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iPad mini 2026 con schermo OLED, la prova: piccolo come sempre, potente come non mai

Il piccolo tablet della Mela si rinnova con un display OLED Super Retina XDR da 8,5 pollici e il processore A20 Pro a 2 nanometri. Le prestazioni sono di fascia alta, così come il prezzo. Il nuovo sistema audio e la protezione IP67 aggiungono qualità a un dispositivo che nel suo formato non ha rivali. Lo abbiamo provato per qualche giorno in anteprima, e vi diciamo come va

20 minuti di lettura

Il nuovo iPad mini arriva in un momento particolarmente interessante per i dispositivi compatti. Il suo formato, che da sempre ne rappresenta il principale vantaggio, è infatti diventato il riferimento a cui sembra guardare anche la nuova generazione di smartphone pieghevoli.

L'iPhone Duo, il primo pieghevole di Apple, raggiunge una diagonale di 7,6 pollici quando viene aperto, avvicinandosi alla superficie di un piccolo tablet. Anche Samsung, con il Galaxy Z Fold 8, si muove nella stessa direzione.

Apple, con iPad mini, presidia questa categoria da anni. E ora ha deciso di aggiornare profondamente che conserva una qualità difficile da replicare: uno schermo sufficientemente grande per godersi un film o lavorare con una certa comodità, racchiuso in un oggetto che si può tenere a lungo, volendo, con una sola mano.

La nuova generazione porta su questa superficie un pannello OLED di qualità elevata, accompagnato da un processore A20 Pro che mette a disposizione una potenza di calcolo considerevole anche per le applicazioni di intelligenza artificiale eseguite direttamente sul dispositivo. Il risultato è un tablet che, almeno sulla carta, ha ben poco da invidiare a prodotti molto più ingombranti.

Noi lo abbiamo provato per alcuni giorni, e vi diciamo come va.

Design e materiali: una leggerezza che sorprende

Prendere in mano il nuovo iPad mini è un'esperienza sorprendente, soprattutto se si considera quanta tecnologia Apple sia riuscita a racchiudere in uno spessore di appena 5,4 millimetri.

La versione Wi-Fi pesa 255 grammi, appena un grammo in più dell'iPhone Duo, eppure la sensazione è quella di avere tra le mani un dispositivo ancora più leggero del pieghevole Apple. Probabilmente dipende dalla migliore distribuzione del peso su una superficie più ampia, ma il risultato ci ha colpito immediatamente.

La scocca trasmette solidità, mentre il peso ricorda quello di una tavoletta quasi giocattolo. È una combinazione particolarmente piacevole nell'utilizzo quotidiano, perché permette di sostenere il tablet senza affaticare le mani anche per periodi prolungati. Lo abbiamo trovato comodissimo durante la lettura, soprattutto quando ci si trova seduti con i gomiti appoggiati sulle gambe. Anche utilizzandolo da sdraiati, tenendolo sollevato sopra il petto, il peso estremamente contenuto fa una differenza concreta rispetto a un iPad Air e, ancora di più, a un iPad Pro.

Il formato conquista rapidamente anche per la sua versatilità. In orizzontale il display si presta molto bene alla visione dei contenuti multimediali, mentre in verticale diventa particolarmente comodo per consultare siti web e leggere. Digitare sulla tastiera virtuale ci è sembrato più naturale in questa posizione, perché i pollici riescono a raggiungere più facilmente i tasti rispetto a quanto avviene quando la tastiera occupa tutta la larghezza dello schermo.

È anche un dispositivo che si trasporta senza problemi. Entra facilmente in uno zaino, ma può essere portato in mano come un grande smartphone. All'interno della casa diventa naturale spostarlo da una stanza all'altra, senza la necessità di cercare continuamente una superficie su cui appoggiarlo.

Le cornici del display sono state ridotte del 24% rispetto alla generazione precedente. L'iPad mini non è completamente borderless, e di certo Apple può rosicchiare ancora qualcosa, ma la superficie occupata dallo schermo è ora visibilmente maggiore. Gli angoli rimangono arrotondati e abbiamo apprezzato questa scelta perché, soprattutto durante le sessioni più lunghe, i bordi non esercitano una pressione fastidiosa sul palmo della mano.

Nonostante lo spessore ulteriormente ridotto, la struttura ci è sembrata molto resistente. Abbiamo anche provato a esercitare una certa pressione sui lati, cercando di verificare quanto fosse facile flettere la scocca, incontrando una resistenza considerevole. Naturalmente non si tratta di un test di laboratorio, ma la sensazione è quella di un prodotto costruito per durare.

La scocca è realizzata in alluminio, con la consueta finitura satinata. Il retro è piacevole al tatto e presenta al centro il logo della mela morsicata, lucido e capace di riflettere la luce. È anche una delle superfici sulle quali rimangono più facilmente le impronte digitali. Nell'angolo superiore trova posto l'unica fotocamera posteriore, che mantiene un'estetica discreta e coerente con la natura del prodotto.

