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Jeffrey Sachs: “La politica che rende felici è quella che guarda lontano”

L'economista e saggista americano, esperto di sviluppo sostenibile, presenta in Vaticano il rapporto 2018 sui Paesi più felici al mondo. In testa gli scandinavi. E dei populismi vincenti dice: "Offrono risposte facili, e sbagliate, laddove c'è più sofferenza"
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"Esistono sempre più governi che utilizzano gli indicatori di felicità per dare corpo alle decisioni politiche". Dice così a Repubblica Jeffrey D. Sachs, direttore dell'Earth Institute alla Columbia University, uno degli economisti più attenti alle questioni climatiche e di sostenibilità, fra gli ispiratori della "Laudato Sì" di Papa Francesco, che ha presentato oggi presso la Pontificia Accademia delle Scienze il "World Happiness Report 2018": in testa fra i Paesi "più felici" del mondo, la Finlandia, dietro Norvegia e Danimarca.
 
Lei sostiene spesso di essere ottimista perché il mondo è entrato nell'èra dello sviluppo sostenibile. Tuttavia le disparità fra Nord e Sud del mondo rimangono. Perché allora questo ottimismo?
"Credo davvero che sia possibile arrivare a uno sviluppo sostenibile - che significa unire assieme prosperità, giustiz…
"Esistono sempre più governi che utilizzano gli indicatori di felicità per dare corpo alle decisioni politiche". Dice così a Repubblica Jeffrey D. Sachs, direttore dell'Earth Institute alla Columbia University, uno degli economisti più attenti alle questioni climatiche e di sostenibilità, fra gli ispiratori della "Laudato Sì" di Papa Francesco, che ha presentato oggi presso la Pontificia Accademia delle Scienze il "World Happiness Report 2018": in testa fra i Paesi "più felici" del mondo, la Finlandia, dietro Norvegia e Danimarca.
 
Lei sostiene spesso di essere ottimista perché il mondo è entrato nell'èra dello sviluppo sostenibile. Tuttavia le disparità fra Nord e Sud del mondo rimangono. Perché allora questo ottimismo?
"Credo davvero che sia possibile arrivare a uno sviluppo sostenibile - che significa unire assieme prosperità, giustizia sociale e sicurezza ambientale - anche se certamene il nostro successo non è garantito. La politica è un ostacolo; basta vedere il "casino" creato dal signor Trump. Abbiamo bisogno di una nuova politica; una politica che sappia offrire soluzioni a lungo termine piuttosto che trovate di corto respiro. La nostra politica è instabile, ma dobbiamo continuare a lottare".
 
In vari Paesi occidentali prevalgono le spinte populiste. Non solo Donald Trump, ma recentemente in Italia anche la vittoria alle elezioni dei 5Stelle e della Lega. Che segnali sono?
"Il populismo è il gioco dei più poveri, dei meno istruiti, di coloro che spesso sono provenienti dalle campagne, della parte della popolazione con meno sicurezze economiche. I 5 Stelle, credo, sono un fenomeno specialmente del Sud Italia. Donald Trump è un fenomeno principalmente degli Stati Uniti del Sud e del Midwest. In entrambe le nazioni, le regioni che supportano il populismo non riescono a tenere il passo delle regioni più sviluppate tecnologicamente. Sfortunatamente, i populisti offrono risposte facili - e sbagliate in generale - ma trovano appeal emotivo dove c'è scontentezza. Le uniche reali soluzioni per queste nazioni sono a lungo termine: migliori competenze, una istruzione di maggiore qualità, infrastrutture del ventunesimo secolo, un'elevata protezione ambientale e migliori scambi sociali. L'agenda politica è ampia, complessa e di non facile implementazione sia politicamente sia tecnicamente".
 
Trump guida gli Stati Uniti dal gennaio del 2017. Cosa pensa del suo mandato?
"È mentalmente instabile, e un pericolo per gli Stati Uniti e per il mondo. È incapace di un pensiero a lungo termine. Il più grande pericolo per noi e per il mondo, è che Trump creerà più guerra. Sembra desiderare una guerra con l'Iran, e corriamo un grosso rischio di una guerra con la Nord Corea. In entrambi i casi, sarebbe un disastro globale".
 
Lei parla spesso di "fare insieme". Che ruolo ha l'Italia in questo processo?
"L'Italia rimane un Paese diviso economicamente, con un'economia relativamente forte al Nord, e più debole al Sud. La chiave a lungo termine è l'istruzione, più ricerca e sviluppo, più investimento nelle università italiane, molte delle quali sono leader nel mondo. Per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, l'energia solare, eolica, elettrica, economia digitale, agricoltura, i link economici del Mediterraneo col Nord Africa e il Medio Oriente, porterebbero l'Italia a trovare una strategia di successo economico, una strategia di lungo periodo".
 
Oggi esce il report in cui risulta che il Paese "più felice" è la Finlandia. Perché?
"Secondo gli psicologi e i filosofi, ci sono due generi di felicità. Una è "di valore", o più semplicemente di "soddisfazione". È il genere di felicità che Aristotele e altri filosofi hanno in mente. Un'altra è chiamata felicità emozionale, un umore positivo, sorridente. Le regioni del Nord sono leader nel mondo di soddisfazione, il primo genere di felicità. La Finlandia è al top nella lista del 2018, seguita da Norvegia e Danimarca. Attualmente le regioni più felici a livello emozionali sono quelle del Sud America. Un capitolo eccellente del nostro rapporto quest'anno spiega che la felicità emotiva dell'America Latina viene dai forti legami familiari".
 
Qual è il Paese in cui lei si senti più felice?
"L'Italia! Molto spesso io e mia moglie visitiamo Roma, Milano, Siena, Firenze, Brescia e molti altri posti. Quando diciamo agli amici locali quanto amiamo Roma, a volte ci viene detto che non è troppo facile vivere a Roma. Ma è assolutamente meravigliosa da visitare".
 
Quale contributo sta portando Papa Francesco alla felicità del mondo?
"Francesco sta portando avanti una combinazione di saggezza e speranza, ragione e fede. E sta anche facendo un richiamo al mondo di tornare ai valori della dignità umana, della pace e della protezione della natura. È la figura morale leader del mondo, una grande fonte di conforto e felicità per le persone di tutte le fedi di tutto il mondo. La sua enciclica "Laudato Si" sullo sviluppo integrale e sostenibile dovrebbe essere letta e studiata da tutti sulla terra".