✕
(ansa)

Il Cairo, 30mila alla messa del Papa: "L'unico estremismo sia la carità". Media egiziani: "Con Al-Sisi ha parlato di Regeni"

Ultimo giorno della visita di Francesco in Egitto. "Dio gradisce solo la fede professata con la vita. Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio". Per ora, la Santa Sede non conferma e non smentisce l'interessamento sul caso del ricercatore italiano ucciso
2 minuti di lettura
IL CAIRO - "Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perché l'unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui!". Con queste parole, pronunciate durante la Messa nello stadio dell'Aeronautica del Cairo, papa Francesco ha iniziato la seconda e ultima giornata del suo viaggio in Egitto. "Per Dio è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!". Ha aggiunto. "Non serve curare l'apparenza, perché Dio guarda l'anima e il cuore e detesta l'ipocrisia".

Resta intanto l'incertezza in merito all'incontro di ieri mattina avvenuto fra lo stesso Pontefice e il presidente egiziano Al-Sisi. Secondo alcune fonti egiziane, infatti, il Papa avrebbe accennato al presidente di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto in Egitto. Ma al momento conferme da parte della Santa Sede non ve ne sono. Ancora ie…
IL CAIRO - "Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perché l'unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui!". Con queste parole, pronunciate durante la Messa nello stadio dell'Aeronautica del Cairo, papa Francesco ha iniziato la seconda e ultima giornata del suo viaggio in Egitto. "Per Dio è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!". Ha aggiunto. "Non serve curare l'apparenza, perché Dio guarda l'anima e il cuore e detesta l'ipocrisia".

Resta intanto l'incertezza in merito all'incontro di ieri mattina avvenuto fra lo stesso Pontefice e il presidente egiziano Al-Sisi. Secondo alcune fonti egiziane, infatti, il Papa avrebbe accennato al presidente di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto in Egitto. Ma al momento conferme da parte della Santa Sede non ve ne sono. Ancora ieri, infatti, il portavoce vaticano Greg Burke aveva risposto semplicemente ricordando che "l'incontro fra il Papa e Al-Sisi è stato strettamente privato". Parole che comunque non hanno del tutto smentito una notizia che invece alcuni media egiziani sono più propensi a confermare. Sull'episodio è intervenuto il portavoce della presidenza egiziana, ambasciatore Alaa Youssef, che ha sottolineato come nell'incontro non si sia parlato di Regeni. 

Di certo resta il fatto che, almeno indirettamente, nel discorso ufficiale con le autorità del Paese dopo l'incontro privato con Al-Sisi, il Papa non ha mancato di ricordare "le famiglie che piangono i loro figli e figlie" e di rivendicare "un rigoroso rispetto dei diritti umani". "Violenze che fanno soffrire ingiustamente tante famiglie - ha detto -, alcune delle quali sono qui presenti".

In ogni caso, anche se il caso Regeni resta di stretta competenza italiana, e dunque non spetta alla diplomazia vaticana né al Papa intervenire in merito, non è escluso che almeno in forma privata il Papa non ne abbia accennato con Al-Sisi.

Dopo la giornata di ieri dedicata anche al discorso all'Università Al-Azhar e alla visita al patriarca copto ortodosso Tawadros II, oggi Francesco conclude la sua visita in Egitto con una Messa nello stadio dell'Aeronautica, un pranzo in nunziatura con quindici vescovi copto cattolici e un di preghiera con il clero, i religiosi, le religiose e i seminaristi. In uno stadio blindato, Francesco recita una Messa alla quale partecipano anche doversi musulmani e copti ortodossi. Nell'omelia Francesco ha esortato tutti ad andare oltre i pregiudizi per riconoscere il vero volto di Dio: "Quante volte - ha detto - l'uomo si auto-paralizza, rifiutando di superare la propria idea di Dio, di un dio creato a immagine e somiglianza dell'uomo! Quante volte si dispera, rifiutando di credere che l'onnipotenza di Dio non è onnipotenza di forza, di autorità, ma è soltanto onnipotenza di amore, di perdono e di vita!". Davanti a circa 30mila persone riferendosi al passo evangelico, nella III Domenica di Pasqua, che parla dell'itinerario dei due discepoli di Emmaus che lasciarono Gerusalemme: "Un Vangelo che si può riassumere in tre parole: morte, risurrezione e vita". "I discepoli riconobbero Gesù 'nello spezzare il pane', nell'Eucaristia. Se noi non ci lasciamo spezzare il velo che offusca i nostri occhi, se non ci lasciamo spezzare l'indurimento del nostro cuore e dei nostri pregiudizi, non potremo mai riconoscere il volto di Dio", dice il Pontefice che ha esordito salutando in lingua araba: "Al Salamò Alaikum" ("la pace sia con voi").