Sul lato sinistro più corto, il tasto di accensione integra il Touch ID, mentre i comandi del volume si trovano poco più sotto, in una posizione che durante l'utilizzo orizzontale può diventare scomoda. Guardando un film su Netflix oppure un video su YouTube, capita che i pulsanti finiscano proprio contro il palmo della mano. Per modificare il volume bisogna quindi cambiare leggermente l'impugnatura. Avremmo preferito trovare i pulsanti del volume più vicini a quello di accensione, anche se comprendiamo che una disposizione troppo ravvicinata potrebbe aumentare il rischio di premerli accidentalmente.

Il Touch ID, invece, ci ha convinto. Apple ha scelto di non introdurre Face ID e di mantenere il riconoscimento dell'impronta digitale integrato nel pulsante superiore. Nelle nostre prove ci è sembrato particolarmente reattivo, persino più veloce rispetto al sistema di sblocco dell'iPhone Duo. Basta appoggiare il dito sul sensore per accedere al tablet quasi istantaneamente.

Protetto per la prima volta da polvere e acqua

Un cambiamento meno appariscente, ma molto importante per il design, riguarda la scomparsa delle tradizionali griglie degli altoparlanti. Il nuovo iPad mini utilizza infatti una tecnologia che Apple chiama Acoustic Display, nella quale il pannello partecipa alla propagazione sonora. Questa soluzione ha permesso di ripensare la struttura del dispositivo, contribuendo alla sua prima certificazione IP67.

La protezione garantisce la resistenza alla polvere e all'immersione temporanea in acqua dolce, secondo le condizioni previste dalla certificazione, che per il livello 7 prevede fino a un metro di profondità per 30 minuti. È una caratteristica utile per un dispositivo destinato a essere utilizzato spesso fuori casa, magari durante un viaggio o vicino a una piscina. Naturalmente non significa che l'iPad mini sia progettato per l'utilizzo subacqueo e la resistenza può diminuire con il tempo.

L'OLED atteso da anni

Il display è probabilmente la novità più importante dell'iPad mini 2026 e, a nostro avviso, uno dei motivi principali per cui valutare l'aggiornamento se si possiede il modello del 2024.

Apple ha abbandonato il tradizionale pannello LCD e ha introdotto uno schermo OLED Super Retina XDR da 8,5 pollici. La diagonale cresce rispetto agli 8,3 pollici precedenti, pur mantenendo dimensioni complessive molto simili, grazie alle cornici più sottili.

Sulla carta potrebbe sembrare un incremento marginale, ma nell'utilizzo quotidiano la superficie aggiuntiva si percepisce. Soprattutto in modalità verticale, quando si leggono pagine web o si consultano documenti, abbiamo apprezzato il maggiore spazio disponibile senza perdere quella maneggevolezza che rende particolare il mini.

La risoluzione è di 2316 × 1512 pixel, con una densità di 326 pixel per pollice. I caratteri sono ben definiti e anche i dettagli più minuti delle fotografie vengono riprodotti con grande precisione.

Il cambiamento più evidente rispetto alla generazione precedente riguarda la profondità dei neri. Basta utilizzare l'iPad mini in una stanza poco illuminata e aprire una fotografia notturna per accorgersi della differenza. Sul modello del 2024 le zone nere mantenevano inevitabilmente una leggera componente grigiastra, dovuta alla retroilluminazione del pannello LCD. Il nuovo OLED elimina questo limite, perché ogni pixel produce autonomamente la propria luce e può spegnersi completamente quando deve rappresentare il nero.

Ne deriva una separazione molto più marcata tra le zone illuminate e quelle scure, con immagini che sembrano acquistare una profondità diversa. È un effetto che abbiamo apprezzato particolarmente durante la visione di film come Interstellar, nel quale molte scene sono ambientate nello spazio. Il nero appare realmente nero, mentre una stella o il profilo illuminato di una stazione spaziale emergono con grande intensità. Il nuovo pannello rende queste immagini molto più convincenti rispetto a quanto accadeva sul modello precedente.

Il rapporto di contrasto dichiarato raggiunge 2.000.000:1, un valore reso possibile proprio dal controllo individuale dei pixel. Anche l'interfaccia in modalità scura beneficia di questa tecnologia, soprattutto quando si utilizzano applicazioni con testo chiaro su sfondo nero.

Ci ha convinto anche la luminosità. Apple dichiara un picco di 1.200 nit per i contenuti HDR, più del doppio rispetto al modello con A17 Pro. Bisogna però distinguere questo valore dalla luminosità raggiungibile durante l'utilizzo ordinario: per i contenuti SDR e per la luminosità a schermo intero il valore dichiarato è di 600 nit.

I 1.200 nit vengono raggiunti in determinate condizioni e su aree specifiche dell'immagine, per esempio quando un contenuto HDR presenta piccole zone particolarmente luminose. Durante la navigazione web non bisogna quindi aspettarsi che l'intero schermo raggiunga continuamente quel livello di luminosità.

Un altro aspetto interessante riguarda l'utilizzo nelle ore notturne. L'OLED del nuovo iPad mini può scendere fino a 1 nit di luminosità minima, una caratteristica che abbiamo apprezzato durante la lettura a letto, quando si vuole ridurre l'emissione luminosa per non disturbare chi dorme accanto.

