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Razzismo, vescovi contro la Lega

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Bassetti: ricorda il fascismo, no a cultura della paura. Salvini: espellere 500 mila immigrati
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Un ragionamento "da grande alleanza", istituzionale. La prolusione di ieri del cardinale Gualtiero Bassetti, capo della Cei, al direttivo dei vescovi italiani, apre la strada a una grande coalizione a firma Gentiloni. Anche se il porporato toscano premette che "la Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico" - sono finiti i tempi del collateralismo messo in campo dal cardinale Ruini con risultati concreti non da poco per la Chiesa - è evidente che il richiamo alla "sobrietà" quale parola cardine della "vocazione" di chi fa politica si cuce su misura sul profilo del premier uscente. Insieme, l'invito di Bassetti a reagire a una "cultura della paura" che "non può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente". "Quest'anno ci ricorda una pagina buia della storia del nostro Paese: le leggi …
Un ragionamento "da grande alleanza", istituzionale. La prolusione di ieri del cardinale Gualtiero Bassetti, capo della Cei, al direttivo dei vescovi italiani, apre la strada a una grande coalizione a firma Gentiloni. Anche se il porporato toscano premette che "la Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico" - sono finiti i tempi del collateralismo messo in campo dal cardinale Ruini con risultati concreti non da poco per la Chiesa - è evidente che il richiamo alla "sobrietà" quale parola cardine della "vocazione" di chi fa politica si cuce su misura sul profilo del premier uscente. Insieme, l'invito di Bassetti a reagire a una "cultura della paura" che "non può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente". "Quest'anno ci ricorda una pagina buia della storia del nostro Paese: le leggi razziali del 1938", ha aggiunto il presidente della Cei. Oltre che stigmatizzare pesantemente il tema "della razza bianca" evocato nei giorni scorsi dall'ex sindaco di Varese e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia Attilio Fontana - che a Libero ha detto che dopo quella frase è "cresciuto nei sondaggi" - le sue parole suonano come una pietra tombale fatta calare sopra Salvini e la Lega. E dicono al centrodestra che soltanto liberandosi delle zavorre populiste la sua presenza politica ha un senso. La distanza fra la Chiesa e la Lega non è comunque di oggi. Sono cinque anni che i leader leghisti attaccano sostenendo di riconoscersi in un unico Papa, Benedetto XVI, con diniego dei vertici ecclesiastici.

"Ricucire", "pacificare", avendo come "priorità irrinunciabili", la "famiglia", il "lavoro" e i "giovani", sono le parole chiave del discorso di Bassetti. Cresciuto alla scuola di Giorgio la Pira, il capo della Cei ha imparato dal sindaco terziario francescano la passione sociale propria del cattolicesimo democratico unita alla prudenza sui temi etici: la preoccupazione di ieri sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento sono reali, ma non urlate. Di durissimo, nel testo della prolusione, c'è soprattutto altro, il "peccato" di chi alimenta paure.

Da quando è stato nominato dal Papa alla guida dell'episcopato, Bassetti ha stretto un patto di ferro ideale con il Quirinale. L'invito di Mattarella nel discorso alle cariche Alte dello Stato dello scorso dicembre affinché "le proposte dei partiti in campagna elettorale siano comprensibili e realistiche" viene ripreso ampiamente dal presule. Non è un mistero che la Chiesa non abbia pregiudiziali particolari nei confronti dei 5 Stelle, ma è evidente che certe promesse elettorali lascino il tempo che trovano in un episcopato alle prese tutti i giorni con un popolo sempre più povero che bussa alle porte delle parrocchie, dal Nord al Sud del Paese.

La linea di Bassetti non ammette contrapposizioni né scelte di campo fortemente identitarie. Per questo la maggioranza dei movimenti ecclesiali e delle associazioni cattoliche un tempo disponibili alla lotta di piazza si sono adeguate. A trainare tutti su una linea solida e istituzionale è Avvenire. Il quotidiano della Cei, infatti, ha dato spazio per giorni a commenti di personalità di rilievo interamente dedicati al messaggio di unità e coesione di Mattarella. Occorre "unire il Paese", dice ancora Bassetti, al fine di andare oltre quel "rancore sociale, alimentato da una complessa congiuntura economica, da una diffusa precarietà lavorativa e dall'emergere di paure collettive".