Vatileaks, le difese chiedono l'assoluzione: "Chaouqui non è una Mata Hari"
Francesca Immacolata Caouqui
Dopo le arringhe dei legali degli imputati, ci saranno le repliche e infine la Camera di Consiglio che, prevede il portavoce vaticano padre Lombardi, "sara' lunga". Per giovedì è attesa la sentenza
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CITTA' DEL VATICANO - Vatileaks alle battute finali. Il processo per il trafugamento di documenti riservati in Vaticano sta per volgere al termine. Il verdetto, con tutta probabilità, giovedì. Mercoledì parleranno gli ultimi avvocati della difesa. I promotori di giustizia del Tribunale del Vaticano, il 4 luglio, avevano chiesto l'assoluzione del giornalista Emiliano Fittipaldi, e la condanna di tutti gli altri imputati del processo: 3 anni e 9 mesi per Francesca Immacolata Chaouqui, 3 anni e un mese per monsignor Vallejo Balda, un anno e 9 mesi per l'ex funzionario vaticano Nicola Maio e un anno (con la condizionale) per il giornalista Gianluigi Nuzzi. Chaouqui anche oggi si è presentata al Tribunale vaticano col piccolo figlio Pietro Elijah Antonio, nato il 14 giugno scorso, tenuto poi non in aula ma nella vicina saletta d'attesa dei testimoni dal marito della donna, Corrado Lanino.
I due giornalisti Nuzzi e Fittipaldi sono autori, rispettivamente, di 'Via Crucis' e 'Avarizia', e rispondono solo del concorso nella divulgazione.
"Oggi - fa sapere il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi - presso l'Aula del Tribunale, si è continuata la fase conclusiva del processo in corso per la divulgazione di notizie e documenti riservati. Erano presenti, oltre al collegio giudicante (Giuseppe Dalla Torre, Piero Antonio Bonnet, Paolo Papanti-Pellettier e Venerando Marano) e al Promotore di Giustizia (Gian Piero Milano e Roberto Zannotti), gli imputati: Lucio Angel Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui e Nicola Maio, mentre erano assenti gli imputati Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Erano presenti tutti e cinque gli avvocati: Emanuela Bellardini, Laura Sgrò, Rita Claudia Baffioni, Lucia Teresa Musso e Roberto Palombi".
"L'udienza - fa sapere ancora Lombardi - è stata dedicata all'arringa dell'avvocata Emanuela Bellardini, per la difesa dell'imputato Vallejo Balda, che si è conclusa con la richiesta di assoluzione da tutte le imputazioni".
Parte dell'arringa l'avvocata Bellardini l'ha dedicata al rapporto tra il suo assistito e la signora Francesca Immacolata Choauqui, che ha definito di "soggezione individuale". "Il sacerdote - ha detto - era ossessionato dal rischio che si rivelassero particolari della sua vita privata". E si sentiva minacciato dalla Chaouqui. In merito l'avvocata ha letto un messaggino nel quale la signora Chaouqui ha scritto al prelato spagnolo: "ascoltami bene, verme: conti meno di zero", e poi lo appella con parole offensive che riguardavano presunti costumi sessuali del monsignore. Per la Bellardini un simile linguaggio esclude che vi fosse in atto un'associazione a delinquere, ma piuttosto descrive un clima di soggezione.
Quanto al reato di diffusione di documenti riservati, "le carte finite nei libri di Nuzzi e Fittipaldi - ha sottolineato l'avvocata Bellardini - erano in gran parte già state pubblicate da alcuni quotidiani". Da parte sua, ha aggiunto, "Vallejo Balda ha ammesso di aver consegnato documenti, ha collaborato con la giustizia e non si è mai tirato indietro".
"È quindi seguita l'arringa dell'avvocato Laura Sgrò, per la difesa dell'imputato Francesca Immacolata Chaouqui, che si è conclusa con la domanda di assoluzione con la formula più ampia da tutti i capi di imputazione". "Gli interventi degli altri avvocati difensori - fa sapere ancora Lombardi - continueranno mercoledì pomeriggio, alle 15.30".
Il legale della Chaouqui, Laura Sgrò, ha sostenuto che la sua cliente è stata massacrata dalla stampa, mentre come imputata "va assolta o condannata sui fatti". "Le si è data colpa di tutto l'immaginabile, ma è solo una donna scomoda, che parla quando deve stare zitta". "Solo perchè è antipatica la si può condannare?", ha chiesto ai giudici l'avvocata che, simmetricamente a quanto aveva fatto la Bellardini, si è poi soffermata sul rapporto con Balda, descritto come assai più astuto di quanto appaia nel processo. "La Gendarmeria - ha detto - gli ha trovato un telefono nelle mutande".
Secondo la Sgrò, Francesca Immacolata Chaouqui non ha commesso reati: i documenti Nuzzi li ha prelevati dalle mail di Balda che gli aveva fornito anche le password. Dunque, per lei i giudici dovrebbero sentenziare un'assoluzione con "la maggiore e più ampia formula liberatoria possibile".