Il limite dei 60 Hz

C'è però una scelta di Apple che ci ha lasciato perplessi: il nuovo iPad mini mantiene una frequenza di aggiornamento di 60 Hz, rinunciando alla tecnologia ProMotion da 120 Hz presente sugli iPad Pro.

Significa che il pannello aggiorna l'immagine fino a 60 volte al secondo, mentre uno schermo a 120 Hz può farlo con una frequenza doppia. Nell'utilizzo quotidiano la differenza si percepisce soprattutto scorrendo velocemente le pagine web oppure passando da un'applicazione all'altra.

I movimenti restano fluidi, ma chi è abituato a un iPad Pro noterà una minore continuità nello scorrimento. Anche trascinando rapidamente le finestre si può percepire una leggerissima latenza, che avremmo preferito non trovare su un prodotto di questa fascia di prezzo.

Il limite, fortunatamente, ha un impatto contenuto. Anche nella visione dei film, dove il numero di fotogrammi dei contenuti è generalmente inferiore alla frequenza massima del pannello, la mancanza dei 120 Hz si fa sentire poco.

Nel gaming il discorso è diverso. Abbiamo provato Call of Duty: Mobile e ci siamo trovati bene, ma ruotando rapidamente la visuale per individuare un avversario abbiamo avvertito la differenza rispetto a un dispositivo con frequenza di aggiornamento più ampia. Nei giochi competitivi, dove la rapidità con cui vengono aggiornate le immagini può influire sulla percezione del movimento, il limite è più concreto.

Apple sostiene che i pixel del nuovo OLED abbiano tempi di risposta oltre dieci volte più rapidi rispetto a quelli del precedente LCD, un miglioramento che può ridurre gli effetti di scia degli oggetti in movimento. È una considerazione tecnicamente sensata, perché i tempi di risposta dei pixel sono indipendenti dalla frequenza di aggiornamento. Durante i nostri primi giorni di prova abbiamo avuto l'impressione che i 60 Hz fossero meno penalizzanti del previsto, ma serviranno test più lunghi con diversi videogiochi per valutare quanto questa caratteristica riesca effettivamente a compensare il limite del pannello.

Per chi gioca soprattutto a titoli d'avventura, magari caratterizzati da ambientazioni spettacolari, preferiamo comunque il nuovo OLED da 60 Hz al precedente LCD con la stessa frequenza. I neri profondi e la resa HDR offrono un miglioramento visivo evidente. Per il gaming competitivo, invece, un iPad Pro con ProMotion rimane una scelta più indicata.

Il nuovo vetro nanotexture, un’opzione interessante

Per la prima volta Apple propone anche sull'iPad mini un vetro nanotexture, disponibile come opzione nelle configurazioni da 256 e 512 GB.

Si tratta di una superficie trattata a livello nanometrico per disperdere la luce ambientale e ridurre i riflessi. È una soluzione che può risultare particolarmente utile per chi utilizza spesso il tablet all'aperto oppure in ambienti molto illuminati.

Noi abbiamo provato la versione con vetro tradizionale e abbiamo notato quanto facilmente la superficie raccolga le impronte digitali. Il trattamento nanotexture può essere interessante anche per chi desidera ridurre la visibilità di questi segni, ma bisogna considerare il compromesso che comporta.

La dispersione della luce ambientale può infatti modificare la percezione del contrasto e della nitidezza rispetto al vetro standard. Chi cerca la massima profondità dei neri dell'OLED potrebbe quindi preferire la finitura tradizionale, mentre chi lavora spesso in condizioni di illuminazione difficili troverà probabilmente più utile il trattamento antiriflesso.

È una scelta che consigliamo di valutare in base al proprio utilizzo, possibilmente confrontando direttamente le due superfici.

Nel complesso, il nuovo OLED ci ha convinto moltissimo. Guardare un film o una serie TV su un pannello di questa qualità, racchiuso in un dispositivo che pesa appena 255 grammi, è un'esperienza che restituisce all'iPad mini un vantaggio considerevole rispetto alla generazione precedente e a molti dispositivi della concorrenza.

A20 Pro porta la potenza dei top di gamma sul piccolo tablet Apple

Il nuovo iPad mini utilizza il processore A20 Pro, realizzato con tecnologia produttiva a 2 nanometri e con un'architettura di packaging ispirata ai chip della famiglia M.

È il processore più potente mai utilizzato su un iPad mini e introduce una caratteristica interessante: la configurazione cambia in base alla capacità di archiviazione scelta.

I modelli da 128 e 256 GB utilizzano una CPU a 5 core, composta da due core ad alte prestazioni e tre core dedicati all'efficienza energetica. La versione da 512 GB dispone invece di una CPU a 6 core, con un core aggiuntivo ad alta efficienza.

Anche il Neural Engine cambia tra le configurazioni. Nei modelli meno capienti è presente un'unità a 16 core, mentre la versione da 512 GB - quella che abbiamo avuto in prova - utilizza un sistema Dual 16-core, per un totale di 32 core dedicati all'elaborazione delle operazioni di intelligenza artificiale.

La GPU rimane invece a 7 core in tutte le configurazioni e utilizza la nuova architettura grafica Apple, con accelerazione hardware per ray tracing e mesh shading.

