CITTA' DEL VATICANO - Le spoglie del santo patrono protettore di tutte le Russie, San Nicola di Bari, potrebbero essere traslate a Mosca ed esposte alla venerazione dei fedeli ortodossi. Da Bari - dove riposa di circa un millennio - il corpo di San Nicola, secondo quando scrivono nel loro sito sanfrancesco.org i frati del Sacro Convento di Assisi, su decisione di papa Francesco potrebbe "prossimamente" essere trasportato nella capitale dell'ex Urss "come gesto di omaggio e di amore fraterno col patriarcato ortodosso russo". Nell'anticipazione del sito francescano diretto da padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, si sostiene che l'annuncio della traslazione di San Nicola di Bari potrebbe arrivare all'indomani dello storico primo incontro a Cuba tra papa Francesco e il patriarca ortodosso Kirill.
Come San Pio da Pietrelcina. Nella loro anticipazione, i frati di Assisi tracciano anche un singolare parallelo tra la traslazione a Roma dei giorni scorsi delle spoglie di S. Pio da Pietrelcina e quella ipotizzata di San Nicola di Bari a Mosca. "La decisione di traslare a Roma il corpo del frate cappuccino - si legge nel sito francescano - è stata presa da papa Bergoglio in persona che ha voluto questo evento in preparazione al mercoledì delle ceneri dell'Anno Santo. Perché? Francesco ha spiegato che "la presenza delle spoglie di San Pio sarà un segno prezioso per tutti i missionari e i sacerdoti, i quali troveranno forza e sostegno per la propria missione nel suo esempio mirabile di confessore infaticabile, accogliente e paziente, autentico testimone della misericordia del Padre". La traslazione delle spoglie di san Nicola in Russia, ragionano al Sacro Convento (dove da sempre hanno una particolare venerazione per lo stesso San Nicola al quale è dedicata una frequentatissima Cappella affrescata da Giotto), potrebbe con altrettanta forza favorire il dialogo e la ripresa dei rapporti "con i fratelli ortodossi", specialmente dopo l'incontro papa-Kirill.
"In Puglia da sempre, oltre a San Pio, sono custodite le reliquie di quello che è universalmente il Santo più venerato da parte dei russi e degli ortodossi: San Nicola da Bari. Da quasi 1000 anni - ricordano i francescani di Assisi - la città di Bari rappresenta la principale destinazione dei pellegrini ortodossi. Da tantissime città e villaggi della Russia un flusso continuo di credenti arriva a Bari nella speranza di toccare la tomba nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Bari divenne famosa in tutto il mondo cristiano proprio dopo l'avvenuta traslazione delle ossa del Santo di Myra a Bari ( 8 maggio 1087 ). Qui l'attuale Presidente Putin si recò nel 2007. Da quell'anno parte della chiesa russa di Bari, dove si venera San Nicola protettore di tutte le Russie, venne ceduta alla Federazione russa che a sua volta l'affidò agli ortodossi del Patriarcato di Mosca".
Storico incontro a Cuba." L'incontro fra Papa Francesco e il Patriarca Kirill - ragionano al Sacro Convento - è ormai impresso nella storia ma ciò che rimarrà per sempre nell'immaginario collettivo dei fedeli cristiani e ortodossi sarà proprio la limpida unione fra le due Chiese. Un riavvicinamento partito dalla Sacra Sindone, veneratissima anche dagli ortodossi, ma che sarà suggellato sotto la venerazione delle reliquie di San Nicola". "Secondo i ben informati - assicurano al Sacro Convento di Assisi - dopo questo incontro il corpo del santo sarà esposto, traslato a Mosca in quello che è considerato il posto dove l'amore e la venerazione verso San Nicola raggiunge vette estreme". Una venerazione che ha radici millenarie. Essendo stato uno dei più attivi partecipanti del Primo Concilio Universale svoltosi a Nicea nel 325, San Nicola consolidò i dogmi della religione ortodossa e condannò l'eresia dell'arianesimo difendendo la fede cristiana. E' quindi - sostiene il sito diretto da padre Enzo Fortunato - una figura straordinariamente importante sia per gli ortodossi, sia per i cristiani. Ricordiamo come Papa Ratzinger (il più grande Papa teologo degli ultimi secoli) proprio nel 2007 a proposito del Concilio Universale di Nicea affermò: "Per noi cristiani è realmente il fondamento della nostra fede, di fatto noi confessiamo la fede formulata a Nicea...". Quel "noi cristiani" era sicuramente rivolto all'unione dei cristiani, siano essi cattolici che ortodossi.
L'attenzione di Benedetto XVI. La vicinanza di Papa Ratzinger ai fratelli ortodossi si manifesta nuovamente pochi anni dopo. Fu proprio papa Ratzinger a donare al futuro patriarca Kirill (eletto nel 2009) un calice, "pegno del desiderio di giungere presto alla piena comunione". Ma i segni contraddistinti da una preziosa coincidenza provvidenziale - a parere dei francescani - non terminano qui. Come dimenticare la Cappella di San Nicola custodita da Assisi? Un gioiello giottesco e un'autentica primizia del linguaggio figurativo e spirituale della nascente cultura europea. San Nicola e San Francesco uniti ad Assisi. " La Sacra Sindone, San Pio, Francesco e San Nicola. Da qui riparte - è l'auspicio dei custodi del corpo di San Francesco d'Assisi - l'unione della Chiesa di Cristo con l'intercessione della Mamma Celeste (la Madonna che scioglie i nodi) tanto cara a Papa Francesco". Infine un ultimo auspicio lanciato dai francescani di Assisi: che questo incontro storico non funga solo da avvicinamento fra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, ma soprattutto rappresenti la chiusura dell'apocalisse geopolitica che ha avuto il suo zenith con la crisi della baia dei Porci (Cuba, 1961). "Cuba - nota padre Fortunato - che da isola ora è diventata ponte che unirà la Chiesa universale".
