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L'arrivo in Vaticano di Francesca Immacolata Chaouqui   (lapresse)

Vatileaks2, udienze slittano a data da destinarsi. Il cardinale Parolin tra i testimoni

In Vaticano monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Chaouqui che si è dichiarata innocente. Ammesse le testimonianze del segretario di Stato e Santos Abril y Castellò, presidente Commissione Ior. Nuzzi porterà l'ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli. Fittipaldi non porta testimoni. Disposta perizia informatica
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CITTA' DEL VATICANO - Si allungano i tempi del processo Vatileaks due. La decisione di affidare perizie sui supporti elettronici nei quali sono state conservate (e forse in parte cancellate, secondo l'avvocatessa Laura Sgrò) le conversazioni tra monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, la cui acquisizione è stata chiesta dalle difese di entrambi, ha determinato infatti un rinvio a data da destrinarsi della prossima udienza del processo. Non solo: la prossima udienza si terrà a porte chiuse per consentire al Tribunale di prendere visione della totalità delle trascrizioni delle conversazioni - mail, chat e sms - tra i due (sulla cui natura intima fanno fede alcune recenti anticipazioni giornalistiche) per valutare quali sono pertinenti con il processo e quindi da mettere agli atti.

L'udienza odierna è durata un paio d'ore. Iniziata alle 9:42, non è entrata nella fase dibattimentale ma si è limit…
CITTA' DEL VATICANO - Si allungano i tempi del processo Vatileaks due. La decisione di affidare perizie sui supporti elettronici nei quali sono state conservate (e forse in parte cancellate, secondo l'avvocatessa Laura Sgrò) le conversazioni tra monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, la cui acquisizione è stata chiesta dalle difese di entrambi, ha determinato infatti un rinvio a data da destrinarsi della prossima udienza del processo. Non solo: la prossima udienza si terrà a porte chiuse per consentire al Tribunale di prendere visione della totalità delle trascrizioni delle conversazioni - mail, chat e sms - tra i due (sulla cui natura intima fanno fede alcune recenti anticipazioni giornalistiche) per valutare quali sono pertinenti con il processo e quindi da mettere agli atti.

L'udienza odierna è durata un paio d'ore. Iniziata alle 9:42, non è entrata nella fase dibattimentale ma si è limitata all'esame delle eccezioni preliminari e delle richieste delle difese degli imputati, tutti e cinque presenti con i loro difensori. Le eccezioni prodotte, riguardanti la competenza giuridica territoriale del Tribunale del Vaticano, l'eventuale status di 'rifugiata politica in Italia' rivendicato da Francesca Immacolata Chaouqui e la richiesta di una perizia psicologica nei confronti di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda che ne dimostri la labilità psico-emotiva sono state respinte dalla Corte che alle 10:24 si è ritirata per deliberare e dopo un'ora di camera di Consiglio alle 11:25 si è espressa.

"Tutto viene spostato a data da definirsi. Devono fare una serie di controlli, non c'è stato alcun interrogatorio" ha confermato Fittipaldi uscendo dalla Città del Vaticano. In mattinata il giornalista Gianluigi Nuzzi, autore del libro Via Crucis, è entrato in Vaticano dall'ingresso di via del Perugino, a piedi. Poco dopo, dallo stesso ingresso, è entrato in motorino l'autore del libro Avarizia, Emiliano Fittipaldi, indagato per lo stesso motivo. Nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni.

Accusati, in concorso con l'ex collaboratore Nicola Maio, di aver passato le carte segrete della Commissione ai giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, coimputati nel processo, oggi erano previste le testimonianze dei due ex componenti della Commissione Cosea sulle strutture finanziarie vaticane, monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui. Arrivata a piedi, dopo le 9:30, e subito circondata dalle troupe televisive, Chaouqui si è dichiarata innocente, affermando di non aver passato le carte incriminate e dicendosi tranquilla sia per il processo vaticano che per quello aperto a Roma.

