CITTÀ DEL VATICANO - Chi la frequenta da sempre dice che della Lourdes di un tempo non è rimasto quasi nulla. I "bip" delle carrozzelle per disabili automatizzate che fanno manovra per spostarsi fin sotto la grotta di Massabielle sono il segno di una rivoluzione tecnologica che ha trasformato il santuario dei Pirenei, luogo di una delle apparizioni mariane più popolari nella storia della Chiesa, in un posto nel quale in troppi cercano di fare soldi lottando senza esclusione di colpi per guadagnare spazio e visibilità. Di qui la decisione del Papa comunicata ieri dal Vaticano. Anche se non si parla esplicitamente di commissariamento, il senso è quello. Lourdes passa sotto la gestione diretta di monsignor Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, nominato delegato alla "cura dei fedeli" che arrivano da ogni dove.
È dal 2016 che Lourdes non attrae più il flusso di pellegrini di una volta. Dopo le inondazioni…
È dal 2016 che Lourdes non attrae più il flusso di pellegrini di una volta. Dopo le inondazioni…
CITTÀ DEL VATICANO - Chi la frequenta da sempre dice che della Lourdes di un tempo non è rimasto quasi nulla. I "bip" delle carrozzelle per disabili automatizzate che fanno manovra per spostarsi fin sotto la grotta di Massabielle sono il segno di una rivoluzione tecnologica che ha trasformato il santuario dei Pirenei, luogo di una delle apparizioni mariane più popolari nella storia della Chiesa, in un posto nel quale in troppi cercano di fare soldi lottando senza esclusione di colpi per guadagnare spazio e visibilità. Di qui la decisione del Papa comunicata ieri dal Vaticano. Anche se non si parla esplicitamente di commissariamento, il senso è quello. Lourdes passa sotto la gestione diretta di monsignor Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, nominato delegato alla "cura dei fedeli" che arrivano da ogni dove.
È dal 2016 che Lourdes non attrae più il flusso di pellegrini di una volta. Dopo le inondazioni dei Pireni e gli attentati di Parigi, il flusso dei fedeli è regredito. Ci ha messo del suo anche la gendarmeria che da tempo, nonostante le proteste (fra queste quelle del Coordinamento nazionale Pellegrinaggi italiani), privilegia il transito lungo le ferrovie d'Oltralpe dei treni ad alta velocità lasciando i convogli dei pellegrini, con malati gravi a bordo, fermi per ore in stazione secondarie, sperdute nella campagna. Il vescovo Nicolas Jean René Brouwet, pastore di Tarbes e Lourdes, che fino a ieri aveva in mano la gestione del santuario, aveva affidato il risanamento economico di Lourdes al manager Guillaume de Vulpian, ex dirigente della Renault. Questi è riuscito a ridurre le spese della tenuta di 55 ettari che - tra personale fisso e temporaneo - impiega 330 persone e, anche, a incrementare le entrate. I costi si sono ridotti di circa 2 milioni di euro all'anno, mentre le entrate sono cresciute del 7 per cento. Tuttavia, l'operazione non è stata indolore. La drastica riduzione dei costi ha provocato una tensione crescente fra i dipendenti del santuario, i commercianti e gli albergatori, tanto da spingere la Santa Sede a intervenire per far sì che Lourdes, come scrive Vatican News, possa essere "sempre di più un luogo di preghiera e di testimonianza cristiana corrispondenti alle esigenze del popolo di Dio".
La crisi negli arrivi ha spinto a cercare nuovi pellegrini dall'Asia, in particolare fra i cristiani di India, Pakistan e Bangladesh. Le vecchie insegne con il volto di padre Pio nei negozi di souvenir sono state soppiantate da scritte in lingue esotiche. Gli alberghi che un tempo avevano dei grossi stanzoni da dodici posti letto in cui le comitive dormivano insieme senza badare a lusso e comodità sono stati ristrutturati per adeguarli alle esigenze di un mercato che si fa sempre più elitario. Il santuario è stato dotato da De Vulpian di wi-fi; in quella che una volta era una semplice libreria con la vendita dei ceri per le devozioni sono entrati prodotti commerciali.
Sullo sfondo aleggia anche l'ipotesi di chiedere una somma a ciascun pellegrino, come contributo non più volontario, per ovviare ai tanti costi, un'idea che ha fatto crescere le critiche dei tanti che desiderano il ritorno di una Lourdes forse meno attenta ai guadagni, ma più spirituale e a misura dei fedeli. Di qui la decisione papale, con la chiamata in campo del vescovo Hérouard a cui sono state affidate anche le chiavi del Consiglio di amministrazione dell'intero santuario.
È dal 2016 che Lourdes non attrae più il flusso di pellegrini di una volta. Dopo le inondazioni dei Pireni e gli attentati di Parigi, il flusso dei fedeli è regredito. Ci ha messo del suo anche la gendarmeria che da tempo, nonostante le proteste (fra queste quelle del Coordinamento nazionale Pellegrinaggi italiani), privilegia il transito lungo le ferrovie d'Oltralpe dei treni ad alta velocità lasciando i convogli dei pellegrini, con malati gravi a bordo, fermi per ore in stazione secondarie, sperdute nella campagna. Il vescovo Nicolas Jean René Brouwet, pastore di Tarbes e Lourdes, che fino a ieri aveva in mano la gestione del santuario, aveva affidato il risanamento economico di Lourdes al manager Guillaume de Vulpian, ex dirigente della Renault. Questi è riuscito a ridurre le spese della tenuta di 55 ettari che - tra personale fisso e temporaneo - impiega 330 persone e, anche, a incrementare le entrate. I costi si sono ridotti di circa 2 milioni di euro all'anno, mentre le entrate sono cresciute del 7 per cento. Tuttavia, l'operazione non è stata indolore. La drastica riduzione dei costi ha provocato una tensione crescente fra i dipendenti del santuario, i commercianti e gli albergatori, tanto da spingere la Santa Sede a intervenire per far sì che Lourdes, come scrive Vatican News, possa essere "sempre di più un luogo di preghiera e di testimonianza cristiana corrispondenti alle esigenze del popolo di Dio".
La crisi negli arrivi ha spinto a cercare nuovi pellegrini dall'Asia, in particolare fra i cristiani di India, Pakistan e Bangladesh. Le vecchie insegne con il volto di padre Pio nei negozi di souvenir sono state soppiantate da scritte in lingue esotiche. Gli alberghi che un tempo avevano dei grossi stanzoni da dodici posti letto in cui le comitive dormivano insieme senza badare a lusso e comodità sono stati ristrutturati per adeguarli alle esigenze di un mercato che si fa sempre più elitario. Il santuario è stato dotato da De Vulpian di wi-fi; in quella che una volta era una semplice libreria con la vendita dei ceri per le devozioni sono entrati prodotti commerciali.
Sullo sfondo aleggia anche l'ipotesi di chiedere una somma a ciascun pellegrino, come contributo non più volontario, per ovviare ai tanti costi, un'idea che ha fatto crescere le critiche dei tanti che desiderano il ritorno di una Lourdes forse meno attenta ai guadagni, ma più spirituale e a misura dei fedeli. Di qui la decisione papale, con la chiamata in campo del vescovo Hérouard a cui sono state affidate anche le chiavi del Consiglio di amministrazione dell'intero santuario.