Vivo X500 Pro Max, la nostra recensione
di Alessio JaconaAbbiamo testato il nuovo flagship del produttore cinese tra oceano e vulcani sull’isola di Tenerife. Ecco come va
La smartphone photography non è mai stata così bene. Anni di sviluppo hardware e software hanno trasformato quelle che erano inizialmente poco più che fotocamere giocattolo in strumenti semi-professionali capaci di fare foto un tempo semplicemente impossibili.
L’ultimo produttore in ordine di tempo a rilanciare il concetto di cameraphone è stato Vivo, che con il nuovo X500 Pro Max mostra i muscoli e si pone d’un balzo al vertice delle prestazioni fotografiche, in diretta competizione con altri pesi massimi (anche nel prezzo) come l’Oppo Find X10 Pro Max (uscito una settimana prima), e lo Xiaomi 17 Ultra (presentato a inizio anno).
Come abbiamo già raccontato, Vivo ha scelto Tenerife per presentare la nuova serie X500 (di cui fa parte anche il più compatto e leggermente meno costoso X500 Pro), ed è proprio nell’isola delle Canarie, tra oceano e vulcani, in barca o a piedi immersi in paesaggi lunari, che abbiamo potuto provare a fondo il nuovo flagship insieme con i suoi accessori più pregiati, cioè un camera grip e due teleconverter da 200mm e 400mm equivalenti che l’azienda vende separatamente o in bundle con lo smartphone.
Il giudizio globale è più che positivo: il ritorno alla focale da 24mm per la fotocamera principale (l’X300 aveva una 35mm) rende la il sistema nel complesso più versatile, mentre il buon lavoro del software esalta quasi sempre le prestazione dell’hardware e delle lenti, realizzate ancora una volta in collaborazione con Zeiss. “Quasi” perché a volte, specie la sera, l’HDR entra con un po’ troppa forza a illuminare dove luce non c’è, risultando più invasivo di quanto visto ad esempio con il Leitzphone (Xiaomi 17 Ultra) e il recentissimo Oppo Find X10 Pro Max.
La sezione video, poi, è quella che performa meglio e dove il fine tuning tra software e hardware sembra più riuscito, con immagini nitide, ben stabilizzate, di livello quasi professionale. L’unico problema resta il costo, spinto verso l’alto sia dalla scelta di componenti premium, sia per i costi folli delle memorie rese introvabili dallo sviluppo globale dell’AI e dei data center.
Un vero flagship
Dell’hardware abbiamo già detto tutto il giorno del lancio. Riassumendo molto, tutte le componenti sono premium, dal nuovo chipset MediaTek Dimensity 9600 Pro prodotto con il processo TSMC N2P a 2 nm ai tagli di memorie disponibili, che arrivano a 1TB per lo storage (ma si fermano a 12 GB per la ram), passando per il display ZEISS Master Color con pannello 8T LTPO da 6,85 pollici risoluzione 2K, frequenza adattiva da 1 a 144 Hz e luminosità di picco dichiarata di 4.400 nit. Quest’ultimo è davvero molto bello, e quando si scatta o si riprende restituisce restituisce le immagini esattamente come sono nella realtà, consentendo di lavorare con precisione specie nelle modalità Pro.
Forse un po’ piccola la batteria BlueVolt da 6.750 mAh, specie quando si lavora in modalità video, ma la ricarica via cavo FlashCharge a 90 W consente un recupero dell’autonomia piuttosto veloce.
Il Tideline Design è semplice, essenziale e inevitabilmente dominato dall’Oblò del reparto fotografico che però con il proprio peso non influenza troppo il bilanciamento generale del telefono (anche se sporge abbastanza da impigliarsi facilmente nelle tasche di giacche e pantaloni). In Italia il Pro Max è disponibile in Starry Gray e Moonlit Black e il telefono è certificato IP68 e IP69 contro acqua e polvere a partire da 1.599,99 euro (12gb, 256GB)
Fotografia al top
Vediamo ora una per una le tre fotocamere posteriori, a partire dalla principale: la ZEISS TrueDynamic usa un sensore vivo x Sony LYTIA L910 da 50 megapixel e 1/1,28 pollici, con apertura f/1.57 e focale equivalente di 24 mm. Caratteristica principale di questo sensore è l’introduzione della tecnologia LOFIC (Lateral Overflow Integration Capacitator) che consente una migliore gestione delle alte luci e della gamma dinamica, la quale secondo vivo arriva fino a 17 EV (solo in modalità Video). La stabilizzazione ha la certificazione CIPA 7.0 e l’OIS ha un’escursione di 3 gradi, mentre il tracking AF arriva a 60 fps.
Alla prova dei fatti, il sistema produce immagini davvero molto nitide, colori gradevoli ed esposizioni equilibrate. Come già accennato all’inizio, l’elaborazione risulta a volte un po’ aggressiva, per esempio con l’HDR che schiarisce troppo le ombre, ma questo succede solo quando c’è davvero poca luce, perché altrimenti lavora molto bene. Bene l’arrivo della tecnologia LOFIC, che migliora le prestazioni senza tuttavia essere particolarmente incisiva nei risultati. Più in generale, il consiglio è di scegliere sistematicamente la modalità Zeiss Natural Color per scattare, perché è quella che a nostro avviso dà i risultati migliori.
