Libertà in rete, la geografia della censura
Il rapporto Freedom on the Net disegna un quadro oscuro: da sei anni la libertà sulla rete smotta, non riesce a migliorare. Col risultato che due utenti su tre, fra quelli che dispongono di una connessione, si trovano di fatto a navigare in Paesi che operano un qualche tipo di censura. Specialmente su contenuti religiosi, politici, legati a questioni sociali fortemente controllate. Fra i 65 Paesi messi sotto la lente dal think tank indipendente Freedom House solo in 17 nazioni i cittadini sono liberi di utilizzare la rete in tutte le sue potenzialità. In 28 stati gli utenti sono parzialmente liberi mentre in 20 la censura è totale. L'Italia è nel primo gruppo, si colloca all'11esima posizione assoluta con un risultato di 25 punti (dove 0 significa maggiore libertà e 100 minore libertà). Qui la mappa interattiva