Secondo i dati forniti dall'azienda, la CPU nella configurazione a 6 core può raggiungere prestazioni fino al 60% superiori rispetto all'iPad mini con A17 Pro. Il miglioramento grafico dichiarato arriva invece fino a 2,7 volte.

Sono numeri considerevoli, soprattutto pensando che il processore trova posto in un dispositivo spesso appena 5,4 millimetri. Nell'utilizzo quotidiano, però, quello che ci interessa maggiormente è il comportamento del tablet quando viene sottoposto a operazioni impegnative, ed è proprio in questo ambito che l'A20 Pro ci ha lasciato un'impressione molto positiva.

Le prestazioni dell'A20 Pro ci hanno convinto fin dai primi utilizzi. Il nuovo processore rende l'iPad mini particolarmente reattivo nelle operazioni quotidiane e offre una riserva di potenza che diventa evidente quando si passa ad applicazioni più impegnative.

Aprire numerosi documenti, lavorare con fotografie ad alta risoluzione oppure passare rapidamente da un'applicazione all'altra non mette in difficoltà il dispositivo. Il sistema mantiene una notevole fluidità e, durante le nostre prove, non abbiamo avvertito rallentamenti tali da compromettere l'esperienza.

Riteniamo che la configurazione da 256 GB sia già ampiamente adeguata a chi acquista l'iPad mini principalmente per giocare, in generale per l’intrattenimento e per compiti non troppo complessi legati allo studio e al lavoro, salvo ovviamente necessità particolari di archiviazione.

La versione da 512 GB diventa più interessante per chi ha intenzione di sfruttare intensivamente le capacità di calcolo dedicate all'intelligenza artificiale.

iPadOS 27 e il multitasking

Il nuovo iPad mini arriva con iPadOS 27, un sistema operativo che prosegue il lavoro iniziato da Apple con iPadOS 26 per rendere l'esperienza del tablet più vicina a quella di un computer tradizionale.

Il sistema di gestione delle finestre permette di ridimensionare le applicazioni e di posizionarle liberamente sulla superficie di lavoro. L'interfaccia riprende diversi elementi di macOS, a partire dai controlli delle finestre che consentono di gestirne il comportamento in modo più immediato.

Il sistema offre la possibilità di lavorare con più applicazioni contemporaneamente e, rispetto ai vecchi modelli di multitasking dell'iPad, abbiamo apprezzato la libertà aggiuntiva nella disposizione dei contenuti.

Naturalmente le dimensioni dello schermo impongono qualche compromesso. Su iPad mini è tecnicamente possibile suddividere la superficie tra numerose finestre, ma non consiglieremmo di spingersi fino al limite concesso di quattro applicazioni contemporaneamente. Lo spazio diventa troppo ridotto e il vantaggio del multitasking rischia di scomparire.

Anche tre finestre possono risultare eccessive, salvo esigenze specifiche. Immaginiamo, per esempio, di dover trascinare informazioni da due applicazioni laterali verso una terza posizionata al centro: in quel caso la disposizione può avere un senso pratico.

La soluzione che abbiamo trovato più efficace rimane quella con due applicazioni affiancate. Permette di consultare una pagina web mentre si prendono appunti o di mantenere aperto un documento mentre si lavora su un altro contenuto. È probabilmente la configurazione che offre il miglior compromesso tra spazio disponibile e comodità.

Il nuovo iPad mini può diventare un secondo schermo

Un'altra novità particolarmente interessante riguarda il collegamento a uno schermo esterno.

In passato l'iPad mini permetteva essenzialmente di duplicare il proprio display su un monitor più grande. Con le nuove funzionalità di iPadOS 27, Apple introduce invece il supporto all'estensione della scrivania, una possibilità che rende il piccolo tablet molto più versatile.

Durante la nostra prova con iPadOS 27, la funzionalità non era ancora disponibile nella forma prevista dall'aggiornamento 27.2. La prospettiva è però interessante: collegando l'iPad mini a un monitor, si potrà utilizzare Pages sullo schermo più grande e mantenere sul tablet una pagina di Safari da consultare durante la scrittura.

La porta USB-C supporta trasferimenti dati fino a 10 Gb/s e il collegamento a schermi esterni con risoluzione fino a 4K. L'iPad mini potrà quindi diventare il centro di una piccola postazione di lavoro, soprattutto se abbinato a una tastiera e a un mouse Bluetooth.

Fotocamere: la frontale è quella che conta davvero

L'iPad non è mai stato un dispositivo progettato principalmente per la fotografia e il nuovo mini non cambia questa impostazione.

Sul retro troviamo una fotocamera grandangolare da 12 megapixel, capace di registrare video in 4K fino a 60 fotogrammi al secondo. Supporta Smart HDR 4 e introduce un flash Adaptive True Tone, pensato anche per migliorare la scansione dei documenti.

È una fotocamera utile quando bisogna acquisire rapidamente un'immagine e si ha il tablet già tra le mani. Può essere comoda per fotografare una pagina o per documentare qualcosa durante il lavoro, ma difficilmente rappresenterà il motivo per cui scegliere questo prodotto.

La scansione dei documenti è probabilmente uno degli ambiti nei quali la fotocamera posteriore trova maggiore utilità. L'app Fotocamera è in grado di riconoscere automaticamente la presenza di un documento e può sfruttare il flash adattivo per ridurre le ombre, ottenendo scansioni più leggibili.

