Nella Costituzione Apostolica "Vultum Dei quaerere", pubblicata oggi, Francesco ricorda a suore e religiose di clausura i pericoli che l'utilizzo del web e dei social media può portare alla vocazione abbracciata. "Nella nostra società - scrive Francesco - la cultura digitale influisce in modo decisivo nella formazione del pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità contemplative. Certamente questi mezzi possono essere strumenti utili per la formazione e la comunicazione, ma vi esorto a un prudente discernimento affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessari".
Non è facile per gli isituti di clausura trovare il giusto equilibrio fra una vita consacrata alla preghiera e a Dio e il mondo fuori di essa. Spesso diversi istituti mettono delle regole per far sì che l'uso del web non diventi predominante nel corso delle giornate. Ad esempio, non tutte le suore hanno accesso a Internet e, in ogni caso, questo accesso è consentito da un unico computer e soltanto in alcune ore del giorno. E ancora, a volte, le suore possono accedere a Internet in tandem, per evitare che una religiosa si trovi da sola davanti ad uno strumento che può anche distrarre dallastessa missione.
Fra le novità più significative introdotte dalla nuova costituzione apostolica "Vultum Dei quaerere" c'è anche il paragrafo dedicato al "reclutamento" frettoloso di candidate dall'estero. Un fenomeno che ha visto negli anni scorsi molte ragazze nate per lo più in Paesi poveri essere invitate ad aderire alla vita religiosa non sempre attraverso un adeguato percorso vocazionale, al fine di garantire un ricambio di forze.
C'è il Papa, suore di clausura in delirio. Il cardinale: "Sorelle, tenimmo che ffa'"
Suore di clausura contro la Littizzetto: ''Ma quali represse, aggiorna il tuo immaginario''
Le monache di clausura di Napoli, protagoniste dell'assalto a Papa Francesco diventato virale in tutto il mondo, rompono il loro silenzio e utilizzano un post di Facebook per rispondere a Luciana Littizzetto che, durante il monologo a "Che tempo che fa su Rai3, le aveva definite "represse". Le suore dell'ormai celebre "Monastero Clarisse Cappuccine Napoli" scrivono così sul loro profilo: "Ci dispiace che la sig. Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le "represse" monache di clausura stessero aspettando il Papa per abbracciare un uomo... probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini...se avessimo voluto... Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?????"
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