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GPTZero: cos'è e come usare lo strumento che smaschera i testi IA

GPTZero: cos'è e come usare lo strumento che smaschera i testi IA

GPTZero è lo strumento più famoso utilizzato da chi intende provare a identificare i testi generati con l’IA e a controlla citazioni sospette, probabili frutto di “allucinazioni” dei chatbot: cos’è, come funziona e la procedura guidata per usarlo correttamente

4 minuti di lettura

GPTZero è uno strumento tra i più conosciuti e utilizzati per analizzare un testo e capire se potrebbe essere stato scritto con l’intelligenza artificiale.

Nato per rispondere a un’esigenza diventata piuttosto comune sia nelle scuole e nelle università sia nelle redazioni e negli ambienti di lavoro aziendali, questo strumento è capace di distinguere un contenuto scritto da una persona da un testo prodotto o rifinito da un modello AI come ChatGPT, Gemini, Claude o Copilot.

Va però precisato che GPTZero, esattamente come gli altri strumenti che svolgono la stessa funzione, non è una prova assoluta e non dovrebbe essere usato da solo per accusare uno studente o un collaboratore. Può invece adempiere bene al suo compito quando viene usato come strumento di controllo, perché è in grado di segnalare elementi sospetti e di mostrare dove il testo sembra più vicino alla scrittura artificiale, permettendo così di iniziare una verifica più razionale.

Cos’è GPTZero

GPTZero è un AI detector, cioè un servizio online che analizza testi e documenti al fine di stimare la probabilità che siano stati generati dall’intelligenza artificiale. Il sistema lavora a livello di documento generale, frase e parola, con evidenziazioni che consentono di capire quali sono le parti che più hanno attirato l’attenzione del modello di rilevamento.

Accanto al controllo sulla scrittura AI, GPTZero offre anche strumenti legati alle “allucinazioni”: si chiamano così perché l’AI produce qualcosa che sembra reale e plausibile, ma che in realtà non trova riscontro. È quindi un termine che rende bene l’idea di una percezione falsa, perché il modello, invece di verificare davvero una fonte, genera una risposta probabile sulla base dei dati e delle forme linguistiche che ha imparato.

Nel caso dei testi, quindi, l’allucinazione può essere una frase sbagliata detta con tono sicuro, mentre nel caso delle fonti può risultare ancora più insidiosa: l’AI può inventare un libro, attribuire un paper agli autori sbagliati, creare un DOI inesistente (seppur credibile), oppure citare un link che però non dimostra quello che il modello asserisce essere scritto.

Per spiegare meglio, basti pensare che a gennaio 2026 GPTZero ha pubblicato un’analisi su migliaia di paper accettati a NeurIPS 2025, sostenendo di aver trovato almeno 100 citazioni “allucinate” in lavori già approvati e presentati e che molte citazioni sospette avevano autori, titoli, URL o DOI inventati o combinati da fonti reali diverse.

Come funziona il rilevamento

Il rilevamento funziona in questo modo: GPTZero cerca nel testo segnali tipici della scrittura generata dai modelli linguistici. Tra questi segnali rientrano la prevedibilità delle frasi, la varietà della struttura e la presenza di uno stile troppo uniforme.

In termini tecnici si parla spesso di:

  • Perplexity: indica quanto un testo è prevedibile. Se le parole e le frasi seguono uno schema molto atteso, il sistema può considerarlo più vicino alla scrittura AI.
  • Burstiness: riguarda invece il ritmo. Nei testi umani, di solito, ci sono frasi più brevi, frasi più lunghe, cambi di tono, piccole irregolarità, mentre un testo AI tende spesso ad avere una struttura molto più piatta.

Questi parametri erano utilizzati nelle prime versioni di GPTZero, ma dall’autunno 2023 non determinano più la classificazione del testo, affidata a un’architettura di deep learning. Possono comunque comparire nell’interfaccia come informazioni aggiuntive sulle caratteristiche della scrittura.