La fotocamera frontale, invece, ha un'importanza decisamente maggiore nell'esperienza quotidiana.

Apple ha scelto un sensore da 12 megapixel con Center Stage, posizionato lungo il lato orizzontale del dispositivo. È una collocazione particolarmente sensata perché, quando l'iPad mini viene appoggiato sulla Smart Folio in modalità landscape, la fotocamera si trova nella posizione ideale per effettuare videochiamate.

Abbiamo utilizzato il tablet per riunioni in videoconferenza e la qualità dell'immagine ci è sembrata molto buona. Il volto viene riprodotto con un livello di dettaglio elevato e la funzione Center Stage permette di mantenere l'inquadratura centrata durante i movimenti.

È un elemento che rende l'iPad mini particolarmente interessante per chi lavora spesso in movimento. Durante una trasferta, per esempio, basta estrarre il tablet dalla borsa e appoggiarlo su un tavolo per partecipare a una riunione con Microsoft Teams o Zoom, senza dover necessariamente utilizzare un computer portatile.

La fotocamera frontale supporta la registrazione video fino a 1080p a 60 fotogrammi al secondo e lavora insieme al sistema di microfoni per migliorare la qualità delle conversazioni.

Apple ha posizionato un microfono vicino alla fotocamera frontale e ne ha mantenuto un secondo sul retro. Il sistema può selezionare il microfono più adatto in funzione della fotocamera utilizzata, cercando di catturare meglio il suono proveniente dalla direzione dell'inquadratura.

Una potenza inaspettata per i modelli IA locali

L'intelligenza artificiale è uno degli ambiti nei quali l'A20 Pro introduce le novità più interessanti, anche se a prima vista l'iPad mini potrebbe sembrare un dispositivo poco adatto a questo genere di elaborazioni.

Apple ha integrato un Neural Accelerator in ciascuno dei sette core della GPU, affiancando queste unità al Neural Engine dedicato. In questo modo i carichi di lavoro possono essere distribuiti tra componenti specializzati, a seconda delle caratteristiche delle operazioni richieste.

L'architettura è particolarmente interessante per l'esecuzione dei modelli linguistici locali, che stanno diventando sempre più importanti nelle applicazioni di produttività e nei programmi dedicati alla creazione di contenuti.

Secondo Apple, la nuova GPU può offrire un tempo di generazione del primo token fino a 4,5 volte più rapido rispetto all'iPad mini con A17 Pro, nelle condizioni utilizzate per i test dell'azienda.

La configurazione da 512 GB aggiunge un ulteriore vantaggio grazie al Neural Engine a 32 core, che secondo Apple può offrire una capacità computazionale fino a due volte superiore rispetto alla versione a 16 core per determinati carichi di intelligenza artificiale.

È una differenza importante da considerare al momento dell'acquisto, perché chi utilizza applicazioni basate su modelli locali potrebbe beneficiare concretamente della maggiore potenza disponibile.

Apple indica esplicitamente applicazioni come Draw Things e Detail tra gli esempi di software capaci di sfruttare queste risorse. Si tratta di programmi che possono eseguire elaborazioni complesse direttamente sul dispositivo, senza dover necessariamente inviare tutti i dati a un server remoto.

L'esecuzione locale offre un vantaggio anche dal punto di vista della riservatezza, perché i contenuti elaborati possono rimanere sul tablet. Naturalmente il livello effettivo di protezione dipende dall'applicazione utilizzata e dalle sue modalità di funzionamento.

In definitiva l'iPad mini dispone di una capacità di calcolo molto elevata rispetto alle sue dimensioni e ci sembra particolarmente ben preparato per le applicazioni di intelligenza artificiale che arriveranno nei prossimi anni.

Chi acquista oggi la versione da 512 GB, soprattutto per lavorare con modelli locali, potrebbe quindi trovare in questo piccolo tablet uno strumento sorprendentemente potente.

L’Acoustic Display cambia l'esperienza d'ascolto

Il sistema audio è una delle novità che ci hanno colpito maggiormente durante la nostra prova, anche perché il cambiamento rispetto al precedente modello è strutturale.

Apple ha eliminato le tradizionali griglie laterali degli altoparlanti e ha introdotto Acoustic Display, un sistema nel quale lo schermo partecipa alla trasmissione del suono.

La tecnologia utilizza tweeter personalizzati, nascosti tra il vetro e la scocca in alluminio, insieme a woofer progettati per lavorare attraverso il display. La soluzione permette di eliminare le aperture visibili degli altoparlanti e contribuisce alla realizzazione della struttura sigillata del dispositivo.

Il principio non è completamente nuovo nel settore dell'elettronica. Sony, per esempio, utilizza da anni una tecnologia chiamata Acoustic Surface Audio su alcuni televisori OLED, dove attuatori collocati dietro il pannello lo fanno vibrare per generare il suono. L'implementazione Apple è diversa, ma l'idea di sfruttare la superficie dello schermo come parte del sistema acustico ha sicuramente precedenti.