Sono stati accolti tutti i 12 testimoni richiesti dai cinque imputati del processo, anche quelli contestati dal promotore di giustizia. Saranno quindi sentiti i cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato, e Santos Abril y Castellò, presidente della Commissione Ior, richiesti dall'imputata Francesca Chaouqui, insieme a l'elemosiniere mons. Konrad Krajewski, mons. Paolo Lojudice, Lucia Ercoli e padre Vittorio Trani. Mons.Vallejo Balda ha citato in aula Mario Benotti, ex responsabile di Rai International ed ex funzionario del Governo, ora autosospesosi, indagato nell'inchiesta della Procura di Terni confluita a Roma; Nicola Maio ha citato mons. Alfredo Abbondi della Prefettura economica. Nuzzi porterà l'ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, Paolo Mondani e i librai Marco Bernardi e Paola Brazzale. Fittipaldi non porta testimoni. Disposta anche una perizia informatica.

La richiesta di una perizia psicologica su monsignor Vallejo Balda, avanzata oggi dalla sua difesa, è stata respinta dal Tribunale Vaticano. Secondo l'accusa questo tipo di periza non è ammissibile perchè attiene alla personalità dell'imputato (sulla quale potranno però esprimersi i giudici) e non alla sua imputabilità che secondo le leggi vigenti in Vaticano (ma anche in Italia, è stato detto dal pm) può essere verificata solo da una perizia psichiatrica. Il Tribunale - dopo un'ora esatta di camera di consiglio sulle diverse richieste ed eccezioni - ha ammesso però l'acquisizione di una precedente perizia psichiatrica cui lo stesso monsignor Balda si era sottoposto prima del processo e che si trova conservata nella sua abitazione, dove la Gendarmeria Vaticana si recherà a prenderla perchè sia messa agli atti.

SPECIALE GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

La scorsa settimana il dibattimento era stato aggiornato in seguito alla decisione di Chaouqui di nominare un nuovo avvocato ad oggi, alla vigilia del Giubileo della misericordia.

Il Vaticano rivendica la validità e la serietà del proprio processo penale, replicando alle "osservazioni inappropriate" o a volte "del tutto ingiustificate" sul funzionamento del sistema giudiziario d'Oltretevere. "Anzitutto - spiega padre Federico Lombardi - bisogna ricordare che nello Stato della Città del Vaticano vige un sistema giudiziario proprio, del tutto autonomo e separato da quello italiano, dotato dei propri organi giudiziari per i diversi gradi di giudizio e della necessaria legislazione in materia penale e di procedura penale". In esso "esistono tutte le garanzie processuali caratteristiche dei più evoluti ordinamenti contemporanei".

Infatti "sono previsti e pienamente attuati tutti i principi fondamentali, quali la precostituzione per legge del giudice naturale, la presunzione d'innocenza, la necessità di una difesa tecnica (tramite avvocati di fiducia o d'ufficio), la libertà del collegio giudicante di formarsi una convinzione sulla base delle prove, in un dibattimento pubblico e nel contraddittorio tra accusa e difesa, sino alla emanazione di una sentenza che deve essere motivata e che può essere impugnata sia con l'appello sia poi con il ricorso per cassazione". Più di recente, "è stato anche espressamente introdotto nell'ordinamento vaticano il diritto al giusto processo ed entro un termine ragionevole".

Il portavoce vaticano sottolinea che "le persone incaricate della funzione giurisdizionale, sia inquirente che giudicante, vengono poi selezionate tramite cooptazione, non potendo essere reclutate mediante un concorso pubblico tra i cittadini dello Stato, come normalmente avviene presso gli altri Stati". Esse "vengono così selezionate tra professionisti di altissimo livello, già di consolidata esperienza e di fama riconosciuta (come il curriculum di ciascuno di essi, facilmente reperibile su internet, attesta). Sono infatti tutti professori universitari in Università italiane".

Quanto agli avvocati, quelli iscritti all'Albo vaticano, infine, sono "qualificati non solo presso i tribunali della Chiesa e della Santa Sede, ma anche presso i tribunali italiani, essendo tutti iscritti nei rispettivi consigli dell'Ordine degli avvocati italiani". E sono anche in possesso di una seconda laurea in diritto canonico e di un ulteriore diploma di specializzazione triennale conseguito presso il Tribunale rotale. Sono quindi "professionisti che, oltre ad avere l'abilitazione richiesta per il patrocinio in Italia, possiedono anche conoscenze ulteriori che li rendono adatti al patrocinio in un ordinamento in cui è necessario conoscere il diritto canonico".