Nessun rilevatore consente però di stabilire con certezza assoluta chi abbia scritto un testo. Anche un autore umano può scrivere in modo pulito e regolare e, allo stesso tempo, un testo generato dall’AI può essere rivisto a mano e sembrare più naturale. Molti modelli di rilevamento, infatti, hanno già rilevato l’impronta dell’AI in testi scritti al 100% da esseri umani e l’impronta umana in testi generati completamente dall’AI. Va detto, però, che GPTZero è uno dei modelli più affidabili per questo tipo di rilevamento, anche se deve essere usato più come campanello d’allarme che come prova definitiva.

Per quanto riguarda le allucinazioni, invece, GPTZero può esaminare le citazioni e le affermazioni verificabili, cercando riscontri online, accademici o pubblicamente disponibili. Se una fonte non viene trovata, oppure se alcuni elementi della citazione non coincidono, il sistema di rilevamento può segnalarla come sospetta, ma ciò non significa che sia automaticamente falsa.

Come usare GPTZero dal sito

Per usare GPTZero bisogna prima di tutto recarsi sul sito ufficiale, gptzero.me. Qui è possibile fare delle piccole verifiche fin da subito, ma continuando a operare sul sito, si chiederà di registrarsi, tramite e-mail o con il proprio account Google o altro account supportato. Si potrà optare per un piano in abbonamento oppure gratuito, che prevede però verifiche di testi con un numero di parole limitato.

La schermata dà due possibilità: verificare un testo scritto dall’AI e controllare le allucinazioni.

Per quanto riguarda la prima opzione, dopo aver inserito il testo, si avvia la scansione premendo sul pulsante dedicato. Il risultato mostrerà una stima della probabilità di contenuto AI, evidenziando le frasi più sospette. Per un controllo più utile, è preferibile analizzare testi abbastanza lunghi, perché un paragrafo breve o poche righe di testo possono generare risultati meno affidabili.

Lo strumento stima una probabilità di scrittura AI o umana per un testo
Lo strumento stima una probabilità di scrittura AI o umana per un testo 

Chi lavora direttamente sui file può caricare dei documenti invece di copiare e incollare, una modalità che torna molto utile a chi vuole effettuare controlli soprattutto su compiti scolastici, relazioni o tesi di laurea.

Come controllare le allucinazioni su GPTZero

Per verificare fonti e citazioni bisogna usare l’Hallucination Detector. A differenza della prima opzione, qui l’obiettivo è capire se le fonti reggono.

La procedura è comunque identica: si deve incollare il testo oppure si carica il documento, quindi si avvia la scansione e poi si osservano le segnalazioni.

La procedura per verificare le "allucinazioni" è la stessa
La procedura per verificare le "allucinazioni" è la stessa 

In pratica cerca frasi che contengono un fatto controllabile e poi prova ad abbinarle a fonti online, accademiche o pubbliche. Il risultato indica quindi se ha trovato fonti che supportano, discutono o contraddicono quella frase, invece di dire “vero” o “falso” in termini assoluti.

Ciò significa che GPTZero può aiutare a trovare fonti che supportano, contraddicono o mettono in discussione una frase, ma non sostituisce il controllo umano: la verifica finale resta dell’utente, soprattutto se il testo riguarda temi sensibili o molto aggiornati.

È disponibile anche l’estensione Chrome

GPTZero offre anche un’estensione per Chrome, disponibile sul Chrome Web Store con il nome GPTZero: AI Detection & Writing Replay. L’estensione permette di analizzare una pagina web con un clic e aggiunge funzioni specifiche per Google Docs, dove può mostrare report sul processo di scrittura, il rilevamento AI, i controlli sulle citazioni e gli strumenti di feedback. Per chi lavora spesso sui testi lunghi, può risultare una soluzione più pratica rispetto alla copia manuale del contenuto sul sito di GPTZero.