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 Vincent Doyle da piccolo con il sacerdote, suo padre biologico 

Vincent, figlio di un sacerdote: "La Chiesa non abbia paura di noi"

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Dopo la conferma dell'esistenza di un documento che detta le regole per i casi di bambini nati dalla relazione tra una donna e un prete, parla l'irlandese Doyle: "Così ho scoperto chi era mio padre. La Santa Sede finora non ne parlava per difendere il celibato, che non deve essere inquinato"
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CITTÀ DEL VATICANO. Si trova in questi giorni a Roma assieme ad altri figli di sacerdoti. Vuole "uscire dall'anonimato", aiutare psicologicamente "le tante persone nate da una relazione fra una donna e un prete sparse in varie parti del mondo". E anche spingere la Chiesa a comprendere che il motivo per il quale, per anni, ha tenuto nascoste queste storie è sbagliato: "La ragione di questi segreti è la protezione dell'immagine del sacerdote, il sacrificio del celibato che non deve subire inquinamenti". Vincent Doyle, 35 anni, psicoterapeuta irlandese e fondatore di Coping international, associazione internazionale nata per offrire supporto psicologico e spirituale ai figli di sacerdoti, parla con Repubblica in seguito alla notizia dell'esistenza, in Vaticano, di un documento interno che detta ai vescovi le linee di comportamento quando si accorgono di avere in diocesi un prete che ha avuto un figlio da una relazione co…
CITTÀ DEL VATICANO. Si trova in questi giorni a Roma assieme ad altri figli di sacerdoti. Vuole "uscire dall'anonimato", aiutare psicologicamente "le tante persone nate da una relazione fra una donna e un prete sparse in varie parti del mondo". E anche spingere la Chiesa a comprendere che il motivo per il quale, per anni, ha tenuto nascoste queste storie è sbagliato: "La ragione di questi segreti è la protezione dell'immagine del sacerdote, il sacrificio del celibato che non deve subire inquinamenti". Vincent Doyle, 35 anni, psicoterapeuta irlandese e fondatore di Coping international, associazione internazionale nata per offrire supporto psicologico e spirituale ai figli di sacerdoti, parla con Repubblica in seguito alla notizia dell'esistenza, in Vaticano, di un documento interno che detta ai vescovi le linee di comportamento quando si accorgono di avere in diocesi un prete che ha avuto un figlio da una relazione con una donna.

Cosa chiede alla Chiesa esattamente?
"Che non abbia paura di noi, figli dei preti. E che renda pubbliche interamente le linee guida contenute nel documento a beneficio di tutti".

La Chiesa vi teme?
"Credo che tema di sporcare l'immagine illibata del sacerdote. Eppure non c'è nulla di intrinseco al sacerdozio stesso che inibisca o contraddica la paternità".

La promessa del celibato è il problema?
"Per alcuni".

In che senso?
"Per alcuni lo è per altri no. Ho scritto al patriarca maronita, il cardinale Bechara Boutros Rai, che ha nella sua Chiesa diversi preti sposati. Mi ha risposto che "i preti latini che sono celibi fanno la stessa pastorale dei preti sposati maroniti". Quindi anche un prete latino può essere prete e genitore insieme, al di là della promessa di celibato. Questo è un punto fondamentale sul quale la Chiesa ancora deve molto riflettere".

Suo padre era prete. Ha lasciato il sacerdozio?
"Morì nel 1995. Avevo dodici anni. Allora non sapevo che fosse mio padre. L'ho scoperto a 28 anni. Scartabellando fra le carte di mia madre scoprii che quel sacerdote amico di famiglia, sempre presente e vicino - addirittura il mio padrino - parroco in un Paese attiguo al nostro, era in realtà mio padre".

Aveva mai avuto dei sospetti?
"Ho sempre pensato che potesse esserlo".

Quando l'ha saputo si è arrabbiato?
"No, non provo rancore per quanto accaduto. Penso sia lui che mia madre non abbiano potuto fare altrimenti. È morto da sacerdote senza mai far mancare nulla a me e a mia madre. Anche di questo gli sono grato".
 Vincent Doyle 

Della Chiesa cattolica cosa pensa?
"Anche nei suoi confronti non provo sentimenti negativi. Tuttavia auspico faccia passi diversi di qui in avanti".

Quando ha scoperto la verità credeva di essere l'unico in questa situazione?
"Ho sempre pensato che come me ci sarebbero potute essere altre persone. E, infatti, da quando ho fondato la mia associazione dedicata alla cura piscologica dei figli dei preti ho scoperto tante altre storie come la mia".

Crede che un prete che ha un figlio debba lasciare il sacerdozio?
"Ritengo che se lo fa la Chiesa debba aiutarlo. Perché non è facile, magari già a una certa età, lasciare tutto e rimettersi in gioco. Queste persone andrebbero aiutate".

Che sentimenti provano i figli dei sacerdoti?
"Soffrono. Per questo motivo anche loro andrebbero aiutati".