Critiche censurate, l’ultimo autogol sulle frasi di Ratzinger
Paolo Rodari , di PAOLO RODARISpuntano altri passi finora taciuti. La Santa Sede: “Solo riservatezza”. Il Papa emerito contrariato per l’ingaggio di un teologo sgradito
Di che cosa stiamo parlano
Il 12 marzo viene letta una lettera di Ratzinger che plaude a una collana teologica sul suo successore perché “vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica”. Il giorno dopo si scopre che una parte della lettera è stata sfocata e Ratzinger ammette che il suo giudizio è maturato senza aver “veramente letto i libri”. La Santa Sede diffonde poi il testo integrale: Benedetto XVI critica la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare la teologia di Francesco il professor Hunermann “che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali”.
CITTÀ DEL VATICANO. Un ulteriore paragrafo, mai divulgato né letto in pubblico, nel quale Benedetto XVI critica la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare il pensiero di Francesc…
Di che cosa stiamo parlano
Il 12 marzo viene letta una lettera di Ratzinger che plaude a una collana teologica sul suo successore perché “vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica”. Il giorno dopo si scopre che una parte della lettera è stata sfocata e Ratzinger ammette che il suo giudizio è maturato senza aver “veramente letto i libri”. La Santa Sede diffonde poi il testo integrale: Benedetto XVI critica la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare la teologia di Francesco il professor Hunermann “che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali”.
CITTÀ DEL VATICANO. Un ulteriore paragrafo, mai divulgato né letto in pubblico, nel quale Benedetto XVI critica la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare il pensiero di Francesco una sua vecchia conoscenza, "il professor Hunermann". È l'epilogo, che ha del clamoroso, relativo alla pubblicazione di una lettera che il Papa emerito ha scritto al prefetto della Segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, in occasione della pubblicazione di una collana della Libreria Editrice Vaticana dedicata al suo successore. Viganò lesse quella che si è scoperta essere soltanto una parte della lettera lo scorso 12 marzo, un giorno prima dell'anniversario dei cinque anni di pontificato di Francesco.
In essa Ratzinger parlava, e tutti i media riportarono solo questo concetto, dello "stolto pregiudizio" di coloro che contrappongono il suo pontificato a quello di Bergoglio. Contestualmente, tuttavia, alcuni rilevarono come la divulgazione della foto ai media della stessa lettera fosse avvenuta con lo sfocamento di un paragrafo nel quale il Papa emerito ammetteva che il suo giudizio era stato dato senza che egli avesse potuto, per ragioni di tempo e di impegni, leggere nessuno dei volumi della collana stessa. Mentre, in seguito alle pressioni affinché il "pdf" della missiva venisse reso pubblico a beneficio di tutti, la Santa Sede si è vista costretta a pubblicare l'intero testo mostrando come le parti omesse fossero anche altre, in particolare il diniego del predecessore di Bergoglio per una collana che annovera quello che è ritenuto da lui un oppositore del magistero di Giovanni Paolo II.
Il Vaticano ha diffuso il testo integrale rispedendo al mittente le critiche di coloro che hanno parlato della volontà di "manipolazione censoria" della fotografia della lettera distribuita semplicemente "come corredo fotografico". Della missiva - si legge in un comunicato - è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa della collana. Mentre la scelta di tralasciare alcune annotazioni "è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura". Eppure, anche se la Santa Sede parla della volontà di pubblicare il testo per "dissipare ogni dubbio", l'operazione appare come un vero e proprio autogol che a conti fatti contribuisce a dare spago agli oppositori del papato in corso, a coloro che ritengono Benedetto l'unico Papa legittimo.
Con ogni probabilità Joseph Ratzinger non pensava che il suo testo sarebbe stato divulgato. Anche perché difficilmente avrebbe messo in pagina, a beneficio di tutti, una critica così pesante della collana. Papa Benedetto, infatti, mostra senza mezzi termini la sua "sorpresa" per il fatto che tra gli autori dei teologi chiamati ad esprimersi sulla teologia di Francesco vi sia anche Hunermann, "che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali". Egli, scrive ancora Ratzinger, partecipò "in misura rilevante al rilascio della 'Kolner Erklarung', che, in relazione all'enciclica 'Veritatis splendor', attaccò in modo virulento l'autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale". E ancora: "Anche la 'Europaische Theologengesellschaft', che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un'organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito quest'orientamento, rendendo quell'organizzazione un normale strumento d'incontro fra teologi. Sono certo - scrive Ratzinger a Viganò - che avrà comprensione per il mio diniego e La saluto cordialmente".