Millennials in cerca di identità, in mostra i tweet sul senso di sé
Per sei mesi, 75 giovani americani tra i 25 e i 35 anni, provenienti da Stati Uniti e Canada, hanno condiviso momenti di vita quotidiana attraverso smartphone, pc e tablet. Niente di strano per i cosiddetti millennials, i nati tra gli anni Ottanta e Novanta, abituati a comunicare con social network, selfie e tweet. Ma questa volta qualcosa di diverso ha condotto le loro conversazioni digitali: la ricerca di sé. Un percorso per allontanarsi dalle identità fittizie che si costruiscono in rete e scoprire sé stessi, stimolati dai testi provocatori di don Luigi Giussani. E proprio gli scritti del sacerdote italiano, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, sono stati il filo conduttore delle domande esistenziali di questi giovani americani. L'iniziativa, chiamata "Millennial Project", si è poi concretizzata in una mostra, "I am exceptional: millennial experience", che espone le videochiamate, i post e i tweet scambiati tra i millennials e che sarà visibile all'interno del meeting di Rimini fino al 26 agosto