Un'applicazione tutta nuova - sì, da Messenger a Pagine passando per Rooms cominciano a essere davvero tante - che ficca il naso nelle immagini della galleria del tuo smartphone, le raccoglie in base alla geolocalizzazione e riconosce gli amici immortalati (se sono ovviamente a loro volta presenti su Facebook) con lo stesso meccanismo che ci consiglia chi taggare quando ne pubblichiamo alcune sulla piattaforma. Infine, ci consente di condividere con loro, senza passare dall'app principale, le foto in questione raccolte in specifici album. Se non hanno ancora scaricato Moments, manda loro una notifica via Messenger. Fatto.
Facebook Moments, così gli album di foto si condividono con gli amici
Facebook Moments è disponibile per il download gratuito (iOS e Android) al momento solo negli Stati Uniti. Si tratta di un sistema di sincronizzazione delle immagini della galleria fotografica presente sul proprio smartphone con gli "amici" di Facebook grazie a geolocalizzazione e riconoscimento facciale. Se i contatti hanno installato l'app, le raccolte fotografiche saranno automaticamente aggiornate - si potranno insomma aprire degli album condivisi - altrimenti riceveranno una notifica via Messenger. Non è detto che la funzione non possa traslocare nell'applicazione principale: "Mi aspetto di imparare qualcosa da Moments che possa condurla all'interno di Facebook", ha detto a The Verge il product manager Will Ruben, "ma al momento ci interessa trovarle uno spazio autonomo. La condivisione su Moments è ifnatti diversa da quella effettuata tramite altre app: è più privata e diretta ad amici specifici".
Un diabolico intreccio che prende di petto una serie di servizi certo molto diversi fra loro ma che sulla condivisione delle immagini hanno costruito parte della loro fortuna - dal già citato Google Foto a Dropbox passando per Flickr e in fondo per i sistemi di Apple, iCloud e Photo Stream - e mette a segno tre risultati. Da una parte aumenta, almeno a una prima analisi, il livello di privacy: invece di perdere tempo a impostare i parametri sull'applicazione principale possiamo condividere le raccolte direttamente con gli amici, passando insomma per una strada alternativa. Dall'altra, tutto il funzionamento che abbiamo spiegato è di fatto automatico, quindi Moments si preannuncia come una di quelle applicazioni che risolvono problemi anziché sollevarne di nuovi: scansiona il rullino del telefono e bombarda i contatti via Messenger segnalando che sono presenti negli scatti di altri amici. Poi valorizza Messenger - un'app che Facebook vuole trasformare in qualcosa di diverso riempiendola di giochi, pagamenti e così via - come canale di comunicazione e autentica rete neurale fra i vari servizi che compongono il suo mondo. Infine fa in effetti qualcosa di utile, mettendo ordine fra i tanti fotografi che ormai documentano la nostra vita: esatto, gli amici.
Si parte, al solito, dagli Stati Uniti ma il movimento, non solo di Facebook, è iniziato. I colossi sembrano infatti aver riscoperto il valore delle immagini per gli utenti (solo sul social di Menlo Park condividiamo ogni giorno oltre due miliardi di scatti) ed aver messo a punto soluzioni più raffinate per consentire loro di farci qualcosa di più che archiviarle. È proprio il caso di Flickr, che poco tempo fa ha svelato nuovi strumenti per caricare e organizzare in maniera più intelligente il proprio archivio sul suo cloud o, appunto, Google Foto. Moments ci consentirà invece di sincronizzare in tempo reale le foto fatte con gli altri: una gita, una cena, un viaggio, un matrimonio, un concerto, tutte situazioni nelle quali di solito finiamo per spedirci immagini via WhatsApp, condividere taggandole su Facebook ma rendendole così visibili a (quasi) chiunque, o caricarle su Dropbox e simili per scambiarcele con un link. Adesso, se gli amici hanno l'applicazione, le vedranno automaticamente nella loro collezione. Altrimenti, saranno spronati a scaricarla tramite le notifiche via Messenger. Tutto questo, però, non sarà possibile, almeno non a breve, in Europa, dove il nuovo servizio non è visto di buon occhio: "I regolatori ci hanno detto che dobbiamo offrire la scelta di abilitare (il riconoscimento facciale), e al momento non abbiamo questa opzione", ha spiegato, secondo il Wall Street Journal, Richard Allan, a capo dell'European policy di Facebook. Il riconoscimento facciale è usato da Facebook anche per taggare le foto pubblicate sul social network, ma in Europa già dal 2012 la società di Mark Zuckerberg ha disabilitato questa funzione per venire incontro alle preoccupazioni espresse dalle autorità per la privacy.
A mettere a punto Moments è stato il Facebook Creative Labs Division che "come in diversi altri ambiti - ha commentato il sito The Verge - ha tentato di fare meglio ciò che gli altri avevano già provato". Nessuno, questo il punto, aveva però un "parco amici" tanto elevato da rendere la condivisione privata così semplice. Né tantomeno quelle nuove tecnologie di riconoscimento facciale, su cui Menlo Park ha molto investito negli ultimi anni a partire da DeepFace affidato al guru Yann LeCun, che iniziano dunque a dare i propri frutti e a consentire nuove opportunità di interazione fra applicazioni.