“Basta ingiustizie”: Il Papa apre il Sinodo su Amazzonia e celibato
Paolo Rodari , di PAOLO RODARIAl via in Vaticano l’assemblea speciale dei vescovi dedicata all’ambiente. Citato l’esempio di Greta. Sul tavolo il tema dei preti sposati e delle donne
Città del Vaticano - Istituito da Paolo VI nel 1965 perché su questioni di primaria importanza per la vita della Chiesa siano chiamati a discutere collegialmente a Roma i vescovi di tutto il mondo sotto la presidenza del Papa, si è aperto ieri in Vaticano un Sinodo speciale dedicato, su volere di Francesco, all'Amazzonia. Lo scopo è trovare nuove strade di presenza della Chiesa in quei territori e, insieme, rispondere alle innumerevoli ingiustizie che colpiscono le popolazioni indigene. Da sempre Francesco ha a cuore questa regione, non solo l'ambiente (7,8 milioni di chilometri quadrati su nove Paesi, una grande riserva di biodiversità che contiene da sola il 20% di acqua dolce non congelata della terra) ma anche la popolazione (tre milioni di indigeni appartenenti a più di 390 gruppi etnici su un totale di 34 milioni di persone). Per tre settimane, fino al 27 ottobre, 184 padri sinodali (113 vengono dalle diocesi amazzoniche e sono p…
Città del Vaticano - Istituito da Paolo VI nel 1965 perché su questioni di primaria importanza per la vita della Chiesa siano chiamati a discutere collegialmente a Roma i vescovi di tutto il mondo sotto la presidenza del Papa, si è aperto ieri in Vaticano un Sinodo speciale dedicato, su volere di Francesco, all'Amazzonia. Lo scopo è trovare nuove strade di presenza della Chiesa in quei territori e, insieme, rispondere alle innumerevoli ingiustizie che colpiscono le popolazioni indigene. Da sempre Francesco ha a cuore questa regione, non solo l'ambiente (7,8 milioni di chilometri quadrati su nove Paesi, una grande riserva di biodiversità che contiene da sola il 20% di acqua dolce non congelata della terra) ma anche la popolazione (tre milioni di indigeni appartenenti a più di 390 gruppi etnici su un totale di 34 milioni di persone). Per tre settimane, fino al 27 ottobre, 184 padri sinodali (113 vengono dalle diocesi amazzoniche e sono per la maggior parte vescovi) discuteranno su un testo, l'Instrumentum Laboris, frutto di un questionario inviato da Roma alle popolazioni amazzoniche. Sono state loro ad aver indicato ai presuli le priorità dei lavori. Dopo i primi dieci giorni sarà scritta una relazione. Verranno redatte poi delle proposizioni finali che tutti i membri dovranno votare. Quelle approvate saranno date al Papa che, incaricato anche di redigere un suo testo finale, potrà decidere se debbano diventare operative (e quindi far parte ufficialmente del magistero della Chiesa) oppure no.