Da San Pietro a San Patrizio, il presepe inaugurato alla vigilia del Giubileo
CITTA' DEL VATICANO – Dalla rinascimentale piazza San Pietro alla neogotica cattedrale di San Patrizio di New York. E' l'ideale viaggio giubilare che ha “portato” l'artistico presepe ispirato ai Sassi della città di Matera, realizzato per la prima volta nel 2012 davanti alla basilica di San Pietro, nella più importante chiesa cattolica newyorkese. L'opera – realizzata dal maestro Franco Artese – sarà inaugurata questa sera, alla vigilia dell'apertura ufficiale del Giubileo della Misericordia da parte di papa Francesco, e resterà esposto fino al 6 gennaio prossimo. Il presepe – già lungamente ammirato dai tanti pellegrini che si recarono in piazza San Pietro durante le festività natalizie del 2012 – con I classici personaggi della Natività, ricalca nelle forme estetiche e nei complessi architettonici, l'antico paesaggio della terra lucana con al centro il caratteristico territorio dei Sassi di Matera, dichiarata dall'Unesco patrimonio Mondiale dell’Umanità e Capitale Europea della Cultura nel 2019.
“Il mio primo presepe lo realizzai a Grassano nel 1976. Da allora sono passati circa 35 anni. Poi, dal 1980 – racconta il maestro Franco Artese - ho iniziato a portare il presepe lucano sia in Italia che all’estero, prima Roma, poi New York, Washington, Parigi, Betlemme, tante altre località per arrivare infine a realizzare il sogno della mia vita e portare il mio Presepe in Piazza San Pietro, per il Natale 2012 – Anno della fede, quale omaggio a Benedetto XVI”. Ed ora nuova tappa a New York nella suggestiva cattedrale di San Patrizio e in occasione del Giubileo di papa Francesco. “Credo che un presepe a New York – confida il maestro - possa servire a rinsaldare il legame con le proprie origini anche per le tante generazioni figlie di quella comunità italiana emigrata a New York tanti anni fa in cerca di un futuro migliore. Ed è proprio a quella comunità che ho voluto dedicare uno spazio nel mio presepe, e a cui va il mio rispettoso omaggio” di ORAZIO LA ROCCA (foto di Margaret Balboni)