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Cei, torna il feeling col governo “Ma subito una legge sulle nascite”

L’assegno unico per i figli tra i temi sul tavolo all’incontro per l’anniversario dei Patti lateranensi. Clima di soddisfazione Oltretevere per la ripresa del dialogo. Parolin: più convergenze che contrasti
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CITTÀ DEL VATICANO - La soddisfazione sul volto di presuli e prelati convenuti ieri a Palazzo Borromeo in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi era reale. Dopo il buio del governo Lega-5 Stelle con la mancanza per la Chiesa di un interlocutore reale al di qua del Tevere, il presidente della Cei Gualtiero Bassetti ha ripreso in mano le redini del dialogo avanzando senza paure le sue richieste a un governo disponibile all’ascolto.

A differenza di un anno fa quando a palazzo Borromeo non si presentò in segno di diniego per lo scontro sui migranti l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, erano ieri presenti tutte le alte cariche dello Stato, Conte e Mattarella in primis. Da parte vaticana, c’era tutto l’establishment della curia romana, con la prima volta del nuovo sostituto della segreteria di Stato, il venezuelano monsignor Edgar Pena Parra. «La parola chiave è stata convergenza», ha detto non a caso…
CITTÀ DEL VATICANO - La soddisfazione sul volto di presuli e prelati convenuti ieri a Palazzo Borromeo in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi era reale. Dopo il buio del governo Lega-5 Stelle con la mancanza per la Chiesa di un interlocutore reale al di qua del Tevere, il presidente della Cei Gualtiero Bassetti ha ripreso in mano le redini del dialogo avanzando senza paure le sue richieste a un governo disponibile all’ascolto.

A differenza di un anno fa quando a palazzo Borromeo non si presentò in segno di diniego per lo scontro sui migranti l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, erano ieri presenti tutte le alte cariche dello Stato, Conte e Mattarella in primis. Da parte vaticana, c’era tutto l’establishment della curia romana, con la prima volta del nuovo sostituto della segreteria di Stato, il venezuelano monsignor Edgar Pena Parra. «La parola chiave è stata convergenza», ha detto non a caso il segretario di Stato Pietro Parolin lasciando in serata la sede dell’ambasciata italiana presso la Santa Sede. E ancora: «Ci sono più convergenze che contrasti». Tra Italia e Santa Sede «il dialogo è continuo e c’è grande consonanza perché noi apprezziamo come Stato, e in particolare questo governo, il contributo della Santa Sede in fatto di tutela della diritti umani, equità, giustizia sociale», ha detto invece il premier Giuseppe Conte.

Bassetti ha parlato a nome della Chiesa italiana, ed è evidente che le sue parole hanno espresso anche le preoccupazioni vaticane e papali. Su tutto, la crisi demografica del Paese, per la Chiesa insieme alla mancanza di lavoro il vero tema sociale a impatto esplosivo. Il capo dei vescovi ha ricordato come i dati sulla denatalità italiana siano preoccupanti e spaventino. E ha detto al governo che se sui princìpi sa esprimersi in senso condiviso mancano tuttavia nella pratica politiche serie. Fra queste, ad esempio, l’assegno unico famigliare come strada per favorire le nascite. Quindi il tema delle curie palliative, molto caro alla Chiesa. I vescovi ritengono positiva l’esistenza di una legge sulle cure, ma nello stesso tempo hanno annotato come questa stessa normativa sia poco applicata sul territorio: mancano dei corsi per coloro che devono dedicarsi alle cure e dunque il loro lavoro e la loro dedizione ai sofferenti non sempre può arrivare nel modo migliore.

Il confronto c’è stato anche sulla politica internazionale, a partire dalla delicata situazione in Libia. La strada per la Chiesa e anche per il governo per risolvere i conflitti non può che essere quella del multilateralismo. Un tema che affronterà fra dieci giorni anche papa Francesco in partenza per Bari in occasione di un incontro coi vescovi del Mediterraneo al quale sarà presente anche Conte. Per quest’ultimo, un’altra occasione per rinsaldare un rapporto con la Chiesa divenuto importante soprattutto negli ultimi mesi.