Un tele quasi perfetto (e volendo anche potenziato)
Inutile girarci intorno: se il sistema fotografico è il pezzo forte dell’X500 Pro, il teleobiettivo è forse l’elemento che meglio incarna i progressi portati in dote dalla nuova serie di smartphone vivo: il sensore Ultra-Sensing HP0 da 1/1,4 pollici da 200 megapixel, con apertura f/2.67 e focale equivalente di 85 mm, ha una lunghezza focale classica da ritratto e può contare sulla certificazione ZEISS APO il controllo delle aberrazioni cromatiche. In più, per la prima volta lo stabilizzatore ottico raggiunge il livello CIPA 7.0, che permette di scattare a mano libera con tempi di esposizione più lunghi anche con poca luce. Il tracking dell'autofocus arriva a 60 fps e il sensore restituisce una nitidezza e dettagli eccezionali e la qualità resta alta fino a circa 10x. Oltre, l’intervento dell’intelligenza artificiale genera artefatti che rendono innaturali dettagli come fogliame, capelli e texture, ma che restano comunque accettabili. Ottima anche la funzione macro, che restituisce immagini nitidissime e consente di lavorare a debita distanza dal soggetto proprio perché integrata con il teleobiettivo.
Per chi vuole di più (molto di più in verità, sia per prestazioni che per prezzo), ci sono ben due teleconverter ottici esterni (acquistabili a parte), che si montano con il Grip Kit dedicato e che estendono notevolmente le capacità del teleobiettivo. Il Teleconverter vivo ZEISS Gen 2 porta la focale equivalente a 200 mm, che con lo zoom digitale arriva anche a 400, 800 e 1600 mm (sebbene con risultati via via meno validi), mentre il Teleconverter vivo ZEISS Gen 2 Ultra parte da 400mm (e poi 800, 1600, 3200mm equivalenti) e supporta più di 10 modalità di scatto, tra cui Stage, Snapshot e Pro.
La qualità degli scatti è eccellente nella focale nativa, e l’esperienza è molto simile a quella con le macchine fotografiche a obiettivo intercambiabile, con i suoi pro e contro. I pro sono una grande versatilità e la possibilità di fare foto di qualità ai concerti o immersi nella natura. Il contro è che sono inevitabilmente un po’ scomodi da usare, specie se ci si porta dietro entrambi i teleconverter contemporaneamente. Ne vale comunque la pena, sempre se si hanno da investire 2.499,99 euro per un Kit fotografico che comprende entrambi gli accessori e il Grip Kit.
L'Ultra grandangolare, infine, ha un sensore JN5 da 50 megapixel e 1/2,75 pollici, apertura f/2.0, focale equivalente di 15 mm e autofocus e fa bene il suo lavoro. In questo caso vivo ha preso una strada più tradizionale nello sviluppo della fotocamera, dove invece OPPO con il Find X10 Pro Max ha scelto di includere un terzo sensore da 200 MP.
In video la fotocamera registra in 4K nativo a 240 fps, anche per riprese prolungate, nelle modalità Video, Video Pro e Slo-mo. Supporta Cinematic Pro Log Video, con una curva Log calibrata sui 17 EV di gamma dinamica, e 4K Cinematic Portrait Video con gli stili cromatici sviluppati con ZEISS, tra cui Sunny Day e Vibrant.
La resa d’immagine pone l’X500 Pro Max al vertice della categoria, a nostro avviso sopra anche l’alternativa Apple, con una resa più bilanciata e naturale dei colori, e un’HDR molto più “gentile” che nelle foto. La stabilizzazione è veramente molto efficace e in modalità pro il software risulta ricco di funzionalità eppure tutto sommato semplice da usare persino nella modalità pro. In modalità Pro, quando si registra in Log sono anche le LUT personalizzate, che però non sono all’altezza di tutto il resto.
Conclusioni
Il vivo X500 Pro Max è uno smartphone riuscito che si pone ancora una volta al vertice dei cameraphone Android, perfetto per gli amanti della fotografia, per i creator e per i professionisti che possono avere bisogno di alte prestazioni in un formato ultra compatto. Tutto sommato leggero e dal design minimalista, ha un sistema operativo fluido e dal funzionamento intuitivo che vivo ha liberato da molto del bloatware presente nella generazione precedente. Unico problema il prezzo, che però ormai è un problema di tutti, top di gamma e non.
Prezzi e disponibilità
vivo X500 Pro Max è disponibile in Italia a partire da 1.599,99 euro per la versione con 12 GB di RAM e 256 GB di memoria. La versione da 1 TB si compra sullo store ufficiale di vivo Italia e costa 2.199,99 euro senza accessori, oppure 2.499,99 euro con un Kit fotografico che comprende il Grip Kit e i due teleconverter vivo ZEISS da 200 e 400 mm equivalenti. Il caricatore FlashCharge da 90 W è incluso nelle confezioni.