✕

Le imprese italiane accelerano sugli investimenti

Il 97% delle aziende prevede nuovi investimenti, cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale, mentre la carenza di competenze si conferma una delle principali sfide per la competitività. A dirlo è una ricerca condotta da Ey Private in collaborazione con Swg

2 minuti di lettura

Innovazione, investimenti e capitale umano sono sempre più strettamente legati. In uno scenario segnato da instabilità geopolitica, trasformazione digitale e diffusione dell’intelligenza artificiale, le imprese italiane sono chiamate a ripensare processi, organizzazione e competenze per mantenere la propria competitività. Nonostante le incertezze, prevale un atteggiamento orientato alla crescita: le aziende continuano a investire, accelerano sulla digitalizzazione e individuano nelle persone e nelle nuove competenze il principale fattore di sviluppo. È il quadro che emerge da una ricerca realizzata da Ey Private in collaborazione con Swg.

Secondo l’indagine, il 78% delle aziende dichiara di aver superato gli shock degli ultimi anni senza conseguenze rilevanti oppure addirittura crescendo: il 47% afferma di aver assorbito la crisi senza perdite significative, mentre il 31% sostiene di essere riuscito a espandersi anche durante le fasi più difficili. Una resilienza che si traduce anche in fiducia per il futuro: il 63% degli imprenditori prevede un’evoluzione positiva della propria azienda nei prossimi cinque anni, pur a fronte di un giudizio molto più severo sul contesto economico nazionale e internazionale. Solo il 7% esprime infatti una valutazione positiva dell’economia italiana e appena il 3% di quella globale.

“L’indagine restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale che, pur operando in uno scenario complesso, continua a dimostrare grande capacità di adattamento e visione strategica”, sottolinea Massimo Meloni, Ey Italy private leader. “Il 78% delle imprese ha saputo gestire la crisi - che ha agito su costi, domanda e supply chain - senza perdite significative e il 31% è riuscito persino a crescere, a conferma di una resilienza concreta e diffusa”.

Per sostenere questa crescita le imprese non intendono rallentare gli investimenti. Le priorità si concentrano su tecnologie di produzione e rinnovo dei macchinari (58%), e su ricerca e sviluppo (49%). In parallelo, cresce l’attenzione verso l’intelligenza artificiale, con un numero sempre maggiore di imprese che pianifica investimenti superiori ai 500 mila euro. Oltre la metà delle imprese coinvolte nella ricerca ha già avviato o completato progetti di implementazione, soprattutto nell’analisi dei dati, nell’automazione dei processi amministrativi e nell’ottimizzazione della produzione. Per la maggior parte delle aziende, però, l’IA rappresenta soprattutto uno strumento per aumentare produttività ed efficienza più che una tecnologia destinata a rivoluzionare completamente il business. Restano aperte alcune criticità, dalla protezione dei dati e della proprietà intellettuale alla dipendenza dai fornitori tecnologici, mentre il 93% delle imprese sottolinea la necessità di investire nella formazione continua sulle nuove tecnologie.

La trasformazione digitale si intreccia con una crescente difficoltà nel reperire competenze. L’84% delle imprese è alla ricerca di personale, ma il 43% segnala un aumento delle difficoltà di assunzione rispetto al passato. Il problema principale riguarda la mancanza di competenze tecnico-operative, indicata dal 67% degli intervistati, seguita dallo scarso interesse per il lavoro in generale (48%) e dalle aspettative economiche considerate troppo elevate (40%). Di fronte a questo scenario, le aziende ritengono prioritaria la formazione manageriale: il 61% indica come strategico lo sviluppo di competenze digitali e legate all’intelligenza artificiale, insieme a leadership (51%) e pianificazione strategica (40%). L’instabilità geopolitica continua, intanto, a influenzare le strategie industriali. Gli effetti più rilevanti riguardano margini di profitto e domanda, entrambi indicati dal 60% delle imprese, oltre a logistica e approvvigionamento delle materie prime. Per rafforzare la resilienza, il 70% punta sulla digitalizzazione dei processi, il 61% sulla diversificazione dei mercati di sbocco e il 55% sull’efficientamento energetico, confermando come l’innovazione sia sempre più utilizzata anche come strumento di gestione del rischio. Accanto agli investimenti, cresce infine la richiesta di supporto strategico da parte delle imprese, con priorità su innovazione, Ict e intelligenza artificiale (59%), ma anche consulenza organizzativa (49%), managerializzazione (43%) e rafforzamento della governance, segnale di una trasformazione che riguarda non solo le tecnologie, ma anche i modelli organizzativi e la capacità di gestire il cambiamento.