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Meno testosterone e più sentimenti. Così crescono "super indie" games

A metà strada fra le grandi produzioni e i progetti underground. Fatti da team di 10 o 20 persone, partono da idee innovative ma hanno alle spalle editori importanti. Iniziando da Unravel, nato fra i fiordi della Svezia, che racconta di legami affettivi e ricordi ormai sbiaditi
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FANNO a meno delle parole, per il timore che, dicendo troppo, si finirebbe per uccidere l’immaginazione. Quella di chi gioca e anche quella di chi il gioco lo ha creato. Lasciano invece raccontare le immagini, i suoni, la musica. Ma se il primo denominatore comune di questa nuova generazione di videogame sono i temi trattati, così personali da non avere nulla a che spartire con quel che in genere passa su console, ciò che la rende diversa è l’essere a metà…