Pedofilia, legge del Papa contro i vescovi negligenti: saranno rimossi
Con un testo di 5 articoli, il Pontefice stabilisce che tra le 'cause gravi' già previste per la rimozione dall'ufficio ecclesiastico va compresa anche la negligenza rispetto ai casi di abusi sessuali
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CITTA' DEL VATICANO - Il Papa, nel giorno in cui ha approvato un nuovo Dicastero per "i laici, la famiglia e la vita", ha varato una legge "motu proprio", che si annuncia molto dura sulla pedofilia nella Chiesa.
Il provvedimento è "contro i vescovi negligenti", e chiaramente risponde alle critiche sul fatto che a molti casi scoperti di pedofilia si accompagnano le denunce contro l'autorità ecclesiastica colpevole di non aver saputo o voluto vedere, anche di fronte a racconti e notizie circostanziate. E, spesso, anche di aver coperto i crimini.
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I vescovi negligenti saranno rimossi dal loro incarico. Il Pontefice stabilisce che tra le 'cause gravi' che il Diritto Canonico già prevede per la rimozione dall'ufficio ecclesiastico (di vescovi, eparchi o superiori maggiori), va compresa anche la negligenza rispetto ai casi di abusi sessuali. Nel mirino del provvedimento, ci sono i presuli che abbiano "posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri, sia che si tratti di persone fisiche, sia che morale, spirituale o patrimoniale".
Nel testo, composto di 5 articoli, si prevede che, qualora gli indizi appaiano seri, la Congregazione dei vescovi potrà iniziare un'indagine che potrà concludersi con il decreto di rimozione. La decisione dovrà comunque sempre essere sottomessa all'approvazione del Pontefice, che sarà aiutato da uno specifico collegio. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ha precisato che "si può prevedere che sarà composto da cardinali e vescovi".
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"Il compito di protezione e di cura spetta alla Chiesa tutta, ma è specialmente attraverso i suoi Pastori che esso deve essere esercitato", scrive papa Francesco, sottolineando la responsabilità dei Vescovi diocesani - degli Eparchi così come dei Superiori Maggiori di Istituti Religiosi e delle Società di vita apostolica di diritto pontificio - ad "impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate".