Chiede ai nuovi cardinali di essere "sempre vigilanti" per "rimanere sulla sua strada". Perché, dice, "con i piedi, con il corpo possiamo essere con Lui, ma il nostro cuore può essere lontano, e portarci fuori strada". E ammonisce che vi sono "tanti generi di corruzione nella vita sacerdotale", il rosso porpora dell'abito cardinalizio, che è il colore del sangue, "può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione". "E tu - continua - non sarai più il pastore, vicino al popolo: sentirai solo di essere un'eminenza". "Quando tu sentirai quello - dice ancora - sentirai di essere fuori strada".
Non sono parole di circostanza quelle pronunciate oggi da papa Francesco nell'omelia tenuta durante il Concistoro nella Basilica di San Pietro per la creazione di 13 nuovi cardinali, di cui nove elettori in caso di Conclave. In un momento in cui sui media di tutto il mondo a emergere non è la vita ordinaria della Chiesa quanto gli scandali provocati da alcuni fra i suoi appartenenti, il Papa ricorda cosa sia il cardinalato e come si debba vigilare perché non si corrompa a scandalo dei fedeli.
Tutti, cardinali compresi, sono posti quotidianamente innanzi a un bivio. Da una parte la strada della sequela a Gesù, "la forza e il senso della nostra vita e del nostro ministero", dall'altra "la strada di chi, magari senza nemmeno rendersene conto, usa il Signore per promuovere sé stesso; di chi - come dice San Paolo - cerca i propri interessi e non quelli di Cristo". E ciò significa essere "fuori strada". "Anche noi, Papa e Cardinali - continua - dobbiamo sempre rispecchiarci in questa Parola di verità. È una spada affilata, ci taglia, è dolorosa, ma nello stesso tempo ci guarisce, ci libera, ci converte". "Conversione è proprio questo - conclude - da fuori strada, andare sulla strada di Dio".
Dei nove porporati elettori e dei quattro ultraottantenni, due, provenienti dall'Asia, non hanno potuto raggiungere Roma a motivo del Covid. In basilica San Pietro sono stati ammessi solo un centinaio di fedeli. I cardinali elettori (con meno di 80 anni) sono: monsignor Mario Grech, 63 anni, maltese, attuale segretario del Sinodo dei vescovi in Vaticano; monsignor Marcello Semeraro, 73 anni, italiano, prefetto della Congregazione vaticana per le cause dei santi; monsignor Antoine Kambanda, ruandese, 62 anni, arcivescovo di Kigali, è il primo cardinale della storia del Paese africano; l'arcivescovo di Washington Wilton D. Gregory, statunitense, 72 anni; Jose F. Advincula, 68 anni, filippino, arcivescovo di Capiz; monsignor Celestino Aos Braco, 75 anni, spagnolo, arcivescovo di Santiago del Cile; monsignor Cornelius Sim, 69 anni, vicario apostolico del Brunei; monsignor Augusto Paolo Lojudice, 56 anni, italiano, arcivescovo di Siena; e padre Mauro Gambetti, 55 anni, italiano, custode del convento francescano di San Francesco ad Assisi.
I nuovi cardinali con più di 80 anni e onorati per il loro lungo servizio alla Chiesa sono invece: monsignor Felipe Arizmendi Esquivel, 80 anni, messicano, vescovo emerito di San Cristobal de las Casas; monsignor Silvano Tomasi, 80 anni, italiano, arcivescovo ed ex ambasciatore, esperto di immigrazione; padre Raniero Cantalamessa, 86 anni, italiano, da lungo tempo predicatore della casa pontificia; padre Enrico Feroci, 80 anni, italiano, parroco del Santuario del Divino amore a Roma.
Francesco ancora una volta ha dato la porpora a personalità outsider, rompendo la consuetudine per la quale i vescovi di alcune diocesi sulla carta prestigiose avevano automaticamente il cardinalato. In Italia ancora sono rimaste senza porpora Venezia e Torino, mentre è probabile che Milano e Genova la riceveranno quando i cardinali emeriti raggiungeranno gli ottant'anni.
Non sono parole di circostanza quelle pronunciate oggi da papa Francesco nell'omelia tenuta durante il Concistoro nella Basilica di San Pietro per la creazione di 13 nuovi cardinali, di cui nove elettori in caso di Conclave. In un momento in cui sui media di tutto il mondo a emergere non è la vita ordinaria della Chiesa quanto gli scandali provocati da alcuni fra i suoi appartenenti, il Papa ricorda cosa sia il cardinalato e come si debba vigilare perché non si corrompa a scandalo dei fedeli.
Tutti, cardinali compresi, sono posti quotidianamente innanzi a un bivio. Da una parte la strada della sequela a Gesù, "la forza e il senso della nostra vita e del nostro ministero", dall'altra "la strada di chi, magari senza nemmeno rendersene conto, usa il Signore per promuovere sé stesso; di chi - come dice San Paolo - cerca i propri interessi e non quelli di Cristo". E ciò significa essere "fuori strada". "Anche noi, Papa e Cardinali - continua - dobbiamo sempre rispecchiarci in questa Parola di verità. È una spada affilata, ci taglia, è dolorosa, ma nello stesso tempo ci guarisce, ci libera, ci converte". "Conversione è proprio questo - conclude - da fuori strada, andare sulla strada di Dio".
Dei nove porporati elettori e dei quattro ultraottantenni, due, provenienti dall'Asia, non hanno potuto raggiungere Roma a motivo del Covid. In basilica San Pietro sono stati ammessi solo un centinaio di fedeli. I cardinali elettori (con meno di 80 anni) sono: monsignor Mario Grech, 63 anni, maltese, attuale segretario del Sinodo dei vescovi in Vaticano; monsignor Marcello Semeraro, 73 anni, italiano, prefetto della Congregazione vaticana per le cause dei santi; monsignor Antoine Kambanda, ruandese, 62 anni, arcivescovo di Kigali, è il primo cardinale della storia del Paese africano; l'arcivescovo di Washington Wilton D. Gregory, statunitense, 72 anni; Jose F. Advincula, 68 anni, filippino, arcivescovo di Capiz; monsignor Celestino Aos Braco, 75 anni, spagnolo, arcivescovo di Santiago del Cile; monsignor Cornelius Sim, 69 anni, vicario apostolico del Brunei; monsignor Augusto Paolo Lojudice, 56 anni, italiano, arcivescovo di Siena; e padre Mauro Gambetti, 55 anni, italiano, custode del convento francescano di San Francesco ad Assisi.
I nuovi cardinali con più di 80 anni e onorati per il loro lungo servizio alla Chiesa sono invece: monsignor Felipe Arizmendi Esquivel, 80 anni, messicano, vescovo emerito di San Cristobal de las Casas; monsignor Silvano Tomasi, 80 anni, italiano, arcivescovo ed ex ambasciatore, esperto di immigrazione; padre Raniero Cantalamessa, 86 anni, italiano, da lungo tempo predicatore della casa pontificia; padre Enrico Feroci, 80 anni, italiano, parroco del Santuario del Divino amore a Roma.
Francesco ancora una volta ha dato la porpora a personalità outsider, rompendo la consuetudine per la quale i vescovi di alcune diocesi sulla carta prestigiose avevano automaticamente il cardinalato. In Italia ancora sono rimaste senza porpora Venezia e Torino, mentre è probabile che Milano e Genova la riceveranno quando i cardinali emeriti raggiungeranno gli ottant'anni.