Pokémon Go, i mostriciattoli sullo smartphone
Pokémon Go trasferisce il complicato universo dei mostriciattoli ideati nel 1996 dall’informatico giapponese Satoshi Tajiri sull’ecosistema degli smartphone. Le differenze con gli altri canali nei quali si è sviluppata la saga in vent’anni sono molte, il principio lo stesso: bisogna acciuffare quei simpatici mostriciattoli. Per farlo l’applicazione – che inizialmente avrebbe dovuto essere distribuita in Europa il 15 luglio ma arriverà con ritardo – sfrutta il sensore Gps e la realtà aumentata. In sostanza il nostro avatar si muove col nostro dispositivo, seguendoci nelle mappe, incrociando bestiole da catturare che possono essere visualizzate all’interno del contesto circostante, ma anche altri luoghi come i Poké Stop e le palestre. Già disponibile in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, Pokémon Go sta facendo impazzire il pubblico e ha creato clamorose aspettative anche nei mercati in cui dovrebbe arrivare, gratuito ma con acquisti in-app, su Apple e Android. Occhio al dispendio energetico della batteria fra geolocalizzazione e uso della fotocamera.