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Matteo Maria Zuppi, nominato cardinale da Papa Francesco (reuters)

Cambia la mappa del futuro Conclave. E Francesco avverte: no alla slealtà

Con la creazione di tredici nuovi porporati, i nominati da Bergoglio diventano per la prima volta maggioranza. Dopo la festa in San Pietro per il Concistoro, ecco la geografia dei nomi che contano tra i principi della Chiesa
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CITTÀ DEL VATICANO - Che alcuni stiano lavorando contro il pontificato e per influenzare il prossimo Conclave sembra evidente anche a Francesco. Ieri ha creato 13 nuovi cardinali: 67 su 128, dunque la maggioranza, sono di sua nomina. A tutti ha ricordato che "tanti comportamenti sleali di uomini di Chiesa dipendono dalla mancanza del senso della compassione ricevuta, e dall'abitudine di guardare da un'altra parte, dall'abitudine dell'indifferenza".

Parole pesanti, che fanno il paio con altre pronunciate recentemente da due suoi fedelissimi. Il cardinale tedesco Walter Kasper che ha detto che "ci sono persone a cui semplicemente non piace questo pontificato" e che "vogliono che si concluda prima possibile per avere, diciamo così, un nuovo Conclave". E il capo dei gesuiti, il venezuelano Arturo Sosa, che ha spiegato come ci siano "settori fuori e dentro il V…
CITTÀ DEL VATICANO - Che alcuni stiano lavorando contro il pontificato e per influenzare il prossimo Conclave sembra evidente anche a Francesco. Ieri ha creato 13 nuovi cardinali: 67 su 128, dunque la maggioranza, sono di sua nomina. A tutti ha ricordato che "tanti comportamenti sleali di uomini di Chiesa dipendono dalla mancanza del senso della compassione ricevuta, e dall'abitudine di guardare da un'altra parte, dall'abitudine dell'indifferenza".

Parole pesanti, che fanno il paio con altre pronunciate recentemente da due suoi fedelissimi. Il cardinale tedesco Walter Kasper che ha detto che "ci sono persone a cui semplicemente non piace questo pontificato" e che "vogliono che si concluda prima possibile per avere, diciamo così, un nuovo Conclave". E il capo dei gesuiti, il venezuelano Arturo Sosa, che ha spiegato come ci siano "settori fuori e dentro il Vaticano che premono per far dimettere Francesco". Papa Bergoglio regge fisicamente, come ha confermato ancora nei giorni scorsi Kasper: "Sta abbastanza bene per un uomo di 82 anni". Eppure alcune frange lavorano per il dopo, incuranti del fatto che, come ricorda lo storico Enrico Galavotti, "l'elezione di un Papa è condizionata sempre da tanti fattori: è illusorio immaginare di assicurarla con le sole creazioni cardinalizie (Wojtyla creò 230 cardinali, ma il suo successore era stato creato da Paolo VI)". Per questo motivo, dice, "sarà cruciale il momento in cui il conclave si svolgerà e le dinamiche internazionali che saranno in atto".

L'abbraccio dei fedeli al cardinale Zuppi


Le figure di spicco dei vari schieramenti non mancano, a cominciare da due porporati italiani con spessore teologico: il segretario di Stato Pietro Parolin e l'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi. Il primo difficilmente lascerà Roma. Francesco lo vuole al suo fianco. I rapporti fra i due non sembrano incrinati. Mentre l'idea che Parolin sia spostato a Venezia in vista di una possibile successione non appartiene allo stile di Bergoglio che non facendo calcoli per sé non li fa nemmeno per gli altri. Il secondo è figura cresciuta mese dopo mese, capace a Bologna di farsi apprezzare per il suo stile pacato sia dai bergogliani sia dai suoi oppositori. La galassia tradizionalista, piccola ma rumorosa, spinge da tempo la figura del cardinale guineano Robert Sarah il quale, tuttavia, non sembra riuscire a tenersi alla larga dall'immagine di porporato di linea teologica all'opposto di Bergoglio. Nel mezzo, invece, sembra cercare di giocare il curiale francocanadese Marc Oullet, che alla prima votazione nel conclave del 2013 arrivò terzo dietro a Scola e allo stesso Bergoglio.

"C'è solo un cardinale": cori da stadio in treno per Zuppi


Nel recente libro edito da Cantagalli "Amici dello sposo", Oullet prova a mediare le diverse posizioni sull'abolizione del celibato ecclesiastico mostrandosi però abbastanza chiuso: "Non sono contrario, ma scettico", dice circa l'ipotesi che vengano ordinati come sacerdoti in zone remote del globo i cosiddetti "viri probati", uomini anziani sposati e di provata fede. Ogni Conclave è una storia a sé. Tutto si gioca nei giorni imminenti all'extra omnes. Per questo, seppure pesi sulla sua figura l'origine statunitense, è al momento personalità di spicco il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston, che ha ridato credibilità a una Chiesa distrutta dagli abusi sessuali commessi dai preti ai tempi del cardinale Law. Si è chiesto il sito d'informazione cattolica Crux: "Può essere O'Malley il candidato dell'ala centro-destra come nuovo Papa?". La Chiesa è molto vitale in Asia. L'arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle, è fra le porpore più considerate, lui usa parole nuove e ritiene la Chiesa del futuro "meticcia".