Papa Francesco rafforza la chiesa dei poveri con i nuovi cardinali
Paolo Rodari
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di PAOLO RODARI
Saranno in 14 a ricevere la porpora il 29 giugno. Dal patriarca di Bagdad all’elemosiniere pontificio, il Pontefice sceglie diocesi lontane e chi cura gli ultimi
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CITTÀ DEL VATICANO. Ancora una volta Francesco, per evitare fughe di notizie e possibili intoppi alla sua azione di governo, crea dei nuovi cardinali senza avvisare prima i diretti interessati. Domenica, durante la recita del Regina Coeli in piazza San Pietro, l'annuncio, dopo un personale discernimento, di un nuovo concistoro che ha colto tutti unanimemente di sorpresa. Sono quattordici coloro che riceveranno la porpora il prossimo 29 giugno. Undici hanno meno di ottant'anni e quindi, al momento, possono partecipare al conclave.
A fare notizia sono sia i prescelti sia gli esclusi. Fra i primi spicca il nome di colui che fino a oggi è stato de facto il braccio destro del Papa: il sostituto Angelo Becciu. Il presule di origini sarde andrà ad occupare presto un'importante casella sempre nella curia romana - si dice alla prefettura delle Cause dei santi - liberando, nel contempo, un ruolo strategico in segreteria di Stato che occupava dal 2011, al tempo …
CITTÀ DEL VATICANO. Ancora una volta Francesco, per evitare fughe di notizie e possibili intoppi alla sua azione di governo, crea dei nuovi cardinali senza avvisare prima i diretti interessati. Domenica, durante la recita del Regina Coeli in piazza San Pietro, l'annuncio, dopo un personale discernimento, di un nuovo concistoro che ha colto tutti unanimemente di sorpresa. Sono quattordici coloro che riceveranno la porpora il prossimo 29 giugno. Undici hanno meno di ottant'anni e quindi, al momento, possono partecipare al conclave.
A fare notizia sono sia i prescelti sia gli esclusi. Fra i primi spicca il nome di colui che fino a oggi è stato de facto il braccio destro del Papa: il sostituto Angelo Becciu. Il presule di origini sarde andrà ad occupare presto un'importante casella sempre nella curia romana - si dice alla prefettura delle Cause dei santi - liberando, nel contempo, un ruolo strategico in segreteria di Stato che occupava dal 2011, al tempo di Benedetto XVI e del cardinale Tarcisio Bertone. Con ogni probabilità, Francesco sceglierà come nuovo sostituto un suo uomo di fiducia, non è scontato che sia un italiano.
Louis Rapahel I Sako, patriarca di Bagdad
Papa Bergoglio concede la porpora anche a due personalità che vanno a rafforzare l'idea di una Chiesa che, come disse Giovanni XXIII un mese prima dall'apertura del Concilio, l'11 settembre del 1962, sia "di tutti, e particolarmente dei poveri". Si tratta del vicario di Roma Angelo De Donatis, già parroco conosciuto e amato, padre spirituale dei preti della diocesi, e di Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila capace di farsi prossimo a tutti nel disagio del post terremoto senza usare lo stesso disagio come passerella per sé. In questa linea, anche altri nomi. Anzitutto il patriarca caldeo Luis Raphael I Sako, appartenente a una comunità perseguitata e in esilio a causa delle guerre che hanno devastato l'Iraq. Quindi il polacco Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, a cui il Papa affidò nel 2013 i poveri di Roma dicendogli: "Non ti voglio vedere seduto alla scrivania, la puoi pure vendere". E ancora: "Il conto dell'elemosineria è buono quando è vuoto. Il denaro deve restare nelle nostre mani il minor tempo possibile". Infine, il peruviano Pedro Barreto che nel 2012, dopo aver chiesto di fermare le estrazioni selvagge compiute quotidianamente in Amazzonia, subì minacce di morte.
Anche se con Francesco non esistono posti cardinalizi per consuetudine o tradizione, era atteso, ed è stato annunciato, il nome di Luis Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, dal luglio del 2017 prefetto della Congregazione per la dottrina della fede al posto del cardinale Gerhard Ludwig Müller. Profilo basso, Ladaria sta portando avanti il suo compito seguendo fedelmente le indicazioni papali e senza opporsi al suo magistero.
Il gesuita spagnolo Luis Ladaria Ferrer
Sorte diversa, nel senso che non hanno ricevuto la porpora, è toccata alle sedi di Milano, Torino e Venezia. Sulle ultime due, guidate dai vescovi Nosiglia e Moraglia, sembra che ormai Francesco vi abbia messo una pietra sopra. Diverso, invece, è il discorso di Milano. Mario Delpini, arcivescovo da un anno circa, è stato scelto come successore di Scola direttamente da Francesco. Sul suo nome pesa il fatto che Scola non abbia ancora compiuto 80 anni, l'età oltre la quale non si entra in conclave. E, probabilmente, l'evidenza di un concistoro già molto spostato sull'Europa. I cardinali elettori europei, infatti, divengono con ieri 54 (erano 48). Rimangono 17 i nordamericani, 4 quelli dell'Oceania, 5 i centroamericani. Passano da 12 a 13 i latino americani, da 15 a 16 gli africani, da 14 a 17 gli asiatici. In totale, Francesco sfora il tetto dei 120 cardinali elettori stabilito da Paolo VI: divengono 126, erano 115.