Di che cosa stiamo parlando
Nel 2013, il cardinale Tarcisio Bertone ha avuto in concessione dal Vaticano un appartamento la cui ristrutturazione è stata pagata con fondi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il cardinale ha restituito parte della somma a titolo di donazione anche se, dopo il processo, il tribunale della Santa Sede ha condannato per abuso d’ufficio solo l’ex manager dell’ospedale Giuseppe Profiti: un anno (con pena sospesa), 5mila euro di multa e interdizione temporanea dai pubblici uffici.
CITTÀ DEL VATICANO. Dice che dell'attico ne parlò "più volte con Papa Francesco", tanto che ricevette "da lui dei buoni suggerimenti oltre al suo pieno consenso". Insieme, ammette che quanto accaduto è una "spina che continua a pungere". Perché ancora oggi i giornali scrivono di lui: "Il cardinale Bertone, quello dell'attico di 700 metri quadri".
È uno…
Di che cosa stiamo parlando
Nel 2013, il cardinale Tarcisio Bertone ha avuto in concessione dal Vaticano un appartamento la cui ristrutturazione è stata pagata con fondi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il cardinale ha restituito parte della somma a titolo di donazione anche se, dopo il processo, il tribunale della Santa Sede ha condannato per abuso d’ufficio solo l’ex manager dell’ospedale Giuseppe Profiti: un anno (con pena sospesa), 5mila euro di multa e interdizione temporanea dai pubblici uffici.
CITTÀ DEL VATICANO. Dice che dell'attico ne parlò "più volte con Papa Francesco", tanto che ricevette "da lui dei buoni suggerimenti oltre al suo pieno consenso". Insieme, ammette che quanto accaduto è una "spina che continua a pungere". Perché ancora oggi i giornali scrivono di lui: "Il cardinale Bertone, quello dell'attico di 700 metri quadri".
È uno sfogo amaro, quello che l'ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone mette in pagina in un libro di memorie ("I miei Papi", Elledici) che raccoglie gli incontri coi Pontefici della sua vita, da Pio XII a Francesco. Poco dopo lasciato il suo incarico, nel settembre del 2013, destarono parecchio scalpore sia le notizie intorno alle dimensioni dell'appartamento che la Santa Sede gli diede in concessione presso palazzo San Carlo, circa 700 metri quadri, sia quelle relative al costo dei lavori di ristrutturazione: 792mila euro pagati, secondo il pm del Vaticano, coi soldi della Fondazione Bambino Gesù all'epoca presieduta dal manager Giuseppe Profiti.
Bertone non parla di Profiti né entra nel merito delle vicende giudiziarie, ma a sorpresa coinvolge Francesco dicendo di un placet da lui ricevuto per i lavori e anche per la decisione di disporre di una segretaria e di un ufficio: "Sì, perché lei è un testimone privilegiato degli ultimi pontificati e deve ancora poter lavorare", gli disse, secondo quanto scrive il cardinale salesiano, Bergoglio. E anche se ufficialmente Oltretevere nessuno vuole commentare, fonti autorevoli dicono a Repubblica che "se davvero il Papa ha dato il consenso, l'ha fatto in tempi non sospetti, senza cioè immaginare i costi e la provenienza dei fondi".
Con la pubblicazione del libro l'intento del cardinale sembra essere quello di smarcarsi dalla rappresentazione che di lui hanno fatto i media. Il volume, infatti, da tempo atteso come una sua risposta agli scandali, è in realtà qualcosa di diverso. C'è la volontà di chiarire senza riaprire ferite troppo recenti e, insieme, di affrontare con un'altra profondità una stagione più ampia che coinvolge anche i pontificati precedenti a quelli di Bergoglio e Ratzinger. Di Benedetto XVI, fra l'altro, Bertone rivela: la prima volta che parlò di rinuncia al pontificato fu durante un'udienza avuta con lui il 30 aprile 2012.
Quando Bertone andò ad abitare a Palazzo San Carlo decise di unire due appartamenti ma di non costruire ambienti aggiuntivi sopra la terrazza. L'ipotesi di edificare in altezza, dice, fu scartata proprio dal Papa: "Se si costruisce là sopra si può pensare che Bertone sta costruendo un nuovo palazzo".
Le spine di Bertone sono però anche altre. Racconta: "Mi si mette in contrasto con i Papi. S'immagina che Francesco mi ignori e non abbia benevolenza verso di me, mentre invece lo sento vicino e affettuoso nei miei confronti, come ad esempio quella volta che di ritorno dagli esercizi spirituali ad Ariccia, mi ha chiamato accanto a sé sul pullmino per una lunga, confidente e cordiale conversazione".