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Il cardinale Bassetti (Cei): “Basta alimentare le paure: il virus xenofobo può riemergere”

Il capo dei vescovi italiani interviene sull’escalation di aggressioni a sfondo razziale in Italia: “Gli episodi di violenza di queste settimane, che hanno di mira lo straniero in quanto tale, non possono essere in alcun modo giustificati”
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"Gli episodi di violenza di queste settimane, che hanno di mira lo straniero in quanto tale, non possono essere in alcun modo giustificati né consentono alcuna sottovalutazione. Il razzismo è malattia endemica, riemerge come un virus mai sufficientemente domato: si scaglia contro immigrati, rom, ebrei... A ben vedere è il modo più sbagliato con cui curare la paura e l'ansia con cui facciamo i conti un po' tutti".

Il cardinale Gualtiero Bassetti, 76 anni, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, parla con Repubblica poche ore dopo la notizia dell'aggressione subita da Daisy Osakue. Ed è in generale, in merito agli episodi di razzismo manifestatisi a più riprese sul nostro territorio, che Bassetti riflette, ricordando che "sullo straniero si scarica l'insoddisfazione per problemi che hanno altra natura e che facciamo fatica ad affrontare. Per questo, se non…
"Gli episodi di violenza di queste settimane, che hanno di mira lo straniero in quanto tale, non possono essere in alcun modo giustificati né consentono alcuna sottovalutazione. Il razzismo è malattia endemica, riemerge come un virus mai sufficientemente domato: si scaglia contro immigrati, rom, ebrei... A ben vedere è il modo più sbagliato con cui curare la paura e l'ansia con cui facciamo i conti un po' tutti".

Il cardinale Gualtiero Bassetti, 76 anni, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, parla con Repubblica poche ore dopo la notizia dell'aggressione subita da Daisy Osakue. Ed è in generale, in merito agli episodi di razzismo manifestatisi a più riprese sul nostro territorio, che Bassetti riflette, ricordando che "sullo straniero si scarica l'insoddisfazione per problemi che hanno altra natura e che facciamo fatica ad affrontare. Per questo, se non stiamo attenti, tutti rischiamo di diventare razzisti".

C'è razzismo anche nella Chiesa?
"Probabilmente, detto così suona troppo forte, ma comunque anche noi pastori abbiamo bisogno di comprendere meglio quello che sta avvenendo proprio per continuare a essere riferimento e guida delle nostre comunità. Non si può lasciar correre tra i fedeli l'idea che siano in pericolo i valori cristiani. Vangelo alla mano, saremo giudicati sull'amore: proviamo, per quanto possibile, a realizzarlo, a far nostra la tradizione biblica di ospitalità e accoglienza... Mi ritrovo in quanto dichiara oggi - ieri per chi legge, ndr - proprio su Repubblica il vescovo svizzero Paul Hinder, che da quattordici anni vive in Arabia: in Occidente molti, se non la maggioranza, non sanno più chi sono, se sono cristiani, atei o altro. Anche per questo il confrontarsi con una migrazione di popoli è sentito per lo più come una minaccia".

Di "diffidenza e timore verso l'altro, il diverso e lo straniero" parlò meno di un anno fa Papa Francesco che si disse preoccupato "di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d'Europa". Qual è il suo giudizio in merito?
"Guai a chi usa la questione migratoria per distruggere l'Europa politica di De Gasperi. Chi è contro l'unione politica usi argomenti politici e non giochi a carte coperte. La presenza sempre più massiccia di lavoratori stranieri è una delle sfide più rilevanti di questo tempo. Se, nonostante le difficoltà, l'Europa la saprà raccogliere con spirito positivo, potrà rigenerarsi salvando il meglio della propria tradizione democratica e stabilire un'inversione di tendenza nel conflitto che oggi oppone il Nord al Sud del mondo. Diversamente, con la leadership morale, l'Europa perderà anche la propria dignità".

Contro l'uscita sui rom "sacca parassitaria" del ministro dell'Interno Matteo Salvini si sono schierate pubblicamente alcune riviste cattoliche, tra cui Famiglia Cristiana che ha titolato "Vade retro". Ritiene legittimo che un esponente del governo si esprima in questo modo?
"Sono convinto che tutti dovremmo abbassare i toni e le scorciatoie - specie quelle del pensiero - se vogliamo guardare in faccia la realtà e farcene davvero responsabili. Il rispetto non può mai venire meno: solo prendendo sul serio l'altro e le sue posizioni si potrà distinguere chi tra i politici o tra i giornalisti alimenta la paura e chi, invece, ha bisogno di risposte a problemi quotidiani. Rispetto a questi ultimi, poi, non serve nemmeno scomodare la pietà: basterebbe una sana ragione e una corretta conoscenza dei fenomeni".

Ci sono cattolici indignati dall'uso dei Vangeli, del rosario e del crocifisso che il ministro dell'Interno brandisce nei comizi, ma anche cattolici che hanno votato Lega e che la pensano come lui. Cosa dire?
"Tra le molte cose che la Chiesa fa, ce n'è una che vale più delle altre ed è la partecipazione alle sofferenze di tutti: più si impara a soffrire per gli altri, tanto più si saprà agire con discrezione, rispetto e pazienza. Il cristianesimo, in altre parole, non è riducibile a un insieme di tradizioni, di riti o di amuleti. In ballo - almeno per i credenti - c'è ben altro: la continua conversione a Gesù Cristo e al suo Vangelo. Per questo cammino non ci sono autostrade, ma sempre e solo strade strette: una civiltà cristiana nasce pregando e operando la carità".