Come San Pio da Pietrelcina. Nella loro anticipazione, i frati di Assisi tracciano anche un singolare parallelo tra la traslazione a Roma dei giorni scorsi delle spoglie di S. Pio da Pietrelcina e quella ipotizzata di San Nicola di Bari a Mosca. "La decisione di traslare a Roma il corpo del frate cappuccino - si legge nel sito francescano - è stata presa da papa Bergoglio in persona che ha voluto questo evento in preparazione al mercoledì delle ceneri dell'Anno Santo. Perché? Francesco ha spiegato che "la presenza delle spoglie di San Pio sarà un segno prezioso per tutti i missionari e i sacerdoti, i quali troveranno forza e sostegno per la propria missione nel suo esempio mirabile di confessore infaticabile, accogliente e paziente, autentico testimone della misericordia del Padre". La traslazione delle spoglie di san Nicola in Russia, ragionano al Sacro Convento (dove da sempre hanno una particolare venerazione per lo stesso San Nicola al quale è dedicata una frequentatissima Cappella affrescata da Giotto), potrebbe con altrettanta forza favorire il dialogo e la ripresa dei rapporti "con i fratelli ortodossi", specialmente dopo l'incontro papa-Kirill.
"In Puglia da sempre, oltre a San Pio, sono custodite le reliquie di quello che è universalmente il Santo più venerato da parte dei russi e degli ortodossi: San Nicola da Bari. Da quasi 1000 anni - ricordano i francescani di Assisi - la città di Bari rappresenta la principale destinazione dei pellegrini ortodossi. Da tantissime città e villaggi della Russia un flusso continuo di credenti arriva a Bari nella speranza di toccare la tomba nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Bari divenne famosa in tutto il mondo cristiano proprio dopo l'avvenuta traslazione delle ossa del Santo di Myra a Bari ( 8 maggio 1087 ). Qui l'attuale Presidente Putin si recò nel 2007. Da quell'anno parte della chiesa russa di Bari, dove si venera San Nicola protettore di tutte le Russie, venne ceduta alla Federazione russa che a sua volta l'affidò agli ortodossi del Patriarcato di Mosca".
Storico incontro a Cuba." L'incontro fra Papa Francesco e il Patriarca Kirill - ragionano al Sacro Convento - è ormai impresso nella storia ma ciò che rimarrà per sempre nell'immaginario collettivo dei fedeli cristiani e ortodossi sarà proprio la limpida unione fra le due Chiese. Un riavvicinamento partito dalla Sacra Sindone, veneratissima anche dagli ortodossi, ma che sarà suggellato sotto la venerazione delle reliquie di San Nicola". "Secondo i ben informati - assicurano al Sacro Convento di Assisi - dopo questo incontro il corpo del santo sarà esposto, traslato a Mosca in quello che è considerato il posto dove l'amore e la venerazione verso San Nicola raggiunge vette estreme". Una venerazione che ha radici millenarie. Essendo stato uno dei più attivi partecipanti del Primo Concilio Universale svoltosi a Nicea nel 325, San Nicola consolidò i dogmi della religione ortodossa e condannò l'eresia dell'arianesimo difendendo la fede cristiana. E' quindi - sostiene il sito diretto da padre Enzo Fortunato - una figura straordinariamente importante sia per gli ortodossi, sia per i cristiani. Ricordiamo come Papa Ratzinger (il più grande Papa teologo degli ultimi secoli) proprio nel 2007 a proposito del Concilio Universale di Nicea affermò: "Per noi cristiani è realmente il fondamento della nostra fede, di fatto noi confessiamo la fede formulata a Nicea...". Quel "noi cristiani" era sicuramente rivolto all'unione dei cristiani, siano essi cattolici che ortodossi.
L'attenzione di Benedetto XVI. La vicinanza di Papa Ratzinger ai fratelli ortodossi si manifesta nuovamente pochi anni dopo. Fu proprio papa Ratzinger a donare al futuro patriarca Kirill (eletto nel 2009) un calice, "pegno del desiderio di giungere presto alla piena comunione". Ma i segni contraddistinti da una preziosa coincidenza provvidenziale - a parere dei francescani - non terminano qui. Come dimenticare la Cappella di San Nicola custodita da Assisi? Un gioiello giottesco e un'autentica primizia del linguaggio figurativo e spirituale della nascente cultura europea. San Nicola e San Francesco uniti ad Assisi. " La Sacra Sindone, San Pio, Francesco e San Nicola. Da qui riparte - è l'auspicio dei custodi del corpo di San Francesco d'Assisi - l'unione della Chiesa di Cristo con l'intercessione della Mamma Celeste (la Madonna che scioglie i nodi) tanto cara a Papa Francesco". Infine un ultimo auspicio lanciato dai francescani di Assisi: che questo incontro storico non funga solo da avvicinamento fra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, ma soprattutto rappresenti la chiusura dell'apocalisse geopolitica che ha avuto il suo zenith con la crisi della baia dei Porci (Cuba, 1961). "Cuba - nota padre Fortunato - che da isola ora è diventata ponte che unirà la Chiesa universale".