La Lombardia motore della siderurgia italiana
di Luigi dell'OlioPrimato per Brescia, che guida anche la transizione verso la produzione in chiave sostenibile
All’interno di un mercato fortemente condizionato dalle dinamiche macro, la Lombardia svetta come il baricentro dell’output di acciaio nazionale, con il 51% del totale, a quota 10,6 milioni di tonnellate, secondo l’elaborazione dell’ufficio studi di Federacciai per Confindustria Lombardia. Secondo i dati Cerved, l’industria siderurgica, intesa dalla produzione di acciaio alla sua trasformazione, nel 2024 ha generato un fatturato di 22 miliardi di euro, ovvero circa il 4,0% del fatturato nazionale del settore e il 6,9% del fatturato del manifatturiero della Lombardia.
In termini occupazionali, segnala ancora Federciacciai, il settore siderurgico della Lombardia, con oltre 26 mila addetti diretti, rappresenta il 3% della forza lavoro della manifattura lombarda, con un’incidenza superiore rispetto al 2,0% del totale nazionale. Il comparto non è solo un pilastro industriale, ma il motore dell’export. Questo spiega l’attenzione riposta anche dal legislatore, a cominciare dalla Regione che ha tenuto incontri sul territorio per presentare le Zis, a partire da candidature territoriali di aggregazioni spontanee, al fine di favorire la collaborazione tra pubblico e privato, la formazione e l’attrazione di talenti, di investimenti e di partnership locali, nazionali e internazionali.
Focus sulla sostenibilità
Il modello produttivo si distingue per una sostenibilità d'avanguardia: circa l'85% della produzione nazionale di acciaio deriva oggi da impianti a forno elettrico. Questa scelta tecnologica ha permesso alla siderurgia italiana di ridurre le emissioni nell’ordine di due-terzi dal 1990 ad oggi, vantando l'intensità carbonica più bassa dell'Unione Europea, inferiore del 40% rispetto alla media Ue. Questa transizione verso un'economia circolare, basata sul recupero del rottame ferroso, garantisce alle imprese regionali un vantaggio competitivo strategico sui mercati internazionali.
Brescia, la “capitale" dell'acciaio e dei metalli
All'interno dell’ecosistema regionale, la provincia di Brescia riveste un ruolo di leadership indiscussa. Con 5,4 milioni di tonnellate prodotte nel 2024 (dati Federacciai), le acciaierie bresciane generano da sole il 54% della produzione lombarda e il 27% di quella nazionale. L'industria siderurgica bresciana conta complessivamente 116 aziende che impiegano 5,8 mila addetti diretti (il 26% del settore in Lombardia), con ricavi netti che superano i 4 miliardi di euro all’anno.
Brescia si impone inoltre come la "capitale" nazionale nella lavorazione dei metalli non ferrosi (alluminio, rame e zinco). Il territorio conta 83 unità locali attive che danno lavoro a 4.501 addetti, incidendo per il 20,4% del totale italiano.