✕
(ansa)

Governo, l'attesa del Vaticano: "Ora Conte svelenisca il clima"

La parola d'ordine della Santa Sede è "prudenza" verso il nuovo esecutivo giallo-rosso
2 minuti di lettura
In Vaticano le sfumature dicono più delle parole. Pochi giorni fa, alle esequie funebri del cardinale Achille Silvestrini, il diplomatico artigiano del dialogo nel pontificato di Wojtyla e punto di riferimento a Villa Nazareth di un'intera classe dirigenziale del Paese, Giuseppe Conte si è presentato in cravatta celeste e pochette, e con un breve preavviso tanto che soltanto all'ultimo momento una sedia è stata aggiunta a fianco dei familiari ignari. Una posa che dice molto dei rapporti che intercorrono fra lui e la Santa Sede. Conte cerca appoggi Oltretevere, li ha sempre cercati fin da quando provò ad entrare, senza riuscirci, come studente nel collegio di Villa Nazareth, ma una certa distanza fra lui e la Chiesa resta, tanto che la parola d'ordine fra le gerarchie della curia romana, dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in giù, è una: prudenza.

A Villa Nazareth, il collegio che accoglie studenti di famiglie bisognos…
In Vaticano le sfumature dicono più delle parole. Pochi giorni fa, alle esequie funebri del cardinale Achille Silvestrini, il diplomatico artigiano del dialogo nel pontificato di Wojtyla e punto di riferimento a Villa Nazareth di un'intera classe dirigenziale del Paese, Giuseppe Conte si è presentato in cravatta celeste e pochette, e con un breve preavviso tanto che soltanto all'ultimo momento una sedia è stata aggiunta a fianco dei familiari ignari. Una posa che dice molto dei rapporti che intercorrono fra lui e la Santa Sede. Conte cerca appoggi Oltretevere, li ha sempre cercati fin da quando provò ad entrare, senza riuscirci, come studente nel collegio di Villa Nazareth, ma una certa distanza fra lui e la Chiesa resta, tanto che la parola d'ordine fra le gerarchie della curia romana, dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in giù, è una: prudenza.

A Villa Nazareth, il collegio che accoglie studenti di famiglie bisognose e nel quale erano di casa, fra i tanti, Aldo Moro, Romano Prodi e Oscar Luigi Scalfaro, assieme a loro le personalità più illustri del cattolicesimo democratico, Conte non entrò perché il reddito familiare non era così basso. Silvestrini, così faceva con tutti coloro che non venivano ammessi, mantenne un filo di rapporto con lui e lo aiutò sostenendolo nelle sue richieste, disponibile ad appoggiare le sue mire relazionali, prima limitate alla carriera universitaria bloccata, poi a quella professionale quando si trattò di entrare nello studio Scognamiglio e quindi in quello di Guido Alpa. Tuttavia, anche se alcune volte Conte ha chiesto e ottenuto di accompagnare Silvestrini negli Stati Uniti per delle piccole collaborazioni legali, ancora oggi a Villa Nazareth guardano all'ex quasi studente con una certa circospezione. La prudenza, internamente, è chiesta in particolare a monsignor Claudio Maria Celli, colui che dentro lo stesso collegio si è speso più di altri per Conte. Riminese, allievo di Silvestrini, una lunga carriera diplomatica nella Santa Sede, Celli venne chiamato un anno e mezzo fa da Mattarella in occasione del conferimento del primo mandato di governo. Il capo dello Stato chiese rassicurazioni su Conte. Celli gliele diede. Ma quando arrivò a pubblicare sul sito di Villa Nazareth un endorsement per il futuro premier, in pochi giorni fu costretto a rimuoverlo per le rimostranze interne al collegio e al Vaticano.

Oltretevere, si sa, le porpore sono facilmente impressionabili. E per questo, al funerale di Silvestrini, non pochi monsignori hanno accennato sorrisi e lievi inchini incrociando lo sguardo di Conte. Un governo Pd-5Stelle non dispiace e il discorso al Senato nel quale Conte redarguiva Salvini per l'uso strumentale dei simboli religiosi è piaciuto. Ancora l'altro ieri il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, esprimeva soddisfazione per l'arrivo, "che assume un potente significato politico", al ministero degli Interni di Luciana Lamorgese. Ma un conto sono le preferenze personali, un altro i rapporti e le sponde reali. Il Vaticano oggi ha un solo principale punto di riferimento, il capo dello Stato, il quale, non a caso, conosce sfumature e protocolli. La salma di Silvestrini, dopo le esequie in San Pietro, è stata portata a Villa Nazareth per una funzione privata. Soltanto qui Mattarella si è presentato, per un commiato senza pubblicità.

L'auspicio della Santa Sede è più che altro che il governo faccia proprio lo stile di Mattarella. Archiviare "la polarizzazione" che agita gli animi e divide il Paese e "svelenire il clima", fra l'altro, sono le parole d'ordine che Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, ha recentemente evocato.