Sul nuovo iPad mini il cambiamento si percepisce immediatamente, anche fisicamente. Quando il volume viene alzato, la scocca trasmette alle mani le vibrazioni prodotte soprattutto dalle frequenze basse. È una sensazione particolare, che può risultare piacevole perché accompagna l'audio con una componente tattile.

A volumi molto elevati, però, queste vibrazioni potrebbero diventare fastidiose per qualcuno, soprattutto quando il tablet viene tenuto a lungo tra le mani. Immaginiamo comunque che nelle situazioni di ascolto più impegnative l'iPad mini venga appoggiato su uno stand oppure utilizzato con delle cuffie.

La resa sonora ci ha convinto in modo particolare durante la visione dei film. Il nuovo sistema offre una maggiore presenza delle basse frequenze rispetto alla generazione precedente, restituendo più consistenza agli effetti sonori.

Pensiamo al rombo di un motore. Sul precedente iPad mini emergerebbero soprattutto le componenti medio-basse, mentre il nuovo sistema riesce a dare una sensazione di maggiore corpo. Il risultato è un suono che appare più potente e adatto ad accompagnare le immagini del nuovo OLED.

Anche l'ascolto musicale beneficia del cambiamento. Con brani caratterizzati da bassi pronunciati, per esempio nella musica elettronica o nel trip hop, abbiamo apprezzato una riproduzione più piena rispetto al passato.

Abbiamo utilizzato il tablet anche per guardare concerti su Netflix, tra cui un'esibizione dei Depeche Mode, e la resa sonora è stata molto buona. La maggiore consistenza delle basse frequenze contribuisce a rendere l'ascolto più coinvolgente, senza richiedere necessariamente il collegamento a un altoparlante esterno.

Il miglioramento acquista ancora più senso quando si considera il formato dell'iPad mini. Durante un viaggio, per esempio, può capitare di trovarsi in una camera d'albergo senza un televisore moderno o senza la possibilità di collegare facilmente i propri dispositivi. In una situazione del genere, guardare un film direttamente sul tablet, condividendolo con una o più persone, diventa un'alternativa piacevole nonostante le dimensioni ridotte.

Accessori utili: Apple Pencil e Smart Folio

Il nuovo iPad mini supporta Apple Pencil Pro e Apple Pencil USB-C, mantenendo quindi la compatibilità con strumenti particolarmente utili per prendere appunti e disegnare.

Apple Pencil Pro offre il riconoscimento della pressione esercitata dalle dita sul corpo della penna, accompagnato da un feedback aptico, e permette di ruotare lo strumento per controllare l'orientamento di alcuni pennelli nelle applicazioni compatibili.

Supporta inoltre la funzione hover, che permette di visualizzare in anticipo il punto in cui lo strumento entrerà in contatto con il display, e può essere individuata attraverso la rete Dov'è. La penna si aggancia saldamente al bordo dell'iPad mini, dove può essere conservata e ricaricata. Chi cerca uno strumento principalmente per prendere appunti può invece considerare Apple Pencil USB-C, che offre un insieme di funzionalità più semplice.

Abbiamo trovato interessante soprattutto l'abbinamento tra Apple Pencil Pro e il nuovo display OLED. La qualità del pannello rende piacevole consultare documenti e lavorare sulle immagini, mentre le dimensioni del tablet permettono di utilizzarlo come un piccolo blocco per gli appunti.

Apple ha riprogettato anche la Smart Folio, che ora utilizza un materiale tessile chiamato TechWoven. Rispetto alla finitura delle precedenti custodie, la nuova superficie ci è sembrata particolarmente piacevole al tatto e offre una presa più sicura.

La cover si aggancia magneticamente al tablet e presenta un'apertura dedicata alla fotocamera posteriore. Il nuovo design a due pannelli permette di regolare l'inclinazione con maggiore libertà rispetto al passato, offrendo posizioni utili per la visione dei contenuti e per utilizzare Apple Pencil.

Abbiamo apprezzato questa flessibilità soprattutto durante le videochiamate. Poter regolare più facilmente l'angolazione dello schermo aiuta a trovare una posizione adatta all'inquadratura, mentre la struttura permette di mantenere il tablet stabile su un piano d'appoggio. La Smart Folio attiva automaticamente il display quando viene aperta e lo mette in standby alla chiusura. È disponibile nelle colorazioni blu Navy e tortora.

Per chi intende utilizzare spesso l'iPad mini durante i viaggi o come dispositivo da lavoro leggero, ci sembra uno degli accessori più interessanti da abbinare al tablet.

l prezzo di 89 euro, però, ci sembra un po' elevato, soprattutto considerando che la Smart Folio non offre una protezione completa del dispositivo. I bordi rimangono infatti esposti e, in caso di caduta, la custodia potrebbe non essere sufficiente a evitare danni alla scocca. Avremmo apprezzato una maggiore protezione, soprattutto per un accessorio ufficiale proposto a questa cifra.

Finalmente arriva la ricarica rapida

Nonostante l'incremento delle prestazioni e la riduzione dello spessore, Apple dichiara per il nuovo iPad mini un'autonomia sostanzialmente allineata a quella del modello precedente.

