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Biotestamento, l’alt di Ruini: “Così si apre all’eutanasia”

Il cardinale che 11 anni fa negò i funerali a Piergiorgio Welby ora critica la legge per il fine vita appena approvata dal Parlamento. "Un brutto giorno"
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Dice che per lui "non è un bel giorno, anzi decisamente brutto". Perché la legge sul testamento biologico "apre le porte all'eutanasia pur senza nominarla". Spiega che interpretare le parole di Francesco come un benestare alla legge è una forzatura: il riferimento è al messaggio in cui il Papa, un mese fa, aveva legittimato la sospensione delle cure se c'è accanimento terapeutico. E rivendica di aver fatto la cosa giusta, nel 2006, scegliendo di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby: "La volontà da lui espressa liberamente confliggeva con l'insegnamento della Chiesa". Dalla sua casa alle spalle del Vaticano, il cardinale Camillo Ruini segue ancora da vicino le vicende italiane, mostrando di avere le idee chiare.

Eminenza, "non è un bel giorno", scrive Avvenire commentando la legge. Perché?
"Anche per me si tratta di un giorno non bello, anzi decisamente brutto. I…
Dice che per lui "non è un bel giorno, anzi decisamente brutto". Perché la legge sul testamento biologico "apre le porte all'eutanasia pur senza nominarla". Spiega che interpretare le parole di Francesco come un benestare alla legge è una forzatura: il riferimento è al messaggio in cui il Papa, un mese fa, aveva legittimato la sospensione delle cure se c'è accanimento terapeutico. E rivendica di aver fatto la cosa giusta, nel 2006, scegliendo di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby: "La volontà da lui espressa liberamente confliggeva con l'insegnamento della Chiesa". Dalla sua casa alle spalle del Vaticano, il cardinale Camillo Ruini segue ancora da vicino le vicende italiane, mostrando di avere le idee chiare.

Eminenza, "non è un bel giorno", scrive Avvenire commentando la legge. Perché?
"Anche per me si tratta di un giorno non bello, anzi decisamente brutto. I motivi sono molteplici, ma vorrei chiarirne almeno uno che è di semplice buon senso: si tratta di "disposizioni anticipate", cioè di decisioni che una persona prende prima di trovarsi nella situazione per la quale decide. Spesso le prende quando è sana, sta bene, e una situazione di grave malattia e limitazione personale le appare insopportabile, o comunque inaccettabile. Ebbene, posso dire anche per esperienza personale che, quando ci troviamo concretamente in quelle situazioni, la nostra percezione di solito cambia, ci abituiamo a convivere con esse e speriamo, nonostante tutto, di poter continuare a farlo".

Cosa dovrebbe fare un medico cattolico di fronte a chi rifiuta le cure?
"Il medico, cattolico o anche non cattolico, conserva il diritto di non agire contro la propria coscienza, quindi di non operare per porre fine alla vita di quel paziente. Può fare dunque obiezione di coscienza, anche se la legge ora approvata non lo prevede: è questo uno dei suoi più gravi difetti".

Francesco un mese fa ha fatto un intervento chiaro in merito alla legittimità della sospensione delle cure. I promotori della legge, anche molti cattolici, forti del fatto che parlava in un messaggio inviato alla Pontificia Accademia per la vita, hanno letto le sue parole come un sostanziale via libera alla legge stessa. Condivide questa lettura?
"Non posso condividerla, perché non c'era nulla, nel messaggio di Papa Francesco, che andasse in quel senso: il Papa escludeva giustamente l'accanimento terapeutico, ma escludeva con forza anche l'eutanasia. Questa legge, invece, all'eutanasia apre le porte, pur senza nominarla. È un modo di procedere un po' ipocrita, simile a quello usato per legittimare di fatto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, senza chiamarlo matrimonio ma parlando di unioni civili, che poi di fatto finiscono per avere tutta la sostanza di un matrimonio".

Secondo il Gruppo di studio sulla bioetica di Aggiornamenti Sociali, l'importante rivista dei gesuiti diretta da padre Giacomo Costa, "la legge non presta il fianco a derive nella direzione dell'eutanasia". Nel mondo cattolico insomma i pareri sono eterogenei. Cosa ne pensa?
"Il cardinale Bassetti, presidente della Cei, e don Angelelli, direttore dell'Ufficio nazionale di pastorale della salute, hanno invece detto con chiarezza che togliere la nutrizione e l'idratazione ai malati in grado di riceverle significa provocare la loro morte. Ci sono dunque pareri diversi, ma non tutti hanno lo stesso peso e la stessa attendibilità".

Ieri in Senato c'era anche Mina Welby, che ha detto di essere sicura che anche "quelli che hanno votato contro nel profondo del cuore approvano quello che dice la legge". Cosa sente di dirle oggi? Se potesse tornare indietro rifiuterebbe ancora il funerale al marito come avvenne nel 2006?
"Prese alla lettera, le parole di Mina Welby esprimono una sicurezza che non ha fondamento. A loro modo dicono però qualcosa di vero: tutti sentiamo infatti una profonda solidarietà e vicinanza verso chi è in condizioni di estrema sofferenza. Per questo sono doverose le cure palliative ed è inaccettabile l'accanimento terapeutico. Quanto a Piergiorgio Welby, già allora dissi pubblicamente che il funerale religioso non si poteva celebrare perché la volontà da lui liberamente espressa confliggeva con l'insegnamento della Chiesa. Questo non significa in alcun modo, come ho precisato subito, che per lui non si possa pregare, e tanto meno che sia chiusa per lui la porta della salvezza eterna".