo schermo dell'iPhone 18 Pro costa 405 euro nel negozio ufficiale dei ricambi e 405 euro nella stima di Apple per la riparazione in assistenza. Il listino, con Iva compresa, è comparso il 20 ottobre, quando Apple ha esteso anche all'Italia la vendita dei pezzi originali per iPhone 18 Pro e Pro Max. Il fai-da-te riduce il conto solo grazie al credito per il vecchio schermo restituito, un'agevolazione che l'assistenza non riconosce e che sullo schermo vale appena 20,25 euro, il 5% del prezzo. Gli attrezzi, da acquistare o noleggiare, sono un costo opzionale a parte.
La legge non aiuta a capire se sia giusto. La direttiva europea 2024/1799 chiede ricambi a un prezzo che non scoraggi la riparazione, definendolo ragionevole, ma non dice rispetto a che cosa: il prezzo del telefono, il costo del pezzo o la tariffa dell'assistenza. Nessuno può dire oggi se 405 euro per uno schermo siano giusti o eccessivi.
Il programma e i pezzi in vendita
Il programma, che Apple chiama Self Service Repair, mette in vendita ricambi e attrezzi e rinvia ai manuali ufficiali per il montaggio. Da sottolineare che la manualistica è di qualità: con descrizioni dettagliate, foto e mini-clip video. Il sito è attivo dal 20 ottobre negli Stati Uniti, in Canada e in Europa, come riferisce MacRumors. L'elenco dei componenti comprende schermo, batteria, vetro posteriore, fotocamere, altoparlanti, scheda logica, scocca e Taptic Engine (il modulo che genera le vibrazioni). In caso di bisogno si possono anche acquistare o noleggiare gli attrezzi: il noleggio dura sette giorni e costa 59,78 euro, spedizione inclusa.
Ovviamente ci sono riferimenti a ogni prodotto, quindi anche ai monitor, Mac, iPad, insomma tutta la linea.
Il conto dell'iPhone 18 Pro
Il prezzo che compare su Store per le riparazioni self-service per i prodotti Apple dei ricambi non è quello definitivo. Apple riconosce un credito a chi restituisce il pezzo sostituito, scalandolo dal conto. Il credito cambia molto da un pezzo all'altro, e i conti che seguono si riferiscono al nuovo iPhone 18 Pro da 256 GB, che costa 1.489 euro. Lo schermo costa 405 euro, il 27% del telefono, ma il reso vale solo 20,25 euro: il conto resta a 384,75 euro, ancora oltre un quarto del prezzo. La fotocamera da 299 euro scende invece a 227,24 grazie a un credito di 71,76 euro, e la spesa pesa il 15% del telefono. La batteria è il caso estremo, perché il credito di 71,52 euro quasi dimezza il prezzo di 149 euro. Il sito non spiega come Apple calcoli questi importi. Il risultato pratico è che il reso pesa di più sui componenti meno cari, mentre lo schermo resta quasi a prezzo pieno. Schermo e fotocamera insieme costano 704 euro prima dei crediti, il 47% del telefono. Chi restituisce entrambi i pezzi spende comunque 611,99 euro, il 41%.
Il Pro Max, che parte da 1.639 euro, ha lo schermo più caro in proporzione: 489 euro, il 30% del prezzo, che scendono a 464,55 euro con il credito di 24,45 euro per il reso.
I ricambi dell'iPhone 18 Pro costano come quelli del 17 Pro, tranne la batteria. Schermo e fotocamera restano a 405 e 299 euro, mentre la batteria sale da 135,01 a 149 euro, il 10,4% in più. Il telefono è rincarato dell'11,2%, da 1.339 a 1.489 euro, e il peso dei due pezzi sul prezzo cala di conseguenza: dal 30% al 27% lo schermo, dal 22% al 20% la fotocamera.
Fai-da-te o assistenza?
Le stime di assistenza di Apple per l'iPhone 18 Pro sono di 149 euro per la batteria, 169 per il vetro posteriore, 299 per la fotocamera, 405 per lo schermo, 499 per schermo e vetro posteriore e 999 per gli altri danni. Le cifre, Iva inclusa, coincidono con quelle dell'iPhone 17 Pro, tranne la batteria, ferma a 135 euro l'anno scorso. Apple precisa che il costo finale viene stabilito dopo un'ispezione del dispositivo e che i Centri Assistenza Autorizzati possono fissare tariffe proprie.
Il prezzo del ricambio, prima del credito, coincide con la stima di assistenza per schermo, fotocamera e batteria: 405, 299 e 149 euro. Quindi di fatto il vantaggio del fai-da-te viene solo dal reso, che vale 20,25 euro sullo schermo e circa 71 euro su fotocamera e batteria. Gli attrezzi, da acquistare o noleggiare, vanno aggiunti al conto, e il confronto non considera ovviamente il rischio di danneggiare il telefono durante il montaggio.
Che cosa significa “ragionevole”
La parola chiave del diritto alla riparazione è ragionevole. La direttiva europea 2024/1799, in vigore dal 30 luglio 2024, chiede che le riparazioni fuori garanzia siano gratuite o a un prezzo ragionevole, e che ricambi e strumenti siano offerti a un prezzo che non scoraggi la riparazione. Il decreto legislativo 176 del 25 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre, trasferisce questi principi nel nuovo articolo 127-quinquies del Codice del consumo. L’obbligo di riparazione riguarda i beni per cui esistono specifiche europee di riparabilità, e tra questi l’allegato del decreto elenca i telefoni cellulari. Lo stesso articolo prevede che i prezzi indicativi delle riparazioni ordinarie siano pubblicati su un sito web ad accesso libero.
Un altro testo vale già per gli smartphone: il regolamento europeo 2023/1670 sulla progettazione ecocompatibile, che si applica dal 20 giugno 2025 ai nuovi modelli e quindi anche all'iPhone 18 Pro. Anche in questo caso si parla di prezzi ragionevoli, esplicitati online.
Nessuna delle norme citate fissa una soglia numerica. Il criterio resta quindi da interpretare, e il risultato cambia a seconda del termine di paragone: il prezzo del telefono nuovo, il costo industriale del pezzo o le tariffe dell'assistenza.
Il ritardo dell'Italia
L’Italia ha recepito la direttiva in ritardo sul termine del 31 luglio 2026, fissato dall’articolo 22 del testo europeo, e le nuove regole entrano in vigore solo il 22 ottobre. Altroconsumo aveva riferito il 29 settembre che la Commissione europea aveva aperto una procedura di infrazione e che il Paese aveva due mesi per adeguarsi. Federico Cavallo, responsabile Relazioni esterne dell’associazione, scriveva che il recepimento italiano “partirà in ritardo e con alcuni limiti significativi”. L’associazione segnalava anche che il Governo non aveva previsto misure economiche per incentivare la riparazione. Il decreto affida all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) il controllo sugli obblighi dei produttori, con sanzioni da 5mila a 50mila euro per ciascuna violazione e limiti raddoppiati nei casi più gravi o di recidiva. Il metro di giudizio manca, e la sanzione presuppone che qualcuno lo stabilisca: chi vuole contestare un prezzo non ha una soglia da invocare, e chi lo fissa non ne ha una da rispettare. L’Agcm dovrà sceglierlo sui casi concreti, ora che le regole sono in vigore. La domanda che fa emergere il listino dell’iPhone 18 Pro è semplice: un ricambio che costa quanto l’assistenza rende la riparazione davvero accessibile, o la rende soltanto possibile?