Il dato ufficiale è di un massimo di 10 ore durante la navigazione web attraverso una connessione Wi-Fi o la riproduzione video. Utilizzando una rete cellulare, l'autonomia dichiarata scende fino a 9 ore. Sono valori coerenti con la natura di un dispositivo pensato per accompagnare l'utente durante la giornata, anche se naturalmente la durata effettiva dipende dal tipo di applicazioni utilizzate e dalla luminosità dello schermo.

onsiderando però che l'iPad mini difficilmente viene utilizzato con la stessa frequenza di un iPhone e che spesso lo si adopera soltanto per qualche ora in ufficio oppure durante gli spostamenti, l'autonomia può estendersi ben oltre la singola giornata. Abbiamo apprezzato soprattutto la tenuta della batteria in standby, che ci è sembrata molto buona: alternando alcune ore di utilizzo a lunghi periodi di inattività, siamo arrivati a ricaricare il tablet anche dopo due giorni pieni, senza particolari rinunce nell'utilizzo quotidiano.

Il nuovo display OLED inoltre potrebbe contribuire positivamente ai consumi in determinate condizioni. Poiché i pixel neri vengono completamente spenti, utilizzare applicazioni con sfondi scuri può richiedere meno energia rispetto alla visualizzazione di superfici completamente bianche.

È una differenza che può diventare interessante durante la lettura. Se si consulta un articolo su Safari con il tema scuro attivo, per esempio, il pannello deve illuminare una superficie inferiore rispetto a quella richiesta da una pagina con sfondo bianco.

Per questo motivo consigliamo di utilizzare la modalità scura a chi vuole cercare di prolungare l'autonomia, soprattutto quando il dispositivo viene utilizzato per leggere o consultare documenti.

Anche il processore A20 Pro, realizzato a 2 nanometri, è progettato per migliorare l'efficienza energetica. Naturalmente una maggiore potenza di calcolo non si traduce automaticamente in una durata superiore della batteria, soprattutto quando vengono sfruttate intensivamente la GPU o le unità dedicate all'intelligenza artificiale.

La novità che abbiamo apprezzato maggiormente riguarda comunque la ricarica rapida, disponibile per la prima volta su iPad mini.

Apple dichiara la possibilità di raggiungere il 50% di carica in circa 30 minuti utilizzando un alimentatore USB-C da almeno 35 watt. Nella nostra prova abbiamo impiegato poco più di mezz'ora per raggiungere questo livello, un risultato molto vicino al dato ufficiale.

È un miglioramento utile per un dispositivo destinato a essere utilizzato spesso lontano da casa. Durante un viaggio, per esempio, poter recuperare metà della batteria in una pausa relativamente breve permette di riprendere rapidamente a utilizzare il tablet.

L'alimentatore da almeno 35 watt deve essere acquistato separatamente, perché non è incluso nella confezione.

Apple indica inoltre una durata prevista della batteria di 1.000 cicli completi di ricarica prima che la capacità massima scenda all'80% di quella originale, secondo le condizioni di riferimento dichiarate dall'azienda.

Wi-Fi 7 e un modem cellulare sviluppato da Apple

Il nuovo iPad mini è disponibile in versione Wi-Fi e Wi-Fi + Cellular, con differenze che vanno oltre la semplice possibilità di collegarsi alle reti mobili.

Entrambi i modelli integrano il chip N1 progettato da Apple, che permette di utilizzare il Wi-Fi 7 e il Bluetooth 6. È presente anche il supporto a Thread, utile per la comunicazione con alcuni dispositivi della casa intelligente.

Il Wi-Fi 7 supporta velocità teoriche fino a 2,4 Gb/s nelle condizioni previste dalle specifiche Apple. Naturalmente per sfruttare questa tecnologia è necessario disporre di un router compatibile e di una connessione sufficientemente veloce.

Il modello Wi-Fi + Cellular integra invece il modem C2 sviluppato da Apple, che secondo l'azienda può offrire velocità di trasferimento dati fino al 50% superiori rispetto al precedente iPad mini con A17 Pro.

Il modem supporta le reti 5G e utilizza la tecnologia eSIM per attivare i piani dati degli operatori compatibili. Apple ha lavorato anche sull'efficienza energetica del collegamento cellulare e sulla continuità del passaggio tra reti Wi-Fi e mobili.

Per chi viaggia frequentemente, la versione Cellular può essere interessante perché permette di mantenere il tablet connesso indipendentemente dallo smartphone.

Nella maggior parte delle situazioni, però, riteniamo che la versione Wi-Fi rappresenti una scelta più sensata dal punto di vista economico.

La diffusione delle reti wireless e la possibilità di condividere la connessione dello smartphone attraverso hotspot rendono meno indispensabile il modem cellulare integrato, soprattutto considerando il sovrapprezzo richiesto.

Colori, prezzi e disponibilità in Italia

Il nuovo iPad mini è proposto in due colorazioni: Mezzanotte e Galassia, corrispondenti alle finiture Midnight e Starlight indicate da Apple.

Le configurazioni di archiviazione disponibili sono da 128, 256 e 512 GB. Come abbiamo visto, scegliere una capacità superiore non significa necessariamente ottenere soltanto più spazio per i propri contenuti: la configurazione da 512 GB dispone anche di una CPU a 6 core e di un Neural Engine più potente.

In Italia il prezzo di partenza è di 759 euro per la versione Wi-Fi da 128 GB. È una cifra considerevole per un tablet con schermo da 8,5 pollici, soprattutto considerando che sul mercato Android esistono alternative compatte decisamente meno costose.

Il prezzo cresce passando alle configurazioni con maggiore spazio di archiviazione e aumenta ulteriormente se si sceglie la variante Wi-Fi + Cellular.

Per chi non ha esigenze particolari di connettività mobile, consigliamo quindi di orientarsi sulla versione Wi-Fi. La configurazione da 256 GB ci sembra particolarmente interessante per chi vuole installare numerosi videogiochi o conservare contenuti multimediali offline, mentre quella da 512 GB merita attenzione soprattutto per la maggiore potenza dedicata all'intelligenza artificiale locale.

Conclusioni: un tablet comodo che sprigiona potenza

Abbiamo sempre apprezzato l'iPad mini, anche nelle generazioni precedenti, quando il display era meno spettacolare e le prestazioni non raggiungevano i livelli del nuovo A20 Pro.

Il motivo è sempre stato il formato. È un dispositivo che si prende in mano con estrema naturalezza, che si trasporta facilmente e che permette di godere di uno schermo molto più comodo rispetto a quello di uno smartphone tradizionale.

Il nuovo modello conserva tutti questi vantaggi e introduce miglioramenti importanti proprio negli ambiti che meritavano maggiore attenzione.

Il passaggio all'OLED cambia profondamente la qualità visiva. La luminosità superiore e il contrasto elevatissimo rendono la visione dei contenuti molto più soddisfacente rispetto al passato. La potenza dell'A20 Pro permette inoltre di affrontare applicazioni impegnative con una fluidità che difficilmente ci saremmo aspettati da un dispositivo così sottile.

Anche il sistema audio Acoustic Display ci ha sorpreso molto.

La riproduzione dei bassi è decisamente più convincente rispetto a quella del modello precedente e la possibilità di percepire fisicamente le vibrazioni attraverso la scocca aggiunge una sensazione particolare durante l'ascolto.

Continuiamo a considere iPad mini un compagno ideale per i viaggi. Pensiamo, per esempio, a un volo a lungo raggio, durante il quale può sostituire il sistema di intrattenimento di bordo con film scaricati in precedenza, oppure a un collegamento nazionale nel quale non sono disponibili schermi personali. La qualità dell'OLED e il nuovo audio permettono di godersi i propri contenuti senza dover portare un tablet più ingombrante.

Ma il nuovo iPad mini può diventare anche uno strumento interessante per il lavoro. La gestione delle finestre introdotta con iPadOS 26 e perfezionata con iPadOS 27 permette già di lavorare con due applicazioni affiancate in modo efficace. Il supporto all'estensione dello schermo esterno, previsto con l'aggiornamento successivo, amplia ulteriormente le possibilità di utilizzo.

Chi possiede iPad mini del 2024 e lo utilizza intensamente troverà in questa nuova generazione motivi molto convincenti per effettuare l'aggiornamento, a partire dal display OLED. Anche chi si avvicina per la prima volta al tablet compatto di Apple dovrebbe orientarsi sul nuovo modello, soprattutto considerando la potenza dell'A20 Pro e il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale nelle applicazioni dei prossimi anni.

Ci sono comunque alcune scelte che avremmo preferito diverse.

La frequenza di aggiornamento limitata a 60 Hz rimane probabilmente il compromesso meno comprensibile, soprattutto considerando il prezzo del dispositivo e la potenza del processore. Il vetro tradizionale tende ad accumulare impronte con una certa facilità. Sono difetti, tuttavia, che non compromettono minimamente il giudizio complessivo.

Il prezzo di partenza di 759 euro potrebbe rappresentare, invece, un ostacolo sensibile all’acquisto. Per un tablet compatto è una cifra elevata e chi cerca semplicemente un dispositivo da utilizzare occasionalmente per guardare video o navigare sul web potrebbe trovare alternative molto più economiche.

Per chi desidera il massimo da questo formato, però, il nuovo iPad mini offre un'esperienza difficile da replicare.

In definitiva, siamo di fronte all'aggiornamento più importante nella storia dell'iPad mini. Apple è riuscita a migliorare profondamente le capacità del suo tablet più piccolo conservando quella leggerezza che ne ha sempre rappresentato il principale punto di forza.

Cosa ci è piaciuto

  • Formato estremamente compatto, con appena 255 grammi di peso.
  • Display OLED Super Retina XDR di qualità eccellente.
  • Prestazioni elevate del processore A20 Pro, anche per l'intelligenza artificiale locale.
  • Sistema audio Acoustic Display: restituisce un volume più alto e un suono sorprendente per le dimensioni del tablet.
  • La ricarica rapida.
  • Certificazione IP67 contro polvere e acqua.
  • Ottima fotocamera frontale per le videoconferenze.
  • Multitasking più versatile con iPadOS 27.

Cosa non ci è piaciuto

  • Frequenza di aggiornamento del display limitata a 60 Hz.
  • Posizione poco comoda dei pulsanti del volume.
  • Vetro standard particolarmente soggetto alle impronte.
  • Prezzo di partenza elevato.